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Dopo auguri di Natale e dopo denuncia "alla Zonin" di Zaia contro VicenzaPiù ecco nona puntata inchiesta sui fondi della formazione in Veneto: senza risposte le domande in Europa nel 2012 di Berlato su Irigem & c.

Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile) Martedi 26 Dicembre 2017 alle 14:51 | 0 commenti

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Abbiamo riferito ("Zaia chiede a VicenzaPiù 410.000€ di danni per inchiesta su formazione in Veneto, clan Romano e Donazzan: W autonomia... stampa. Ripartiamo da interrogazione Bozza su Irigem") dell'attacco, secondo noi intimidatorio e, per lo meno, da lite temeraria, che stiamo subendo dalla Regione Veneto per aver raccontato una parte della documentazione che la stessa regione ha depositato in procura su invito del consigliere Sergio Berlato e la vicenda è finita ieri, 23 dicembre, a firma Giuseppe Pietrobelli anche su IlFattoQuotidiano.it, che ringraziamo per il sostegno informativo ("FQ, Regione Veneto vuole 410mila € da Giovanni Coviello e VicenzaPiù: "Diffamati". Ma la fonte è un dossier dato da Zaia ai pm").

E oggi il nostro sms di auguri al nostro data base telefonico che abbiamo postato su FB e che ora pubblichiamo qui per estenderli a tutti i nostri lettori parla chiaro e vi rivolge un appello: "Buon Natale. Vuoi ns auguri anche nel 2018? Difendici da chi chiede 1.660.000€ danni per non informarti più. Clicca su shop.vicenzapiu.com, sostieni VicenzaPiù".

Avrete letto "...l'ottava puntata della nostra inchiesta sulle centinaia di mln della formazione in Veneto: clan Romano, Bozza e incroci Irigem - Rete Veneta" che fa parte del nostro lavoro sulla formazione in Veneto con al centro dei fatti il cosiddetto "clan Romano", dal nome del referente apicale Santo Romano che recentemente è stato spostato di... incarico e che risponde politicamente all'assessore proprio alla formazione Elena Donazzan.

Un affare da circa 700 milioni di fondi pubblici dal 2007 al 2013 in mano a consulenze private e con un budget annuale che poi ha viaggiato su cifre di oltre 100 milioni all'anno, eccoci al nuovo capitolo mentre ricordiamo che mai, se non ora con le carte legali, abbiamo ricevuto le richieste repliche e precisazioni dai diretti interessati che agli argomenti documentali da opporre alle nostre ricostruzioni mai hanno replicato per confutarli se non con diffide pesanti ma piene solo di generiche costestazioni di principio e non fattuali.

Ecco, quindi, la puntata n. 9 perchè di certo siamo pronti a pubblicare ventuali documnti contrari ma il nostro lavoro intendiamo proseguirlo con determinazione pari per lo meno alla viruenza dell'attacco, che fa seguito a quello, addirittura milionario, subito da Gianni Zonin per aver raccontato sulla Fondazione Roi la... verità.

 

La Irigem di Rosà, allora, i cui proprietari o meglio soci di riferimento, sono rappresentati dalla Famiglia Jannacopulos, editori di Rete Veneta, ed oggi anche di Antenna Tre, da cui pure ci è arrivato una richiesta di danni, ora in mano ai nostri legali e di cui riferiremo, era già stata oggetto di interrogazione parlamentare europea, da parte dell'europarlamentare Sergio Berlato, ora consigliere regionale. Il quesito posto al Parlamento Europeo presentato da Berlato, nell'ottobre 2012, si collegava a Ferdinando Francescon, volto noto del Pdl padovano, che aveva indirizzato alcuni mesi prima un esposto alla magistratura berica per chiedere lumi sull'utilizzo dei fondi di palazzo Ferro Fini.

In quel contesto, da destra a sinistra, il silenzio fu bipartisan: con l'eccezione dell'assessore all'istruzione Elena Donazzan. In realtà la questione era stata affrontata con un lungo servizio su VicenzaPiù cartaceo del 15 settembre 2012 (pagina 12) nel quale veniva dato conto dei dubbi di Francescon e di quelli dei vertici regionali di Uil e Cisl.

La domanda di fondo era: i finanziamenti regionali per la formazione sono sciupati o ben spesi? Dal 2004a d oggi quanto la regione ha fatto incassare al gruppo Irigem? E quanto alla collegata Rete Veneta? È pensabile che in anni passati vi sia stata una sovraesposizione su ReteVeneta (che fa riferimento alla famiglia bassanese Jannacopulos) dell'assessore Elena Donazzan che ha la delega alla formazione?

E se la famiglia Jannacopulos rimase in silenzio altrettanto non fece la Donazzan spiegando il suo punto di vista con una versione istituzionale che non riscontrava alcun aspetto dei pesanti quesiti di Francescon e non chiariva alcun punto dell'esposto di Francescon ed in particolare i finanziamenti ricevuti da Irigem 0per l'anno 2008 con i sotto elencati provvedimenti regionali di finanziamento: dgr 1023/2008 (€ 244.152.98), Dgr 1886/2008 (€ 43.332,88), Dgr 2331/2008 (€99.472,82), Dgr 2330/2008 (€ 308.477,54 ), Dgr 1582/2008 (€ 58.418,88), Dgr 1669-2008 (€ 201.318,85); Dgr 1407/2008 (€ 475.203,97) dgr 1009-1010/2008 (€ 935.330.79€), presenti nei bilanci depositati, dalla Scuola di Rosà.

In base a questi dati, Berlato chiedeva - nella sua interrogazione -, "l'esatta quantificazione delle risorse economiche messe a disposizione ed utilizzate dalla Regione Veneto in materia di istruzione e formazione;- se essa è a conoscenza di come sono state impiegate queste risorse e quindi il dettaglio dei progetti che hanno finanziato;- con quali risultati sono stati utilizzati i fondi e che sistemi la Commissione utilizza per valutare l'effettiva efficacia dei progetti finanziati".
Allora il nostro giornale usci con l'articolo "Donazzan...GalanTe con Rete Veneta" che poneva l'attenzione su Irigem che appariva quale "destinataria privilegiata" di fondi per la formazione professionale. La polemica che ne scaturì fece solo qualche ora di scalpore" e tutto ritornò nell'oblio. Oggi rimangono tutte quelle perplessità, documentate, di Berlato e Francescon sulle gestione spesso "privata" dei fondi pubblici, per un ammontare di circa 1,400.000,00€, solo per il 2008, che come risposta unica alle doande poste nel 2012 hanno per ora trovato solo la denuncia nei nostri confronti.

Gianni Zonin, che da suo ex presidente, in contemporanea con l'analogo e non certo fausto incarico in BPVi, ha causato perdite milionarie alla Fondazione Roi, perdite più che certe dopo le nostre denunce giornalistiche, nella sua, intimidatoria, citazione legale per danni magnanimamente dichiarava di voler devolvere eventuali "ristori" a noi addebitabili proprio agli enti a cui la Roi non aveva dato i finanziamenti statutari deviandoli altrove.

Che vengano riconosciuti danni da un giudice per aver raccontato la verità vi possiamo assicurare che, allo stato dei fatti, è impossiiloe.

Per cui non vorremmo che anche la Regione, a guida Luca Zaia, stia imitando troppo e infaustamente quel Gianni Zonin sulle cui malagestio abbiamo scritto articolo inscoltati dai poteri locali fin dal 13 agosto 2010 per poi raccoglierli in un libro testimonianza, "Vicenza. la città sbancata", di cui proprio l'assessore Elena Donazzan, assessore alla formazione, provò a boicottare la presentazione a Palazzo Ferro Fini definendolo "un'operazione commerciale".

I lettori di quegli articoli e di quel libro lo sanno, come lo sanno gli elettori, da che parte stia certa, integerrima classe politica.

Alla prossima punata.


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