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Fisascat Cisl Veneto, Maurizia Rizzo riconfermata segretaria generale

Di Emma Reda Giovedi 20 Aprile alle 18:27 | 0 commenti

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Maurizia Rizzo è riconfermata alla guida di Fisascat Veneto, a livello regionale la più importante federazione di Cisl per numero di iscritti, in questi giorni al suo decimo congresso. Già segretaria della federazione dal 2012, il Consiglio generale l'ha scelta per condurre in continuità l'organizzazione per i prossimi quattro. Con 922 delegati presenti in tutte le sette province, l'organizzazione - che vede mediamente un turn over della forza lavoro pari al 30% - conta oggi oltre 40.100 iscritti attivi (dati fine 2016, erano 36mila nel 2013): sono per lo più donne (70%), per il 62% occupati part-time e per il restante 38% occupati full-time. Lavoratori e lavoratrici che hanno a loro tutela più di 40 contratti nazionali: si va dagli addetti al terziario e al commercio, a quelli dei settori della ristorazione, dell'alberghiero e del turismo, delle realtà di culto, agli operatori dei servizi di pulizia e dei servizi socioassistenziali, alle guardie giurate, ai collaboratori familiari, fino ai dipendenti delle istituzioni, delle agenzie di scommesse e delle case da gioco, i civili delle basi americane e Nato.

Settori in cui il lavoro precario mantiene purtroppo una presenza considerevole (che nei voucher, aboliti definitivamente ieri in Senato, potevano trovare strumenti di emersione del lavoro nero) e che spesso si misurano con un'alta richiesta di lavoro flessibile (si pensi alla battaglia contro le apertura domenicali degli esercizi commerciali). Di origine polesana, Maurizia Rizzo ha alle spalle un'esperienza sindacale ampia e di lunga data. Figlia di un'operaia dell'agricoltura e di un operaio metalmeccanico, a sua volta delegato di Fim Cisl, si diploma e inizia a lavorare subito come impiegata in una piccola impresa tessile. Sollecitata dal padre, si iscrive presto alla Cisl, diventando a soli 19 anni, nel 1979, operatrice sindacale della categoria dei tessili. L'impegno nel sindacato la vede poi nei servizi Cisl, da quello fiscale a quello del patronato Inas, e in seguito, in qualità di responsabile, all'Ufficio Vertenze e legale di Cisl Rovigo. Nel 1997 è eletta segretaria generale di Fisascat Rovigo (che allora conta solo 200 iscritti, diventando nel 2009 la prima categoria per numero attivi di Cisl Rovigo); nel 2009 entra in segreteria Fisascat Veneto e nel 2012 ne è eletta segretaria generale.

La continuità di mandato della Rizzo consentirà alla federazione di continuare a camminare lungo il percorso intrapreso in questi anni, all'insegna del dialogo e della migliore collaborazione con le altre sigle sindacali e dell'impulso dato con convinzione e forza alla bilateralità e alla contrattazione territoriale a livello regionale: un impegno ampiamente riconosciuto a lei e a Fisascat già ieri, prima giornata di congresso al Viest hotel di Vicenza, dalle voci di Palma Sergio, segretaria generale FP Cgil Veneto, Luigino Boscaro, segretario generale Uiltucs Veneto, Maurizio Franceschi, direttore Confesercenti Veneto, ed Eugenio Gattolin, direttore Confcommercio Veneto. Al contempo, ci sono però anche nuove sfide che la federazione è chiamata a raccogliere, in primo luogo quella di sostenere i lavoratori e le lavoratrici nell'attraversare i profondi cambiamenti generati dall'innovazione tecnologica e digitale: «Sono cambiamenti che toccano e toccheranno profondamente pure i nostri settori - evidenzia la Rizzo -. Come sindacato abbiamo il dovere di saper leggere le nuove dinamiche, presidiandone i processi e accompagnandoli. Una rivoluzione che inciderà sulle modalità di acquisto e sui consumi, ma anche avrà impatto sul lavoro e sui lavoratori: il sindacato ha il compito di tutelarli e, allo stesso tempo, di "attrezzarli" a rimanere protagonisti, per fare in modo che nessun lavoratore resti indietro. Per noi significa, ad esempio, promuovere e sancire la formazione come diritto sociale contrattuale, per consentire a ogni lavoratore di convertire le proprie conoscenze e competenze, di rimettersi in gioco quando e dove necessario».

A guidare insieme a lei l'organizzazione quali componenti di segreteria saranno il trevigiano Edoardo Dorella e il vicentino Enrico De Peron. Al congresso hanno partecipato il segretario generale nazionale di Fisascat Pierangelo Raineri e Davide Guarini, della segreteria nazionale della federazione. Presente in entrambe le giornate Onofrio Rota, segretario generale Cisl Veneto.


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Leggendo la lettera di Flavia mi è venuto tornato alla mente l'articolo 47 della Costituzione, nel passaggio dove recita:

"La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme...".

Purtroppo, come molte altre volte succede in questo Bel Paese mal gestito, avviene il contrario.
La vicenda delle banche venete è purtroppo nota e non stanno nemmeno più in piedi gli alibi che vogliono colpevolizzare i soci ("se la sono cercata loro perché sapevano che era rischioso ... volevano fare gli squali e adesso piangono miseria ...") perché è stato dimostrato che non è così; il prezzo delle azioni è stato taroccato ed è una truffa bella e buona che le banche hanno fatto ai loro sottoscrittori.
Raggirati da funzionari bancari senza coscienza pilotati a loro volta dai direttori senza scrupoli, che sapevano benissimo di vendere azioni fuffa ... ma l'importante è vendere e far carriera (no?).
E via col valzer delle scuse del tipo "siamo una banca solida ... non abbiamo problemi etc".
Mentre si tentava di coprire la voragine bancaria con un fazzolettino di carta, Consob e Banca d'Italia si giravano dall'altra parte per non vedere.
Il finale vede trionfare le banche che hanno fatto lo "sforzo" di avere solo la parte sana.
Come se non bastasse, i funzionari "lupi" delle due banche si sono travestiti da "agnelloni" di Intesa San Paolo, e probabilmente continueranno a perdere il pelo ma non il vizio.
Tutto apposto dunque. No?
Direi che alla luce di questo non faccio fatica a credere alla lettrice quando dice "credere nella Giustizia è diventato molto, molto difficile, quasi impossibile". E' e rimane impossibile, cara Flavia.
Molto probabilmente in un altro Paese più civile la cosa avrebbe preso una piega diversa, a favore dei risparmiatori (penso ad es. alle class action, che da noi sono solo di facciata).

Credo purtroppo, cara Flavia, che la lettera inviata ai politici cada nel nulla.
Per il semplice motivo che se qualcuno avesse voluto davvero fare qualcosa PRIMA, l'avrebbe fatto.
Ora è troppo tardi. Ed è persino patetico che i politici si proclamino adesso paladini dei risparmiatori, a babbo morto.

Mi spiace infonderle amarezza Flavia, ma mi dica forse se non ne ho motivo.

Con augurio di poter essere smentito.

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