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Donazzan e Dalla Valle, maretta bipartisan per Lonigo

Di Marco Milioni Sabato 30 Giugno 2012 alle 00:19 | 0 commenti

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C'è maretta nel Pdl dell'Ovest Vicentino. Il motivo? La nomina di Serena Dalla Valle nel consiglio di amministrazione del teatro di Lonigo. La Dalla Valle non è un personaggio qualunque, ma è la potentissima segretaria dell'assessore alla formazione Elena Donazzan, una delle punte di diamante del partito nel Veneto.

I maggior enti del Pdl a Lonigo sono in fibrillazione perché hanno percepito la nomina come una combine tra il sindaco Beppe Boschetto (sostenuto da una coalizione centrista vicina a Udc e Pd) e l'entourage della stessa Donazzan.

L'imperatore Gaius Caesar Caligula famoso per aver nominato senatore il suo cavalloL'obbiettivo? Assicurarsi in regione, tramite la presenza della Dalla Valle, un trattamento adeguato in termini politici e di finanziamenti, proprio al civico di Lonigo.

Epperò il Pdl della città leonicena avrebbe mal digerito di essere stato completamente bypassato nell'operazione. Soprattutto perché la cosa avrebbe spinto in secondo piano «il ruolo positivo» che i notabili del Pdl locale attribuiscono alla condotta del loro movimento in ambito locale, specie in materia di fondi per il teatro. Ne sarebbe scaturita una lettera dai toni molto decisi in cui un paio di esponenti di spicco del Pdl locale avrebbero espresso dubbi e riserve in merito all'operazione. La lettera, datata 11 giugno, sarebbe stata inviata alla segreteria provinciale del Pdl che starebbe ancora decidendo sul da farsi. E al contempo sembra che anche nel Pd dell'Ovest Vicentino si siano levate diverse voci contro la nomina della Dalla Valle. Nomina che avrebbe avuto invece l'avallo di alcuni big democratici in senso al consiglio regionale.


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A CAMMILLO CAVOUR


nel 1867.

___


O nell’ora del nembo e del periglio
Sempre invocato, che più grande appari
Quanto più gonfi il trepido naviglio
4Battono i mari;

Chiuse son l’Alpi allo stranier: clemente
Rise una volta a’ popoli fortuna:
Tutte al suo desco le città redente
8Italia aduna.

Più non cercar. Delle battaglie il nome
Oh non chiedere a’ tuoi: sovra qual onda,
Sovra qual campo; e se le nostre chiome
12Lauro circonda.

A’ vincenti terribile il vessillo
Parve d’Italia: i giovani guerrieri
Volâr sull’ erta, ma con noi, Cammillo,
16Tu più non eri.

[p. 180 modifica]

Invan crebber le file: invan da’ porti
Più possente navil sciolse il nocchiero;
Non valser tante prue, tante coorti
20Il tuo pensiero.

In picciol nido l’aure interrogando,
Con poco stame a lunga tela assiso,
E l’ovra della mente ardua velando
24Di facil riso,

Gli occhi alzasti; e di fanti e di cavalli
Alla muta parola obbedïenti
Dal Cenisio sull’itale convalli
28Sceser torrenti.

E pria sul lido del remoto Eusino
Fra le pugne agitata e fra le nevi
La morta face del valor latino
32Raccesa avevi.

A’ cupi genî del Tirren custodi
Serti offrivi non visto, e taciturna
La partenza pregavi e fida ai prodi
36L’aura notturna,

Quando dell’Etna alla fremente riva
I Mille veleggiavano; portavi,
Celando sotto il mar la man furtiva,
40Le balde navi.
[p. 181 modifica]


Sparver gli avversi troni; e del tuo spiro
Che percorrea de’ novi abissi il seno,
La possa irresistibile sentiro
44Adria e Tirreno.

Itali fummo. Ed esultavi allato
Del Re più degno in Campidoglio atteso,
Quando cadevi, e dell’Italia il fato
48Parve sospeso.

Ansio cadevi dell’Olimpo al piede,
Indomato Titano. Orfana ancora
Sull’orma tua, cui pari altra non vede,
52Italia plora.

Ode di pugne inauspicate il foro
Risonar tempestoso; ed ella intanto
A’ suoi mali non trova altro ristoro
56Che sdegno e pianto.

Dell’indugio si sdegna e de’ consigli
Con gioco assiduo sul fiorir recisi;
D’altre barriere, che di monti, i figli
60Piange divisi.

O nata a non perir, stirpe fatale!
O risorgente dalle tue ruine
Popolo, che ricigni or l’immortale
64Infula al crine;
[p. 182 modifica]


De’ secoli più grande e de’ tuoi guai,
Se come in altro dì non ti è concesso
Reggere il mondo, mostra almen che sai
68Regger te stesso.
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