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È giunto il tempo di sciogliere le vele: contro il "modus inciuciorum" bisogna liberarsi dei due candidati perdenti alle primarie

Di Italo Francesco Baldo Domenica 3 Dicembre 2017 alle 15:03 | 0 commenti

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E ora si spengano le luci, per troppo tempo il fatto interno ad una parte della società civile ha occupato le cronache e perfino gli sfottò relativi alla campagna "primarie" della sinistra vicentina. È tempo di commiato per due dei protagonisti e soprattutto per la città che dovrebbe liberarsi di un modo di fare politica, eredità del passato, ossia del modus inciuciorum, dove l'amministrazione rappresenta non gli interessi di tutti i cittadini, questo solo a voce, ma di parte e soprattutto di qualche parte.

Vicenza, come è ben noto, ha avuto una sorte di "padre padrone" nella Banca Popolare di Vicenza, che attraverso la gestione e anche lo sperpero di tanto denaro era riuscita a essere l'unica protagonista di tute le vicende di una qualche importanza. Dallo sport, al teatro per iniziare dal basso e via via fino a tutti le complesse situazioni economico-finanziarie dell'industria vicentina, che se non ha rimesso tutte le penne, certo quelle remiganti non le ha più, tranne qualcuno che è riuscito a salvarsi dalla catastrofe.
Un nuovo quadro amministrativo si deve presentare e questo non può in alcun modo essere dipendente dal passato, che non è solo l'attuale e pro brevissimo tempore sindaco, ma da quello che l'ha espresso. Perfino, come dice Luciano Parolin, noto commentatore locale, il Partito Democratico non ha saputo interpretare i segni dei tempi...  del cambiamento e troppe e numerose aggregazioni sociali, leggi associazioni, si sono piegate letteralmente, con il corpo e con la mente, al modo variatiano di procedere: con le parole convinco, con i fatti se sarà possibile, ma questo possibile non è mai giunto a pieno compimento.
Ora si volta pagina, ma non per il candidato espresso dalle primarie della sinistra, ma per la città che deve trovare chi sia in grado di governare e traghettare fuori da un sistema Vicenza. Ci vuole molto impegno per Vicenza e questo non potrà che giungere da menti aperte e capaci e soprattutto lontane dall'usato modo. La sinistra userà il modo della conta dei voti, ossia uno vale per i voti che rappresenta. Il nuovo dovrà invece con sobrietà e chiarezza indicare un programma fattibile e non illusorio, dove si dovranno magari fare anche delle scelte difficili, ma si faranno e non per il vantaggio di alcuni. L'eredità di Variati è pesante, ma non in termini di vantaggi, ma di difficoltà di ogni genere, ben nascoste. Dalle rotonde ai giardini, dalla sicurezza alla cultura non frutto di onanismi intellettuali sperimentali o di mostre, vantaggio di uno e poco per gli altri e nessuno per il Comune.
Voltare pagina e lo diciamo ad urne aperte. Chi vincerà alle primarie dovrà per prima cosa chiedere agli altri due di andarsene, altrimenti sarà chiaro l'inciucio Variati. Lo chiediamo anche se non gravitiamo nella parte oggi dedicata alle urne. Lo facciamo perchè desideriamo un miglior modo di amministrare e una rottura vera con il passato.


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