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Giorgio Langella: con il popolo cubano e il suo governo senza se e senza ma

Di Note ufficiali Domenica 18 Giugno alle 11:53 | 1 commenti

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"Donald Trump ha cancellato "con effetto immediato" l'accordo con Cuba. Lo stesso Trump ha dichiarato che il suo obiettivo è "una Cuba libera" e che "tutti i prigionieri politici dovranno essere liberati". L'amministrazione statunitense ancora una volta si dimostra per quello che è. Espressione dell'imperialismo più becero, nemica di ogni espressione che si opponga alle sue imposizioni": così inizia Giorgio Langella, segretario regionale del PCI Veneto, di cui pubblichiamo l'opinione. Ricordiamo, prosegue Langella, che gli USA sono cresciuti grazie al sistematico massacro degli indiani d'America. Un genocidio che ha provocato nel XIX secolo decine di milioni di morti (le stime riferiscono di un numero compreso tra i 50 e i 100 milioni). Ricordiamo come gli USA, nel tempo, abbiano sempre represso nel sangue qualsiasi tentativo di riscatto dei popoli nel mondo. 

Ricordiamo cosa fecero in America Latina, dal Cile di Allende al Salvador, dall'Argentina di Videla al Nicaragua. Brutali azioni atte a impedire l'indipendenza delle nazioni che volevano liberarsi dal gioco che le multinazionali e il governo statunitense imponevano loro. Ricordiamo cosa fecero i vari governi statunitensi nel continente africano. Come agirono nel Congo di Patrice Lumumba, come osteggiarono fino al suo assassinio Thomas Sankara in Burkina Faso. Ricordiamoci le guerre che hanno scatenato dal Vietnam all'Iraq (sarebbe troppo lungo ricordarle tutte). Ricordiamo il ruolo che hanno ricoperto e tutt'ora ricoprono sostenendo il terrorismo in Siria e i nazisti in Ucraina.
Ricordiamo di come gli Stati Uniti hanno tentato in ogni maniera di fiaccare e battere il popolo anche sostenendo e finanziando terroristi esuli cubani. Volevano impedire con qualsiasi mezzo quell'indipendenza e quella sovranità nazionale che quella bellissima isola caraibica si era conquistata cacciando Fulgencio Batista, lacchè e servo del "padrone" statunitense. Ricordiamoci dell'attacco alla Baia dei Porci avvenuta durante la presidenza del "democratico" John Kennedy.
E adesso, Trump tenta di dare lezioni a Cuba che, con la dignità e la forza della ragione, dimostra che si può contrastare e combattere l'impero.
Oggi Trump vuole una "Cuba libera". Tutti vogliono la libertà, ma sappia Trump che Cuba sarà veramente libera solo quando non ci sarà più la vergogna di Guantanamo, il lager statunitense che insiste nel suo territorio. E sappia che se prigionieri politici devono essere liberati, questi sono rinchiusi nelle carceri statunitensi e rispondono al nome di Leonard Peltier (innocente, condannato a due ergastoli e rinchiuso in carcere da oltre 41 anni per il fatto di essere un indiano d'America e perché lottava - e lotta ancora dalla sua cella - per i diritti del suo popolo) o di Mumia Abu-Jamal (condannato a morte nel 1982 senza prove certe e da allora rinchiuso in carcere perché attivista nero).
Questi sono gli Stati Uniti, simbolo del capitalismo, signori della guerra e del sopruso.
Non possono dettare alcuna condizione a nessuno. Non hanno le credenziali.

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Inviato Domenica 18 Giugno alle 15:12

Un precisa analisi veterokomunista.
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