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Discarica rifiuti di Vianelle, il Consiglio di Stato accetta il ricorso!

Di Redazione VicenzaPiù Martedi 14 Gennaio 2014 alle 17:53 | 1 commenti

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Comune di Marano Vicentino - Il Consiglio di Stato ha accolto i ricorsi straordinari al Presidente della Repubblica proposti dal Comune di Marano Vicentino e dal Comune di Thiene per l’annullamento, previa sospensiva, del decreto della provincia di Vicenza n. 62 del 20 aprile 2012, con cui era stato autorizzato l’esercizio della discarica per inerti “Vianelle”, integrando i codici CER.

Tra questi figuravano codici espressamente esclusi dalle precedenti autorizzazioni e ciò, secondo i Comuni ricorrenti, avveniva senza effettuare la valutazione di impatto ambientale, né verificare il rischio ambientale per inquinamenti eventuali della falda acquifera sottostante la cava e senza acquisire il parere della Commissione tecnica provinciale e quello dei Comuni nel cui territorio insiste la discarica.

“È tanta la soddisfazione di vedere un iter che raggiunge il suo compimento – commenta il Sindaco di Marano Vicentino Piera Moro – e quindi di poter dire ai cittadini che quando vediamo qualcosa che non è perfettamente corretto abbiamo la possibilità di chiedere, attraverso la legge, il ripristino della legalità. In questo caso era evidente che i Comuni dovevano essere sentiti, perché sono i primi in obbligo a difendere, preservare e curare il proprio territorio. Se siamo esautorati da questo dovere, viene meno la diretta rappresentanza nei confronti del bene comune. Grazie alla sinergia creata tra i Comuni e all’equilibrio con cui abbiamo condotto questo pezzo di strada insieme, possiamo dire ai nostri cittadini che noi come sindaci ci siamo e contiamo”.

Il commento dell’assessore alla Qualità del Territorio di Marano Vicentino Francesco Luca:

“La questione dell'aumento delle tipologie di rifiuti all'interno della discarica Vianelle è stato uno dei primi problemi che abbiamo affrontato come Amministrazione. Due gli aspetti fondamentali che abbiamo sottolineato: la delicatezza del sito, posto sopra la falda acquifera che rende, come minimo, obbligatorio il procedimento di VIA (Valutazione Impatto Ambientale), e il silenzio con il quale il provvedimento è stato emanato. Il Consiglio di Stato ci dà ragione proprio su questi temi: ora sappiamo che, oltre a essere sconveniente, è pure illegittimo prendere decisioni simili senza coinvolgere comuni e cittadinanza. Il lavoro a tutela dell'acqua e della falda continuerà, più forte di prima. Desidero ringraziare tutti i Comuni che hanno condiviso il ricorso, tra cui Vicenza e Padova, i professionisti che con il loro lavoro l'hanno supportato, il geologo Marchetto e i tecnici di eAmbiente, oltre all'importante lavoro di sensibilizzazione fatto dal Movimento Salvaguardia Ambiente di Marano Vicentino”.

Anche il Sindaco di Thiene, Giovanni Casarotto e l’assessore all’Ecologia, Andrea Zorzan, hanno espresso soddisfazione per la sentenza del Consiglio di Stato.

“È stato un risultato – dichiara il Sindaco Giovanni Casarotto – che premia l’impegno sinergico messo in campo dai due Comuni di Marano e di Thiene e dimostra che, quando il lavoro viene svolto con serietà e professionalità e le osservazioni e le contestazioni sono fondate, si raggiunge l’obiettivo. Crediamo sia anche un messaggio forte che i due Comuni hanno voluto dare sull’impegno per la salvaguardia del nostro territorio, per la salute dei cittadini e delle generazioni future”.

L’Assessore all’Ecologia, Andrea Zorzan, aggiunge: “La volontà politica di tutelare la salute dei cittadini e l’ambiente, la determinazione e costanza con cui le due Amministrazioni hanno seguito la vicenda e la consapevolezza di rappresentare le istanze del territorio sono state premiate. La questione ‘Vianelle’ – continua Andrea Zorzan – è stata una sorpresa, visto il silenzio con cui si era autorizzato il tutto, che a giugno 2012 le nuove amministrazioni si sono ritrovate a gestire.

Elemento fondamentale la piena condivisione di veduta tra i Comuni di Marano e Thiene. Il metodo adottato, ovvero quello dello studio delle carte, degli incontri tra tecnici, dei monitoraggi, che come Amministratori abbiamo svolto, si è dimostrato metodo corretto e utile. Non ci siamo limitati a gridare un forte ‘no’ per strappare l’applauso, ma abbiamo ‘governato’ la questione. Sono certo che questo risultato, che sentiamo nostro, verrà vissuto dai cittadini come un esempio di buona politica”. 


Commenti

Inviato Giovedi 16 Gennaio 2014 alle 03:51

Ricordo ai Signori del PD che questo problema è stato portato a conoscenza dei cittadini e della stampa dal Movimento 5 Stelle di Marano Vicentino e Thiene tra aprile e maggio 2012, in caso contrario il "democratici" avrebbero continuato a dormire i soliti sogni tranquilli.
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Commenti degli utenti

Sabato 13 Gennaio alle 18:56 da kairos
In Lettura di Parolin e Formisano su Vittorio Emanuele II, Indipendenza Veneta Vicenza Città: irrispettoso ricordare a Vicenza "il re infingardo che sottomise Terre Venete"
A CAMMILLO CAVOUR


nel 1867.

___


O nell’ora del nembo e del periglio
Sempre invocato, che più grande appari
Quanto più gonfi il trepido naviglio
4Battono i mari;

Chiuse son l’Alpi allo stranier: clemente
Rise una volta a’ popoli fortuna:
Tutte al suo desco le città redente
8Italia aduna.

Più non cercar. Delle battaglie il nome
Oh non chiedere a’ tuoi: sovra qual onda,
Sovra qual campo; e se le nostre chiome
12Lauro circonda.

A’ vincenti terribile il vessillo
Parve d’Italia: i giovani guerrieri
Volâr sull’ erta, ma con noi, Cammillo,
16Tu più non eri.

[p. 180 modifica]

Invan crebber le file: invan da’ porti
Più possente navil sciolse il nocchiero;
Non valser tante prue, tante coorti
20Il tuo pensiero.

In picciol nido l’aure interrogando,
Con poco stame a lunga tela assiso,
E l’ovra della mente ardua velando
24Di facil riso,

Gli occhi alzasti; e di fanti e di cavalli
Alla muta parola obbedïenti
Dal Cenisio sull’itale convalli
28Sceser torrenti.

E pria sul lido del remoto Eusino
Fra le pugne agitata e fra le nevi
La morta face del valor latino
32Raccesa avevi.

A’ cupi genî del Tirren custodi
Serti offrivi non visto, e taciturna
La partenza pregavi e fida ai prodi
36L’aura notturna,

Quando dell’Etna alla fremente riva
I Mille veleggiavano; portavi,
Celando sotto il mar la man furtiva,
40Le balde navi.
[p. 181 modifica]


Sparver gli avversi troni; e del tuo spiro
Che percorrea de’ novi abissi il seno,
La possa irresistibile sentiro
44Adria e Tirreno.

Itali fummo. Ed esultavi allato
Del Re più degno in Campidoglio atteso,
Quando cadevi, e dell’Italia il fato
48Parve sospeso.

Ansio cadevi dell’Olimpo al piede,
Indomato Titano. Orfana ancora
Sull’orma tua, cui pari altra non vede,
52Italia plora.

Ode di pugne inauspicate il foro
Risonar tempestoso; ed ella intanto
A’ suoi mali non trova altro ristoro
56Che sdegno e pianto.

Dell’indugio si sdegna e de’ consigli
Con gioco assiduo sul fiorir recisi;
D’altre barriere, che di monti, i figli
60Piange divisi.

O nata a non perir, stirpe fatale!
O risorgente dalle tue ruine
Popolo, che ricigni or l’immortale
64Infula al crine;
[p. 182 modifica]


De’ secoli più grande e de’ tuoi guai,
Se come in altro dì non ti è concesso
Reggere il mondo, mostra almen che sai
68Regger te stesso.
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