Quotidiano | Categorie: Interviste, Politica

Ezio Sambugaro: "tempi supplementari" con Fli

Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile) Sabato 1 Ottobre 2011 alle 21:39 | 0 commenti

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"Nella Democrazia Cristiana c'è immobilismo, perciò passo a Fli. Io e Sgreva, uniti nel volley,
potremmo trovare convergenze in politica. D'altronde nello sport spesso ci sono i tempi supplementari in cui tutto viene rimesso in gioco". Ezio Sambugaro chiude, così, da uomo di sport, la sua intervista (qui il video) in cui, dopo aver simbolicamente e con tristezza "ammainato" il vessillo democristiano ha abbracciato "il futuro per la libertà" di Fini e Conte. Nelle sue parole e nella sua ricerca di un approdo identificabile c'è voglia di cambiare rotta, di trovarne, anzi, una in un'Italia sempre più attaccata nei suoi valori. Economici e, soprattutto, sociali.

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ieri alle 15:43 da pachiara9
In Variati ha detto no al Dal Molin poi costruito e critica Raggi per il no alle Olimpiadi a Roma che non si fanno: dissentiamo dal M5S ma il sindaco ha mai detto no al malaffare locale?
Marco Travaglio (interiore!). Come quasi sempre nomen omen. Travaglio esce studiato dai Gesuiti - come Berlusconi, tanto per fare un pò di colore - e da buon predestinato viene colpito subito dal travaglio interiore. Pensa che ti ripensa, matura rapidamente una chiara avversione per tutto quello che è cattolico e si scopre clericale e laico, in ciò forgiato dal suo mentore e maestro Montanelli, mica uno qualunque. Eccolo insomma galoppino al giornale di Montanelli che ne intravvede le doti giornalistiche: in effetti scrive chiaro e almeno si capisce quello che dice. Poi però anno dopo anno si intravaglia sempre più e da buon allievo gesuita matura un'avversione totale per i poteri più o meno forti, per i partiti e gli uomini di potere, facendo profferte amorose per la Magistratura italiana. Ora, la magistratura italiana, per chi l'ha assaggiata non è così male. E' semplicemente pessima nella sua struttura, organizzazione, arroganza e incapacità di giudicare bene e rapidamente, a parte casi particolari. Una vera e propria casta che si è sempre più staccata dal paese reale sino a diventare dominatrice assoluta all'interno dello Stato, condizionando spesso e volentieri la scena politica e sociale. Ad oggi un vero cancro inestirpabile. Ma il Marcuccio la ama e da anni ( lo seguo ab origine) sciorina la sua attività giornalistica come un giudice a latere: colpevoli, rimproveri, anatemi, etc. etc. Insomma è diventato un Roberspierre de noantri. Leggi il suo quotidiano malessere sul misfatto quotidiano e ti accorgi se non è vero. Lui vive e rinasce solo quando c'è qualcosa da colpire, da condannare, da intimidire. Ecco allora che il mio accostamento con tanto famoso creatore del terrore ci sta tutto.O meglio ci stava tutto. Fino a all'altra sera, quando di fronte allo scatenato e senza freni Bomba (come lo chiama lui) il nostro Marco Travaglio non è nemmeno riuscito a sostenerne lo sguardo, non lo mai guardato negli occhi, ma solo accusato. Per essere un piccolo Roberspierre, è stata una vera debacle!. Quanto al servizio doppio di cui sopra, non si capisce come mai Variati invece di guardare al disastro berico targato BPVI e altro, pensi alla Raggi. Non è che ha un debole per lei, ma non viene ricambiato.?

ieri alle 07:13 da kairos
In Variati ha detto no al Dal Molin poi costruito e critica Raggi per il no alle Olimpiadi a Roma che non si fanno: dissentiamo dal M5S ma il sindaco ha mai detto no al malaffare locale?

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