Quotidiano | Categorie: VicenzaPiù, Informazione, Dal settimanale

Digital Retro, per chi è nato e cresciuto ai tempi "eroici" dell'informatica

Di Redazione VicenzaPiù Martedi 5 Giugno 2012 alle 23:16 | 0 commenti

ArticleImage

Tratto da VicenzaPiù n. 235 (abbonati alla moderna versione online sfogliabile e dal prossimo numero con articoli leggibili anche in formato testo: VicenzaPiù Edicola è ora disponibile in abbonamento con due modalità. Abbonamento standard: 18 Euro all'anno Iva di legge inclusa. Abbonamento sostenitore: 30 Euro all'anno Iva di legge inclusa).
Di Alessandro Sartori

Quello che l'informatica ha attraversato nel corso degli anni '70 fino alla fine degli anni '90 rappresenta un periodo unico nella storia della tecnologia. Molto prima che Microsoft ed Intel divenissero dominatori incontrastati del mondo dell'informatica, una moltitudine di piattaforme si contesero un ancora ristretto mercato.

La sola cosa che tutti questi prodotti avevano in comune era la totale incompatibilità: nessun sistema era in grado né aveva l'intenzione di interagire con quelli concorrenti. Lo stesso poteva dirsi dei loro creatori che difendevano appassionatamente ognuno il proprio sistema e con esso la propria idea di quello che doveva essere l'informatica. Questa "confusione" fu però responsabile di un grande sviluppo e di innovazioni senza precedenti, che hanno poi gettato le basi tecnologiche per lo sviluppo delle piattaforme attuali.
Un'utile lettura per chi volesse documentarsi su quali sensazioni davano queste macchine agli utilizzatori di allora - così come ai loro collezionisti, estimatori ed appassionati di oggi - può essere rappresentata dal volume intitolato "Digital Retro" scritto da Gordon Lang, giornalista e redattore, appassionato e collezionista di computer di quel periodo, sui quali ha curato un'apposita rubrica nella prestigiosa rivista informatica "Personal Computer World" in Inghilterra.
Questo libro non è una fanzine semiclandestina circolante tra pochi appassionati ma una pubblicazione realizzata secondo tutti i crismi editoriali, tradotta anche in Italiano e distribuita qui sotto l'etichetta della "Mondatori Informatica". Io personalmente l'ho acquistato circa un paio d'anni fa presso la libreria "Galla" a Vicenza dove era già presente sugli scaffali.
L'opera, edita per la prima volta nel 2004, è molto curata dal punto di vista dei materiali, a partire dalla copertina rigida in formato quadrato di 24 cm di lato che racchiude 200 pagine in spessa carta patinata, un'impostazione che ricorda un catalogo di fotografia, di pittura o di opere d'arte; il volume è ulteriormente ricoperto da una sovracopertina che riprende il dettaglio della tastiera (avendo cura di non inquadrare il logo della casa produttrice, all'epoca già fallita da una decina d'anni) di un Commodore 64 primo modello, una delle macchine simbolo di quel periodo. Tale impostazione grafica fa intuire il taglio dato all'argomento: i computer del tempo sono visti nella loro eleganza tecnica e costruttiva, sia dei colori che dei materiali; non solo utili strumenti ma veri e propri oggetti di design.
Curate sono inoltre le foto (mai realizzate a computer accesi) che fanno da contorno alle descrizioni delle varie macchine e di alcune delle periferiche con cui potevano eventualmente essere equipaggiate per aumentarne prestazioni, capacità di memorizzazione (che pur rimanevano spesso inferiori a quelle della carta sim in cui memorizziamo oggi i numeri nel nostro telefonino) ed aggiungere funzioni accessorie.
Si inizia con un'introduzione in cui l'autore, dopo una breve dedica ai genitori (in cui penso la gran parte di coloro che abbia posseduto un computer nell'adolescenza potrà riconoscervisi), passa a descrivere le finalità dell'opera e le emozioni che hanno suscitato in lui questo mondo, che ha iniziato a conoscere fin dai tempi della scuola.
Successivamente viene tratteggiata una storia dell'informatica, a partire dalle prime formulazioni concettuali di Charles Babbage nel 19° secolo (mancano però per completezza alcuni riferimenti ai primi telai meccanici dove era possibile "programmare" le trame ed i disegni dei tessuti), passando per l'ENIAC fino alla creazione dei microprocessori, passo indispensabile senza il quale la successiva generazione informatica non avrebbe potuto nascere.
Ci si addentra, quindi, nell'opera vera e propria, nel corso della quale vengono descritte, uno alla volta secondo l'ordine cronologico del rilascio sul mercato, le macchine più significative, iniziando dall'Altair 8800 che, come molti modelli di questo periodo, poteva essere anche fornito come kit "fai da te" di montaggio, fino al Next Cube, realizzatola Steve Jobs nel periodo del suo "esilio" dalla Apple. Ogni modello è descritto in modo sintetico, fornendo notizie sulla storia del suo concepimento, alcuni dettagli tecnici, notizie sui suoi creatori e sui destini (commerciali e professionali) che sono stati riservati all'uno ed agli altri. Il tutto è corredato da un ricco corredo di fotografie che permettono al lettore di immergersi in quello che rappresenta un itinerario virtuale, vera e propria mostra su carta di quelle macchine che stanno alle fondamenta non solo dell'informatica contemporanea, ma anche di un'intera generazione che con esse ha vissuto ed è cresciuta.
Un dettaglio a mio avviso interessante, importante per calare ogni modello nella realtà dei tempi in cui ha avuto vita commerciale, è rappresentato dall'indicazione del prezzo che aveva ciascun computer al momento del lancio sul mercato, molto spesso alla base dell'effettiva possibilità di diffusione o meno di tali prodotti nel mondo "reale". Il libro termina con due capitoli dedicati, rispettivamente, alla nascita della rete ed all' evoluzione che essa ha determinato nell'informatica fino ai primi anni del 21° secolo, giungendo fino a poco prima dell'arrivo dei social network.
Quest'opera è un documento ben curato, sintetico ma al tempo stesso denso di contenuti e di informazioni a carattere prevalentemente anedottico, che non potranno non suscitare la curiosità ed il desiderio di saperne di più da parte del lettore. In conclusione "Digital Retro" è una lettura piacevole ed essenziale da raccomandare a chiunque abbia posseduto un computer negli anni '80 ed è un interessante punto di partenza per chi, oggi, voglia iniziare a documentarsi su di un mondo visto al tempo come lontano e riservato a pochi iniziati.

Il Dott. Alessandro Sartori, classe 1974, svolge attualmente l'attività di Medico Chirurgo nell'area di Vicenza. Nel tempo libero coltiva la passione per il retrocomputing, è stato cofondatore e realizzatore di contenuti nell'ambito del sito web Amigaplatform; ha scritto per la rivista informatica Bitplane e dal numero precedente cura questa rubrica per i lettori di VicenzaPiù.

Leggi tutti gli articoli su: Alessandro Sartori, VicenzaPiù n. 235, Digital Retro

Commenti

Ancora nessun commento.
Aggiungi commento

Accedi per inserire un commento

Se sei registrato effettua l'accesso prima di scrivere il tuo commento. Se non sei ancora registrato puoi farlo subito qui, è gratis.



ViPiù Top News


Commenti degli utenti

Giovedi 14 Dicembre alle 20:41 da Barbara77
In Gianni Zonin fa così tanta scena muta in commissione d'inchiesta sulle banche che Casini prova a fare il suo ventriloquo

Giovedi 14 Dicembre alle 14:25 da Lucia
In La lettera di una socia di Veneto Banca per accelerare il "ristoro" ai risparmiatori truffati dalle banche venete
Leggendo la lettera di Flavia mi è venuto tornato alla mente l'articolo 47 della Costituzione, nel passaggio dove recita:

"La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme...".

Purtroppo, come molte altre volte succede in questo Bel Paese mal gestito, avviene il contrario.
La vicenda delle banche venete è purtroppo nota e non stanno nemmeno più in piedi gli alibi che vogliono colpevolizzare i soci ("se la sono cercata loro perché sapevano che era rischioso ... volevano fare gli squali e adesso piangono miseria ...") perché è stato dimostrato che non è così; il prezzo delle azioni è stato taroccato ed è una truffa bella e buona che le banche hanno fatto ai loro sottoscrittori.
Raggirati da funzionari bancari senza coscienza pilotati a loro volta dai direttori senza scrupoli, che sapevano benissimo di vendere azioni fuffa ... ma l'importante è vendere e far carriera (no?).
E via col valzer delle scuse del tipo "siamo una banca solida ... non abbiamo problemi etc".
Mentre si tentava di coprire la voragine bancaria con un fazzolettino di carta, Consob e Banca d'Italia si giravano dall'altra parte per non vedere.
Il finale vede trionfare le banche che hanno fatto lo "sforzo" di avere solo la parte sana.
Come se non bastasse, i funzionari "lupi" delle due banche si sono travestiti da "agnelloni" di Intesa San Paolo, e probabilmente continueranno a perdere il pelo ma non il vizio.
Tutto apposto dunque. No?
Direi che alla luce di questo non faccio fatica a credere alla lettrice quando dice "credere nella Giustizia è diventato molto, molto difficile, quasi impossibile". E' e rimane impossibile, cara Flavia.
Molto probabilmente in un altro Paese più civile la cosa avrebbe preso una piega diversa, a favore dei risparmiatori (penso ad es. alle class action, che da noi sono solo di facciata).

Credo purtroppo, cara Flavia, che la lettera inviata ai politici cada nel nulla.
Per il semplice motivo che se qualcuno avesse voluto davvero fare qualcosa PRIMA, l'avrebbe fatto.
Ora è troppo tardi. Ed è persino patetico che i politici si proclamino adesso paladini dei risparmiatori, a babbo morto.

Mi spiace infonderle amarezza Flavia, ma mi dica forse se non ne ho motivo.

Con augurio di poter essere smentito.

Lunedi 11 Dicembre alle 22:37 da Kaiser
In A Vicenza arriva la mostra itinerante "Paolo Rossi - Great Italian Emotions e l'Italia dell'82" dal 16 dicembre

Lunedi 11 Dicembre alle 17:13 da Kaiser
In Migrazione dei clienti ex BPVi e Veneto Banca in Intesa Sanpaolo procede regolarmente per 1,5 milioni di conti correnti. Completata la chiusura di 118 filiali
Gli altri siti del nostro network