Quotidiano | Categorie: Fatti

La Fondazione Roi dei presidenti Gianni Zonin e Ilvo Diamanti: la costante è il mutismo dei due "smemorati"

Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile) Sabato 13 Gennaio alle 13:43 | 0 commenti

ArticleImage

Chi ci legge e chi legge i giornali nazionali (dal CorSera a Il Fatto) sa quanto è accuratamente nascosto da quelli locali: la causa milionaria e intimidatoria intentataci da Gianni Zonin, in qualità di presidente e con i soldi della Fondazione Roi, e che ha precorso quella per soli... 410.000 euro di Luca Zaia per i fondi europei e regionali della formazione. La motivazione della richiesta temeraria di quel sant'uomo di Zonin? Solo l'aver raccontato e documentato fino al cessare delle sua carica, cosa che abiamo continuato anche dopo, la verità sulla sua mala gestio dell'ente voluto dal marchese Giuseppe Roi.

Lui, con un lascito di circa 100 milioni di euro tra cash, patrimonio artistico e valori mobiliari e immobilari, voleva statutuariamente che fosse supportata esclusivamente l'attività del museo civico di Vicenza, alias Palazzo Chiericati; Zonin, il suo "amico" diventatone presidente alla sua morte, aveva tasformato la Roi in "un'emanazione della BPVi" e in un bancomat per la banca stessa stessa e il sottobosco del potere vicentino.

Ebbene sulla vicenda e sui dati richiesti sulla vecchia gestione ci hanno risposto con accurate informazioni, a volte con qualche ritrosia para-burocratica ma altre con maggior solerzia, tutti gli enti interessanti e interpellati nell'ultimo anno: il Comune di Vicenza che gestisce i rapporti tra Roi e Chiericati, la Regione Veneto che ha funzioni di controllo sulle Fondazioni, l'Università di Bergamo, preso la quale insegna a tempo pieno, salvo specifiche autorizzazioni, Giovanni Carlo Federico Villa, il discusso e a volte smemorato sui suoi ruoli "direttitivi" presso i muesi come il suo "maestro" Zonin lo è stato in Commissione banche sull'esercizio dei suoi poteri nei cda della Banca Popoalre di Vicenza che pure ha presieduto per circa 20 anni..

Ebbene tutti gli enti hanno risposto ma uno no, cioè quello più coinvolto anzi quello alla base di tutto, la Fondazione Roi.

Ma quello che è più triste è che non solo la Roi mai ha risposto alle nostre domande neanhe con un "vaffa", ma che, se muta è stata la Fondazione presieduta da Zonin, più muta ancora, perchè più volte interpellata invano, è quella presieduta da un anno e passa da Ilvo Diamanti che aveva sventolato all'assunzione dell'incarico la bandiera della parola "trasparenza".

Per non aggiungere allo smemorato di Collegno e a quello di Vicenza, lo Zonin della Commissione banche, anche lo smemorato di Caldogno, Ilvo Diamanti, ripetiamo, caso mai avesse solo diemnticato di rispondere alel nostte aleno 3 PEC, quanto più volte e con un numero crescente di domande gli abbimo chiesto: "Fondazione Roi: dopo atti ricevuti da Regione Veneto e interrogatori di Gianni Zonin la nuova richiesta di VicenzaPiù a Ilvo Diamanti e al cda Roi: non nascondete i documenti!".

 


Commenti

Ancora nessun commento.
Aggiungi commento

Accedi per inserire un commento

Se sei registrato effettua l'accesso prima di scrivere il tuo commento. Se non sei ancora registrato puoi farlo subito qui, è gratis.



ViPiù Top News


Commenti degli utenti

1 ora e 46 minuti fa da zenocarino
In Il membro del cda Ipab Fabio Mantovani ha cambiato bandiera per puntare a Palazzo Trissino o Achille Variati ha messo la sua bandiera sul candidato di Forza Italia e Lega?

Sabato 13 Gennaio alle 18:56 da kairos
In Lettura di Parolin e Formisano su Vittorio Emanuele II, Indipendenza Veneta Vicenza Città: irrispettoso ricordare a Vicenza "il re infingardo che sottomise Terre Venete"
A CAMMILLO CAVOUR


nel 1867.

___


O nell’ora del nembo e del periglio
Sempre invocato, che più grande appari
Quanto più gonfi il trepido naviglio
4Battono i mari;

Chiuse son l’Alpi allo stranier: clemente
Rise una volta a’ popoli fortuna:
Tutte al suo desco le città redente
8Italia aduna.

Più non cercar. Delle battaglie il nome
Oh non chiedere a’ tuoi: sovra qual onda,
Sovra qual campo; e se le nostre chiome
12Lauro circonda.

A’ vincenti terribile il vessillo
Parve d’Italia: i giovani guerrieri
Volâr sull’ erta, ma con noi, Cammillo,
16Tu più non eri.

[p. 180 modifica]

Invan crebber le file: invan da’ porti
Più possente navil sciolse il nocchiero;
Non valser tante prue, tante coorti
20Il tuo pensiero.

In picciol nido l’aure interrogando,
Con poco stame a lunga tela assiso,
E l’ovra della mente ardua velando
24Di facil riso,

Gli occhi alzasti; e di fanti e di cavalli
Alla muta parola obbedïenti
Dal Cenisio sull’itale convalli
28Sceser torrenti.

E pria sul lido del remoto Eusino
Fra le pugne agitata e fra le nevi
La morta face del valor latino
32Raccesa avevi.

A’ cupi genî del Tirren custodi
Serti offrivi non visto, e taciturna
La partenza pregavi e fida ai prodi
36L’aura notturna,

Quando dell’Etna alla fremente riva
I Mille veleggiavano; portavi,
Celando sotto il mar la man furtiva,
40Le balde navi.
[p. 181 modifica]


Sparver gli avversi troni; e del tuo spiro
Che percorrea de’ novi abissi il seno,
La possa irresistibile sentiro
44Adria e Tirreno.

Itali fummo. Ed esultavi allato
Del Re più degno in Campidoglio atteso,
Quando cadevi, e dell’Italia il fato
48Parve sospeso.

Ansio cadevi dell’Olimpo al piede,
Indomato Titano. Orfana ancora
Sull’orma tua, cui pari altra non vede,
52Italia plora.

Ode di pugne inauspicate il foro
Risonar tempestoso; ed ella intanto
A’ suoi mali non trova altro ristoro
56Che sdegno e pianto.

Dell’indugio si sdegna e de’ consigli
Con gioco assiduo sul fiorir recisi;
D’altre barriere, che di monti, i figli
60Piange divisi.

O nata a non perir, stirpe fatale!
O risorgente dalle tue ruine
Popolo, che ricigni or l’immortale
64Infula al crine;
[p. 182 modifica]


De’ secoli più grande e de’ tuoi guai,
Se come in altro dì non ti è concesso
Reggere il mondo, mostra almen che sai
68Regger te stesso.
Gli altri siti del nostro network