Quotidiano | Categorie: Interviste, Politica

Ezio Sambugaro: "tempi supplementari" con Fli

Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile) Sabato 1 Ottobre 2011 alle 21:39 | 0 commenti

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"Nella Democrazia Cristiana c'è immobilismo, perciò passo a Fli. Io e Sgreva, uniti nel volley,
potremmo trovare convergenze in politica. D'altronde nello sport spesso ci sono i tempi supplementari in cui tutto viene rimesso in gioco". Ezio Sambugaro chiude, così, da uomo di sport, la sua intervista (qui il video) in cui, dopo aver simbolicamente e con tristezza "ammainato" il vessillo democristiano ha abbracciato "il futuro per la libertà" di Fini e Conte. Nelle sue parole e nella sua ricerca di un approdo identificabile c'è voglia di cambiare rotta, di trovarne, anzi, una in un'Italia sempre più attaccata nei suoi valori. Economici e, soprattutto, sociali.

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Da Una Voce Venetia

Vicenza, don Rigon non celebra più
la messa modernizzata di S. Rocco
Dopo mesi di interruzione ritorna mons. Tamiozzo con due (2) fedeli

La messa "tridentina" con commistione di riti alla chiesa di S. Rocco a Vicenza, voluta da mons. Cesare Nosiglia, oggi arcivescovo di Torino, non la celebra più don Pierangelo Rigon. In realtà questa messa non era stata più celebrata da agosto, e dopo il ritiro di don Rigon non era ripresa alla fine dell'estate.
Secondo informazioni provenienti dal rettore di S. Rocco, la celebrazione è ripresa domenica 14 novembre scorso, in cui l'ha detta mons. Giandomenico Tamiozzo, il primo celebrante incaricato da mons. Nosiglia. Alla funzione avrebbero preso parte solamente due fedeli, neanche tutti della diocesi vicentina.
Non è dato sapere se la celebrazione continuerà e con quali orari, nessuna informazione è stata data in proposito dalla diocesi, e alla chiesa di S. Rocco, sempre chiusa, continua a non esserci nessun avviso di questa messa, con conseguente impossibilità per eventuali interessati di averne conoscenza.
Certamente tale carenza di informazioni, come pure il modo con cui queste messe sono celebrate da mons. Tamiozzo e don Rigon - denunciato dall'associazione Una Voce Italia come sostanzialmente difforme rispetto al rito da seguire secondo il Messale Romano del 1962, e quindi concretante il rischio di "apparenti applicazioni di Motu proprio" (14 febbraio 2009), e da allora rimasto immutato - col tempo hanno praticamente nullificato la partecipazione dei cattolici.
Neppure hanno giovato comportamenti di apparente sostegno alla messa di S. Rocco da parte di determinati personaggi vicentini, concretantisi in una abbastanza patetica sorveglianza degli ingressi della chiesa per cercare di scoraggiare la partecipazione alla messa di persone appartenenti all'associazione Una Voce, anche per mezzo di aggressioni verbali (su episodi del genere disponiamo di dettagliate testimonianze).
Davanti al dato del ritiro di don Pierangelo Rigon, non sappiamo quanto abbiano potuto giovargli, specie in termini di immagine, all'inizio dell'estate certe difese d'ufficio a Vicenza e fuori, anche da parte di siti e blog, alcuni rigorosamente anonimi, professantisi "tradizionalisti" o a favore dell'antica messa, ma del tutto indifferenti a come la messa viene celebrata, perché ispirati a un vieto ma sempre attuale clericalismo, per cui tutto quello che un prete dice e fa è giusto perché è un prete, e non può mai essere messo in discussione.
Certamente a Vicenza si è creato un clima pesante quando il Giornale di Vicenza, con la lettera di un suo caporedattore, ha rifiutato ai richiedenti della messa tridentina di pubblicare una replica alla lettera di don Rigon uscita sul medesimo giornale il 6 luglio 2010: lettera che conteneva accuse e inesattezze (cfr. Su VicenzaPiù esce la nostra risposta a don Pierangelo Rigon. Quello che il Giornale di Vicenza non pubblica). Il rifiuto del diritto di replica fa capire il livello di correttezza che può avere un quotidiano, e non può che denotare anche un preoccupante abbassamento del livello generale di civiltà.
Per tutto ciò la diocesi di Vicenza può ringraziare molto l'arcivescovo Nosiglia, del quale con gioia ha salutato la definitiva partenza per prendere possesso dell'arcidiocesi di Torino, alla quale è stato eletto all'apice di una sfolgorante carriera che lo porterà alla berretta cardinalizia. GRAZIE MONS. NOSIGLIA.
Inserito il 21 novembre 2010
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oggi alle 07:06 da kairos
In Indagato per BPVi anche Roberto Zuccato. Il 17 giugno 2012 titolavamo: "Zonin & Zigliotto primattori, Variati e Zuccato di rincalzo". Sotto a chi tocca anche politicamente
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