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Festival, Libriamo 2012: letteratura di altissimo livello

Di Redazione VicenzaPiù Mercoledi 20 Giugno 2012 alle 17:34 | 0 commenti

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Libriamo 2012  -  Si è conclusa domenica 17 giugno con una serie di autori di grandissimo rilievo la settima edizione di Libriamo, il festival dedicato al mondo dei libri e dell'editoria, promosso dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Vicenza e organizzato dall'Associazione Culturale Zoing! Nei cinque giorni della manifestazione, scrittori noti e meno noti, ma tutti di grandissima qualità hanno presentato le loro opere a un pubblico sempre attento e partecipativo.

Notevole è stato il salto di qualità (e di quantità) compiuto quest'anno dal festival, basti pensare agli incontri con Sergio Romano, Luigi Zoja, Antonio Caprarica, Sapo Matteucci, Sveva Casati Modigliani, Silvia Avallone, Luciana Castellina, per citarne solo alcuni, che hanno animato una piccola parte dei circa trenta eventi in programma. "Il merito di Libriamo 2012 - ha dichiarato il direttore artistico Andrea Di Gregorio - è stato quello di valorizzare e portare al centro dell'attenzione due luoghi di Vicenza (oltre ai magici Chiostri di Santa Corona), che fino a ieri non rientravano negli itinerari "mentali" dei vicentini: il Giardino del Teatro Olimpico, che ha ospitato alcuni degli incontri dedicati alla "Gastrolibreria" e che si è rivelato un piccolo paradiso fresco e accogliente, anche nel caldo meridiano e lo splendido e misterioso giardino della Biblioteca Internazionale "La Vigna", in Contrà Porta Santa Croce, che ha fatto da cornice a due eventi molto seguiti: la presentazione di due libri di Silvino Gonzato, autore veneto noto e amato, e quella del fondamentale saggio di Otello Fabris sul baccalà, I misteri del ragno". Molto azzeccata - e sicuramente da riprendere in futuro - l'idea dei Buffet con gli autori ai Chiostri, che si sono potuti realizzare grazie al "sodalizio" che abbiamo stabilito con la Venerabile Confraternita del Bacalà alla Vicentina, al generoso contributo della Gastronomia il "Ceppo" di Corso Palladio e del servizio di catering "Il giardinetto". L'atmosfera magica dei chiostri, nell'ora più fresca e dolce dell'estate, ha conciliato un momento di pausa e di piacevoli conversazioni in cui il pubblico ha potuto parlare con gli autori gustando del prelibatissimo bacalà alla vicentina, bacalà mantecato, soppressa, Asiago. Il tutto accompagnato dall'ottimo Durello frizzante offerto dalle Cantine dei Colli Vicentini. Arrivederci all'anno prossimo, con nuove idee, nuovi stimoli e nuovi autori. È questa la promessa che Libriamo, il Festival Letterario di Vicenza fa alla sua città!

 

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ieri alle 21:01 da Kaiser
In Il racconto di Mattia Stella al termine del mandato di presidente Arcigay di Vicenza

ieri alle 19:30 da MicheleL
In Il racconto di Mattia Stella al termine del mandato di presidente Arcigay di Vicenza
@GPietrobelli, di cosa sta parlando? La sodomia non è mai stata nel DSM. Temo che lei confonda omosessualità con sodomia, ignorando al tempo stesso che non tutti gli omosessuali la pratica e che quasi il 10% degli eterosessuali la apprezzano. Questo non è un canale TV, nessuno la obbliga a cliccare il video e a guardarlo. Fosse stato anche di 10 ore, la De Mari che c'entra? Non ha alcuna autorevolezza, tranne che come scrittrice fantasy. E le cose che dice non sono meno fantasiose dei suoi romanzi, tanto è vero che è l'unico medico su centinai di migliaia che sostiene certe assurdità omofobe. La De Mari incita all'odio, al pregiudizio, con pretesti medici infondati, un po' come lei che pensa che la derubricazione dell'omosessualità dal DSM sia avvenuta per motivi politici, mentre basterebbe che si informasse sui lavori di E. Hooker, per capire quanto questa misura fosse anche al tempo motivata e basata sulle evidenze. Le stesse che oggi fanno che nessuna persona onesta pensa che l'omosessualità sia una patologia o che la pedofilia non sarebbe un fatto grave (si legga la posizione ufficiale dell'APA, visto che evidentemente non la conosce).

@FrancoZappolin. L'ideologia è quella della De Mari, per sua stessa ammissione (fede e non ragione), così come l'odio è il suo (autodefinitasi omofoba). Non c'è motivo per dare eco alla De Mari, tranne che per le sue pubblicazioni fantasy. Quanto a fondamentalista religiosa e ideologa è davvero di modesta statura e si permette di criticare tutto e tutti (incluso il Papa), convinta di avere la Verità in tasca in modo ancor più paradossale del già sfacciato Belpietro, diffamatore e calunniatore (in via definitiva), già a servizio del Berlusconi delle Olgettine e della corruzione di giudici.
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