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FISM: appello per sostenere il sistema delle scuole paritarie

Di Redazione VicenzaPiù Giovedi 12 Novembre 2015 alle 15:22 | 0 commenti

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Riceviamo da Stefano Cecchin, Presidente FISM Veneto, e pubblichiamo di seguito l'appello sottoscritto da FISM Veneto; FIDAE Veneto; CdO Veneto; FORMA Veneto; AGESC Veneto

Le Organizzazioni delle Scuole Paritarie del Veneto, dall’infanzia, alla primaria, alla secondaria e agli enti di formazione professionale, sono molto preoccupate della pesantissima situazione dei finanziamenti della Regione del Veneto: inadeguati, enormemente in ritardo ed ora addirittura incerti!

Migliaia di gestori che – in particolare nei segmenti della scuola dell’infanzia e della formazione professionale rappresentano un pilastro dei servizi di educazione, di istruzione e di preparazione alla vita lavorativa dei giovani del Veneto - rischiano la chiusura o la drastica riduzione della attività con licenziamenti di lavoratori e l’aumento della instabilità sociale.

Dopo l’appello dei Vescovi del Veneto della settimana scorsa, rimasto inascoltato, vogliamo rendere pubblico questo stato di grande disagio segnalando il rischio concreto che a subirne le pesanti conseguenze della mancanza dei finanziamenti regionali siano gli utenti (i bambini e i giovani) e le loro famiglie che non possono sopportare ulteriori aumenti di rette a fronte peraltro di altre famiglie che possono godere gratuitamente (o quasi) dei medesimi servizi statali.   

 

Ecco il testo dell'appello:

“Senza le scuole paritarie la Regione e il Paese perdono moltissimo, un pezzo di identità e un tesoro di bene comune”. Sono le parole con cui termina l’accorato appello fatto dai Vescovi del Veneto, la scorsa settimana, ai parlamentari eletti nella Regione affinché in sede di bilancio di previsione del 2016 (Legge di stabilità) sia posta la dovuta attenzione al mondo della scuola paritaria.

Le Associazioni che rappresentano il sistema delle scuole paritarie, dall’infanzia alla formazione professionale, hanno di recente incontrato gli assessori regionali di riferimento i quali hanno prospettato per il 2016 un consistente taglio dei già inadeguati fondi destinati alle scuole dell’infanzia (60% in meno) e al buono scuola (100% di taglio).

Da tempo e ripetutamente chiediamo alla Regione di definire con una apposita legge regionale sul diritto allo studio i cardini di questo “originale e unico” sistema, fondato su una virtuosa e preziosa sussidiarietà, in cui siano assicurati i principi del diritto della famiglia di scegliere liberamente la scuola per l’educazione e la formazione dei propri figli, del pluralismo della proposta formativa e della garanzia di finanziamenti certi e strutturali come si addice appunto ad un “sistema” di un pubblico servizio (..ora erogati come contributi graziosi!!).

La previsione che nel bilancio regionale del 2016 saranno attuati insostenibili tagli al sistema scolastico paritario è diretta – sia chiaro - a colpire le famiglie e i cittadini perché gli enti gestori (parrocchie, enti morali e soggetti no profit, associazioni genitori, congregazioni religiose), contrari per la loro natura ad essere “gabellieri” per conto dell’ente pubblico, non intendono aumentare le rette, già inique rispetto a quelle molto inferiori che altre famiglie pagano per la frequenza dei loro figli nelle scuole statali.

Nel caso in cui venissero, malauguratamente, confermati i tagli dei contributi regionali, verranno chiamate le comunità e le famiglie a decidere sul futuro delle nostre scuole.

E’ opportuno ricordare che si tratta di un sistema ricco di storia, sistema radicato nelle comunità del nostro territorio veneto, di elevata qualità riconosciuta a livello europeo, che assicura cospicui risparmi alla finanza pubblica:

  • 1.043 scuole dell’infanzia senza scopo di lucro, il 35% delle quali con asilo nido integrato, nel 45% dei comuni veneti esiste solo la scuola materna paritaria FISM, 92.000 bambini (61% di tutti i bambini veneti 0-6 anni), 9.200 dipendenti.

  • la formazione professionale, con i suoi 90 centri, che offre a quasi 20 mila ragazzi percorsi di qualificazione e di specializzazione professionale altamente qualitativi; occupa oltre 2.000 dipendenti e ha fortemente abbattuto la percentuale di dispersione scolastica evitando una ricaduta sul fronte del disagio sociale i cui costi a carico dello Stato risulterebbero altissimi.

Al termine del percorso triennale di qualifica dopo la terza media, il 70% dei ragazzi trova lavoro entro 12 mesi.

  • le scuola primaria, secondaria di primo e secondo grado, 190 scuole e istituti, ricchi di storie di progettualità e di offerta formativa, circa 28.000 studenti di cui 2.500 con difficoltà (disabilità, ecc), 3.800 dipendenti

L’Educazione delle nuove generazioni è il cuore del progresso e dello sviluppo di una comunità (concetto ribadito nei programmi del governo nazionale e nel programma del governo regionale) e va sempre valorizzato e sostenuto per “creare le condizioni per una crescita più intelligente, sostenibile e solidale” (documento della UE “Europa 2020”).

La scuola deve essere una priorità assoluta per qualsiasi governante, pur in un periodo di difficoltà economiche!

Le Organizzazioni firmatarie del presente appello sollecitano la Regione, proprio per questo convincimento, a fare un gesto “clamoroso” proprio in direzione opposta a quanto una sconsiderata economia di bilancio pubblica sembra costringere le istituzioni nazionali, regionali e locali.

Investite nella civiltà, nella speranza, nell’educazione e nella scuola: il futuro delle nostre comunità!

Prima i bambini e i ragazzi!

Stefano Cecchin Presidente FISM Veneto

Virginia Kaladich Presidente FIDAE Veneto

Stefano Montaccini Presidente CdO Opere Educative Veneto

Renato Meggiolaro Presidente FORMA Veneto

Michele Dimiddio Presidente AGESC Veneto

Leggi tutti gli articoli su: F.I.S.M., scuole paritarie, Stefano Cecchin

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