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Dal 19 al 23 giugno una serie di iniziative per celebrare la Giornata mondiale del rifugiato

Di Redazione VicenzaPiù Lunedi 19 Giugno alle 15:52 | 0 commenti

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Il 20 giugno ricorre la Giornata mondiale del rifugiato, istituita dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite per celebrare l'anniversario della stipula della convenzione di Ginevra sullo status dei rifugiati.

In occasione di questa ricorrenza in tutto il mondo, Italia inclusa, vengono organizzate iniziative per aumentare la consapevolezza sul diritto di asilo, far conoscere le storie di milioni di persone che fuggono dal proprio Paese in cerca di protezione e illustrare i progetti per l'accoglienza dei rifugiati.

Anche il Comune di Vicenza celebra la Giornata mondiale del rifugiato con una serie di eventi organizzati dall'assessorato alla comunità e alle famiglie del Comune di Vicenza (progetto SPRAR) in collaborazione con la cooperativa Cosmo s.c.s. e l'associazione Centro Astalli Vicenza con l'obiettivo di presentare il progetto territoriale di accoglienza alla cittadinanza, offrire spunti di riflessione sul tema delle migrazioni e organizzare momenti "a porte aperte" favorendo l'incontro fra gli operatori del progetto, le persone ospiti e la comunità locale.

Questa mattina ad ilustrare le iniziative in occasione della ricorrenza del 20 giugno erano presenti l'assessore alla comunità e alle famiglie Isabella Sala, la responsabile del progetto SPRAR di Vicenza per gli enti gestori Valentina Baliello, il presidente dell'associazione Centro Astalli Vicenza Giovanni Tagliaro e Giorgio Zebele della cooperativa Cosmo s.c.s.

"Il progetto SPRAR, in capo al Comune di Vicenza e con soggetti attuatori la cooperativa Cosmo s.c.s. e l'associazione Centro Astalli Vicenza, prevede l'accoglienza nel nostro Comune di 50 richiedenti asilo e rifugiati; abbiamo, inoltre, un progetto SPRAR per 10 minori stranieri non accompagnati - ha sottolineato l'assessore alla comunità e alle famiglie Isabella Sala -. Il mondo in cui viviamo vive crescenti conflitti e guerre civili, aumento della povertà, disastri ecologici e altre situazioni di grande criticità che spingono milioni di uomini fuori dai loro Paesi. Crediamo sia importante che ognuno, ad ogni livello, si assuma la sua parte di responsabilità. Un nuovo "piano Marshall"  dovrebbe spingere i paesi più ricchi del mondo a finanziare progetti di vera cooperazione che facciano uscire milioni di persone da situazioni di conflitto e indigenza. L'Europa non deve lasciare l'Italia sola a fronteggiare il contrasto agli schiavisti di oggi che caricano uomini, donne e bambini in viaggi per mare senza garanzie e prospettive. Ogni Comune deve fare la propria parte nell'accoglienza perché è con piccoli gruppi di richiedenti asilo che può avvenire la vera integrazione: dove le persone si conoscono si creano progetti importanti di inclusione, le persone accolte diventano in molti casi ricchezza per le comunità, danno una mano nei lavori di pubblica utilità, si fanno conoscere e benvolere. Per agevolare questo processo il governo deve accelerare i tempi delle commissioni e aiutare il passaggio da un sistema di emergenza a un sistema strutturato che risponde al nome di SPRAR. Di tutto questo parleremo domani, martedì 20 giugno, in occasione della Giornata mondiale del rifugiato, con un seminario nella sede del consiglio comunale. Invitiamo, inoltre, tutti i cittadini a partecipare al percorso interattivo "Sospesi" in cui ciascuno di noi è chiamato a mettersi nei panni di un'altra persona per capire se è davvero una scelta quella che porta uomini e donne a lasciare il proprio Paese, e cosa farebbe ciascuno di noi in una situazione analoga. L'emigrazione così come sta avvenendo è una tragedia dell'umanità: sta a ognuno di noi capire cosa fare per aumentarne gli effetti positivi e diminuirne i lati critici".

"Scegliere un progetto SPRAR significa scegliere un tipo di accoglienza integrata - ha dichiarato la responsabile del progetto S.P.R.A.R. di Vicenza per gli enti gestori Valentina Baliello - con la distribuzione delle persone sul territorio in piccoli appartamenti, anziché in grandi strutture, e con la creazione di una rete con la cittadinanza. Sono 50 gli ospiti: 22 uomini, 7 donne, 4 famiglie (per un totale di 17 persone, una delle quali formata da 7 persone con figli dai 6 ai 22 anni) e 2 nuclei monoparentali, ovvero formati da mamma e figlio minore. Nel dettaglio si tratta di 17 rifugiati, 18 persone che hanno ottenuto la protezione umanitaria, 4 la protezione sussidiaria e 11 richiedenti protezione internazionale. Il progetto ha una durata di 6 mesi per ciascun beneficiario, prorogabili in casi particolari soprattutto quando si parla di nuclei familiari. Per chi ha già ottenuto la protezione e quindi il permesso di soggiorno il progetto mira a fornire un'integrazione nel mondo del lavoro e l'avvio di tirocini formativi con il Comune di Vicenza o altri enti. Nella provincia di Vicenza esistono 3 progetti SPRAR: uno a Santorso (72 posti) e due a Vicenza (50 posti ordinari e 10 posti per minori non accompagnati)".


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