Quotidiano | Categorie: Lavoro

Diritti sul lavoro: inno ai giovani costretti alla rassegnazione

Di Giorgio Langella Mercoledi 5 Ottobre 2016 alle 00:09 | 0 commenti

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Qualcosa sul lavoro in Italia. Notizia ANSA: Ilva: +24 di bimbi malati a Taranto. Tra i bambini di età compresa tra 0-14 anni residenti a Taranto, "si sono osservati eccessi importanti per le patologie respiratorie: in particolare tra i bambini residenti al quartiere Tamburi si osserva un eccesso di ricoveri pari al 24%"; una percentuale che sale "al 26% tra i bambini residenti al quartiere Paolo VI". Sono alcuni dati contenuti nel rapporto secondo cui "c'è relazione causa-effetto tra emissioni industriali e danno sanitario"...

Notizia ANSA: Il 65% giovani è disposto a rinunciare ai diritti previsti pur di avere un lavoro

Il 65% dei giovani romani è pronto a rinunciare a contratti regolari e diritti dei lavoratori. Questo perché per i nati negli anni '90, e ancora di più per i millenials (i nati dopo il 2000), la crisi è lo scenario nel quale sono cresciuti e la precarietà lavorativa non è solo un argomento di discussione, ma un'esperienza concreta. Sono questi i risultati della ricerca "Avere 20 anni, pensare al futuro" realizzata da Acli di Roma e provincia e Cisl di Roma Capitale e Rieti in collaborazione con l'Iref.

Nel sito dell'Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro in Italia, si può leggere:

Morti sul lavoro al 4 ottobre 2016

SUPERATI, NEL 2016, I 1050 I MORTI PER INFORTUNI, DI CUI 503 SUI LUOGHI DI LAVORO (tutti registrati). I rimanenti sulle strade e in itinere. Sono conteggiate tutte le vittime, anche i morti in nero e le categorie non assicurate all’INAIL che monitora solo i propri assicurati.
Le tragedie del lavoro continuano ... nell'indifferenza dei più.
Voi che girate la testa dall'altra parte.

Voi che chiudete gli occhi.

Voi che pensate che sia normale morire per il profitto.

Voi che siete convinti che si possa rinunciare a qualsiasi diritto in cambio di un lavoro insicuro, precario e peggio retribuito.

Voi siete gli sfruttati.

Voi che siete costretti alla rassegnazione.

Voi che non avete più forza di ribellarvi.

Voi che non credete più che si possa sognare.
Sì, proprio voi,

abbiate coscienza,

che ci stanno rubando il futuro,

che ci vogliono trasformare in sudditi,

che siamo solo ingranaggi di una macchina che non possiamo controllare.
Sappiate che,

chinando la testa,

non risolveremo mai nulla.
Sappiate che,

nessun padrone mai

(se non costretto)

ha regalato qualcosa né ha concesso niente.
Sappiate che,

se rinunceremo ai nostri diritti senza agire,

saremo comunque e sempre sconfitti.

Non ci resta che lottare.

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