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Filivivi ex Lanerossi, Ezzelini Storti: solidarietà a lavoratori lasciati soli da tutti

Di Redazione VicenzaPiù | Giovedi 28 Giugno 2012 alle 15:41 | 0 commenti

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Christian Farina, Resp. Comunicazione P.r.c. Federazione di Vicenza  -  Apprendiamo stamane dalla stampa locale (ieri su VicenzaPiù.com...) dell'ennesimo atto della bruttissima vicenda che coinvolge i lavoratori (ormai ex) della Filivivi (ex Lanerossi) di Piovene Rocchette, fatto anche di "non interessamenti" da parte del Sindaco del comune pedemontano. «I lavoratori della Filivivi sono costretti a "far dire" messa per decretare la scomparsa del loro posto di lavoro - dichiara Giuliano Ezzelini Storti, Segr. Prov.le P.R.C. - F.D.S. - anche in questo momento, come del resto in tutto il corso della vicenda.

Il Sindaco di Piovene Rocchette se ne lava le mani, sostenendo l'impotenza dell'amministrazione comunale e l'azienda, dal canto suo, con arroganza, vieta l'utilizzo del piazzale dello stabilimento per espletare la funzione. Rifondazione Comunista, anche se non "religiosa", esprime solidarietà nei confronti dei lavoratori e chiede all'amministrazione comunale, che finora non si è occupata della vicenda, di pensare al futuro occupazionale del territorio, invece di "sfilate padane" come il suo Sindaco, ed iniziare occupandosi di quello stabilimento, una volta "cuore pulsante" del Comune. - e conclude - Fanno sorridere poi le scuse addotte e lo scaricabarile: lì una fabbrica chiude e le istituzioni tacciono; è un comportamento vergognoso e che denunciamo. Fino all'ultimo proveremo a cercare una soluzione, per quanto è nelle nostre possibilità, all'ennesima vicenda che vede dei lavoratori abbandonati senza neppure la possibilità di celebrarsi una messa».

 

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Commenti degli utenti

Domenica 27 Luglio alle 22:09 da Shlomo_Yisrael_Serraglia
In Autodeterminazione per i veneti e ferro e fuoco per i palestinesi?
Sono contento dell'attenta ricerca fatta da tale Langella, ovviamente sarebbe stato più onesto intellettualmente se avesse anche citato quanto segue: ...riconoscere unilateralmente un presunto ?Stato Palestinese? non tiene conto di ciò che è avvenuto in terra d'Israele nell?ultimo secolo, e non tiene presente che l?unica e vera democrazia in medio oriente è quella Israeliana. Ciò premesso dobbiamo riflettere su come prospettare un futuro di pace in quelle terre, un futuro che preservi tutte le popolazioni residenti in quell'area senza utilizzare nessuna arma, neanche quella demografica; un futuro che garantisca l'autodeterminazione dei Popoli senza le prevaricazione di nessuno. L'idea che noi prospettiamo è quella di una confederazione Israeliana-Palestinese-Giordana, ovvero un accordo tra Stati liberi che si riconoscono vicendevolmente; tra cui non vige la regola della maggioranza nelle decisioni comuni ma dell'unanimità; in cui ci sia uno sforzo comune per il contrasto alle varie fazioni terroristiche di qualunque matrice esse siano; tra cui ci sia collaborazione ad ampio livello per il progresso reciproco in ogni ambito della vita umana; in cui si superino le idee di odio e sopraffazione razziale e religiosa. Questa nostra vuole essere un'idea per scardinare quella logica di potere, sopraffazione ed integralismo che in vario modo e a vario livello ha travolto quell'area, il concetto di libertà dovrà essere alla base di questo patto di convivenza pacifica tra questi tre Stati in cui uomini e donne liberi non avranno più paura di uscire per strada ed incontrarsi e potranno così progettare un futuro per loro stessi e per i loro figli. Noi come Veneto Serenissimo Governo siamo disponibili ad approfondire questa nostra idea per la sua fattibilità, perché riteniamo che la Pace in medioriente sia una cosa che riguarda tutti, e che prese di posizioni basate su pregiudizi portino solo ad altre guerre ed odio... http://www.serenissimogoverno.eu/index.php?option=com_content&task=view&id=879&Itemid=162
Ma ovviamente ben sappiamo che certe persone amano mistificare la realtà ed additare come nemici da colpire chi non la pensa come loro.

Sabato 26 Luglio alle 10:16 da kairos
In Napolitano, "questione morale" e democrazia: lucrò su viaggi UE, ora imita Nerone
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