Quotidiano | Categorie: Politica, Sanità, Lavoro, Sindacati

Diritto alla salute vendesi, la denuncia di Luc Thibault per Rsu Usb Rsu Ava: sondacati confederali nei Cda dei fondi salute

Di Citizen Writers Giovedi 4 Maggio 2017 alle 09:02 | 0 commenti

ArticleImage

A chi volesse capire quale impatto devastante hanno avuto sulla sanità pubblica i 1024 giorni (ovvero 2 anni, 9 mesi e 20 giorni) del governo di Matteo Renzi con i suoi quasi sei miliardi di tagli apportati al Fondo Sanitario Nazionale, consiglio di guardare lo spot di Reale Mutua Assicurazioni che viene trasmesso, a tutto spiano, in questi giorni, su tv pubbliche e private. Un "consulente dedicato" ci spiega, senza tante perifrasi, che (ormai) il servizio sanitario non garantisce più le cure ai malati e come, pertanto, occorra farsi, da sani, una bella polizza sanitaria privata. Colpisce la schiettezza cristallina del messaggio: fai da te (e paga) perché "la festa è finita". Intanto qualcun altro si era già portato avanti con il lavoro.

Cda fondo salute FASDAAd esempio, a dicembre 2016 i sindacati dei metalmeccanici FIM, FIOM e UILM avevano ottenuto l'inserimento, nella contrattazione integrativa di quella categoria, del fondo di sanità integrativa chiamato "Metasalute" legato (ma guarda un pò) al gruppo Unipol!
Insomma, dopo la soppressione delle pensioni di anzianità magicamente decretata in seguito all'accordo sui fondi previdenziali "chiusi" del 1995 stipulato tra il Governo Dini e CGIL, CISL e UIL (CdA misti imprese/sindacati), siamo ora all'assalto finale della speculazione finanziaria ad un altro diritto che dovrebbe essere inalienabile ed universale e che secondo la nostra Costituzione è diritto fondamentale dell'individuo(art. 32) : il diritto alla salute!
Ps: nel nostro settore Igiene Ambientale, i confederali hanno firmato un contrato che ci "obbliga" ad aderire al Fondo FASDA: lasciamo al lettore di capire perché, leggendo chi costituisce il CdA di FASDA!

Luc Thibault
RSU/USB - Ava Alto Vicentino Ambiente


Commenti

Ancora nessun commento.
Aggiungi commento

Accedi per inserire un commento

Se sei registrato effettua l'accesso prima di scrivere il tuo commento. Se non sei ancora registrato puoi farlo subito qui, è gratis.





Commenti degli utenti

Sabato 13 Gennaio alle 18:56 da kairos
In Lettura di Parolin e Formisano su Vittorio Emanuele II, Indipendenza Veneta Vicenza Città: irrispettoso ricordare a Vicenza "il re infingardo che sottomise Terre Venete"
A CAMMILLO CAVOUR


nel 1867.

___


O nell’ora del nembo e del periglio
Sempre invocato, che più grande appari
Quanto più gonfi il trepido naviglio
4Battono i mari;

Chiuse son l’Alpi allo stranier: clemente
Rise una volta a’ popoli fortuna:
Tutte al suo desco le città redente
8Italia aduna.

Più non cercar. Delle battaglie il nome
Oh non chiedere a’ tuoi: sovra qual onda,
Sovra qual campo; e se le nostre chiome
12Lauro circonda.

A’ vincenti terribile il vessillo
Parve d’Italia: i giovani guerrieri
Volâr sull’ erta, ma con noi, Cammillo,
16Tu più non eri.

[p. 180 modifica]

Invan crebber le file: invan da’ porti
Più possente navil sciolse il nocchiero;
Non valser tante prue, tante coorti
20Il tuo pensiero.

In picciol nido l’aure interrogando,
Con poco stame a lunga tela assiso,
E l’ovra della mente ardua velando
24Di facil riso,

Gli occhi alzasti; e di fanti e di cavalli
Alla muta parola obbedïenti
Dal Cenisio sull’itale convalli
28Sceser torrenti.

E pria sul lido del remoto Eusino
Fra le pugne agitata e fra le nevi
La morta face del valor latino
32Raccesa avevi.

A’ cupi genî del Tirren custodi
Serti offrivi non visto, e taciturna
La partenza pregavi e fida ai prodi
36L’aura notturna,

Quando dell’Etna alla fremente riva
I Mille veleggiavano; portavi,
Celando sotto il mar la man furtiva,
40Le balde navi.
[p. 181 modifica]


Sparver gli avversi troni; e del tuo spiro
Che percorrea de’ novi abissi il seno,
La possa irresistibile sentiro
44Adria e Tirreno.

Itali fummo. Ed esultavi allato
Del Re più degno in Campidoglio atteso,
Quando cadevi, e dell’Italia il fato
48Parve sospeso.

Ansio cadevi dell’Olimpo al piede,
Indomato Titano. Orfana ancora
Sull’orma tua, cui pari altra non vede,
52Italia plora.

Ode di pugne inauspicate il foro
Risonar tempestoso; ed ella intanto
A’ suoi mali non trova altro ristoro
56Che sdegno e pianto.

Dell’indugio si sdegna e de’ consigli
Con gioco assiduo sul fiorir recisi;
D’altre barriere, che di monti, i figli
60Piange divisi.

O nata a non perir, stirpe fatale!
O risorgente dalle tue ruine
Popolo, che ricigni or l’immortale
64Infula al crine;
[p. 182 modifica]


De’ secoli più grande e de’ tuoi guai,
Se come in altro dì non ti è concesso
Reggere il mondo, mostra almen che sai
68Regger te stesso.
Gli altri siti del nostro network