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Maurizio Conte (Veneto per l'Autonomia): "è il Consiglio che voterà fiducia a Luca Zaia o è lui che sfiducia Consiglio?"

Di Note ufficiali Martedi 12 Settembre 2017 alle 22:15 | 0 commenti

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"Bisogna cambiare il nome all'istituto oggetto della modifica statutaria che stiamo discutendo oggi in aula: non si tratta più di una questione di fiducia nei confronti di Luca Zaia. In realtà, sembra la sfiducia di Zaia nei confronti dei Consiglieri di maggioranza: forse il Governatore non si fida più della tenuta di questa coalizione?". Con queste parole, il Consigliere regionale Maurizio Conte ha iniziato il suo intervento in aula nel corso dell'esame della proposta di revisione statutaria volta ad introdurre la questione di fiducia nella forma di governo regionale.

"Ma la fiducia - puntualizza Conte - è un potere che il Presidente ha già di per sé; il Presidente infatti ha il potere di mandare tutti a casa per tanti motivi: perché non esiste una maggioranza oppure perché non si conseguono gli obiettivi del programma elettorale. Lo può fare in qualsiasi momento, indipendentemente dalla volontà della Giunta e dei Consiglieri".
"Oltre a questo aspetto - puntualizza - dobbiamo ricordare che questa modifica dello Statuto comporta anche una modifica al Regolamento, per dipanare i dubbi di concreta applicabilità del nuovo istituto. Ci sono poi altri aspetti: la fiducia, com'è ribadito nel testo di legge, potrà essere posta sul bilancio e ad atti collegati. Ma potrà essere richiesta anche su norme relative all'istituzione di tributi e imposte: e cosa sarebbe successo se avessimo posto la fiducia per l'addizionale IRPEF in relazione alla questione della Pedemontana? La fiducia può essere posta su materie particolarmente rilevanti per la collettività regionale: avessimo messo la fiducia sui vaccini, forse saremmo andati a casa ancora una volta per vedere il giorno dopo, invece, ritirato un decreto che forse era illegittimo. Abbiamo forti dubbi sulle materie che possono essere oggetto di fiducia: bene accelerare le procedure, ma non vorrei che arrivassimo a risultati che vanno contro gli interessi dei veneti. Sarebbe opportuno pensare a un'altra modifica dello statuto e magari rivedere le norme sugli assessori esterni".
"Basta ridurre la democrazia - aggiunge Conte - se questo è l'obiettivo di Zaia e della maggioranza, si prendano la loro responsabilità. Dobbiamo ricordare che però ci sono altri passaggi che possono essere utilizzati nell'ambito della modifica dello statuto, e lo suggerisco proprio ai colleghi del Movimento 5 Stelle, possiamo chiedere il referendum senza quorum. Altrimenti, se la volontà è quella di ridurre i tempi, e se come consiglieri di minoranza non possiamo più contribuire ai passaggi fondamentali nell'ambito dell'approvazione di testi di legge, inizieremo a fare lo sciopero dei consiglieri con conseguente riduzione dello stipendio. Quale fiducia avremo, nei confronti di un Presidente che magari il prossimo anno, per incarichi governativi, abbandona la Regione e decide di andare a Roma? Questo Presidente ha ricevuto la fiducia per quello che è un mandato legato al governo di questa Regione senza pensare che a metà del mandato abbandoni il Veneto e abbandoni soprattutto quelli che erano gli obiettivi programmatici. Allora dovremo avere anche noi la possibilità di esprimere fiducia verso le scelte personali di un Presidente che però coinvolge con le sue scelte personali questo consesso democratico che è il Consiglio regionale".
"I consiglieri devono essere in grado di esprimere, con le proprie scelte, ma soprattutto con il proprio pensiero - conclude Conte - una libertà di coscienza, rispondendo non ad un Presidente, non ad una Giunta, non ad una maggioranza, ma al popolo Veneto".

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In Lettura di Parolin e Formisano su Vittorio Emanuele II, Indipendenza Veneta Vicenza Città: irrispettoso ricordare a Vicenza "il re infingardo che sottomise Terre Venete"
A CAMMILLO CAVOUR


nel 1867.

___


O nell’ora del nembo e del periglio
Sempre invocato, che più grande appari
Quanto più gonfi il trepido naviglio
4Battono i mari;

Chiuse son l’Alpi allo stranier: clemente
Rise una volta a’ popoli fortuna:
Tutte al suo desco le città redente
8Italia aduna.

Più non cercar. Delle battaglie il nome
Oh non chiedere a’ tuoi: sovra qual onda,
Sovra qual campo; e se le nostre chiome
12Lauro circonda.

A’ vincenti terribile il vessillo
Parve d’Italia: i giovani guerrieri
Volâr sull’ erta, ma con noi, Cammillo,
16Tu più non eri.

[p. 180 modifica]

Invan crebber le file: invan da’ porti
Più possente navil sciolse il nocchiero;
Non valser tante prue, tante coorti
20Il tuo pensiero.

In picciol nido l’aure interrogando,
Con poco stame a lunga tela assiso,
E l’ovra della mente ardua velando
24Di facil riso,

Gli occhi alzasti; e di fanti e di cavalli
Alla muta parola obbedïenti
Dal Cenisio sull’itale convalli
28Sceser torrenti.

E pria sul lido del remoto Eusino
Fra le pugne agitata e fra le nevi
La morta face del valor latino
32Raccesa avevi.

A’ cupi genî del Tirren custodi
Serti offrivi non visto, e taciturna
La partenza pregavi e fida ai prodi
36L’aura notturna,

Quando dell’Etna alla fremente riva
I Mille veleggiavano; portavi,
Celando sotto il mar la man furtiva,
40Le balde navi.
[p. 181 modifica]


Sparver gli avversi troni; e del tuo spiro
Che percorrea de’ novi abissi il seno,
La possa irresistibile sentiro
44Adria e Tirreno.

Itali fummo. Ed esultavi allato
Del Re più degno in Campidoglio atteso,
Quando cadevi, e dell’Italia il fato
48Parve sospeso.

Ansio cadevi dell’Olimpo al piede,
Indomato Titano. Orfana ancora
Sull’orma tua, cui pari altra non vede,
52Italia plora.

Ode di pugne inauspicate il foro
Risonar tempestoso; ed ella intanto
A’ suoi mali non trova altro ristoro
56Che sdegno e pianto.

Dell’indugio si sdegna e de’ consigli
Con gioco assiduo sul fiorir recisi;
D’altre barriere, che di monti, i figli
60Piange divisi.

O nata a non perir, stirpe fatale!
O risorgente dalle tue ruine
Popolo, che ricigni or l’immortale
64Infula al crine;
[p. 182 modifica]


De’ secoli più grande e de’ tuoi guai,
Se come in altro dì non ti è concesso
Reggere il mondo, mostra almen che sai
68Regger te stesso.
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