Quotidiano | Categorie: Economia&Aziende

Crac BPVi e Veneto Banca: Ugone e Arman nella veste di guastatori, Miatello tra gli accusati e poi Gentiloni con Variati di spalla e Baretta a spegnere gli incendi con l'acqua delle... parole. Don Torta, benedici i soci!

Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile) Giovedi 12 Ottobre 2017 alle 23:05 | 0 commenti

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Ormai è triste bagarre tra associazioni, ministri e politici schierati di qua e di là, ma difficilmente a favore "netto" dei soci truffati (lo dissse tempo fa Pierpaolo Baretta, l'ha ribadito il 10 ottobre a Vicenza Carlo Messina) di BPVi e Veneto Banca. Oggi il "Coordinamento Associazioni Banche Popolari Venete don Enrico Torta" e "Noi che credevamo nella BPVi", due tra le associazioni più coerentemente combattive, hanno incontrato a Vicenza e sia pure per pochi minuti il premier Paolo Gentiloni, grazie all'arte politica di Achille Variati, che se ne è uscito poi con una dichiarazione minimalista.

Se Variati ha parlto di "due le richieste avanzate: un fondo da inserire nella prossima legge finanziaria e un tavolo tecnico politico in cui le associazioni possano confrontarsi con le istituzioni nazionali alla ricerca di percorsi di soluzione all'ex Dc locale in simbiosi con un altro Dc, sia pure di rango superiore, ha fatto eco la replica dura di Luigi Ugone per "Noi che credevamo nella BPVi" ("vogliamo due miliardi non per pochi ma per tutti i soci danneggiati. Basta con le parole!") e la condanna di "una associazione filogovernativa", che da precedenti più che allusioni è agevole individuare nell'associazione Ezzelino III da Onara  guidata da Patrizio Miatello e sempre più vicina, pubblicamente almeno, alla senatrice del PD Laura Puppato.

D'altronde a dare consistenza ufficiale all'ipotesi che il bersaglio delle accuse sia Miatello, in passato con Don Torta, è arrivata ieri una dichiarazione di fuoco dell'avv. Andrea Arman, presidente del coordinamento ispirato proprio da Don Torta: "riteniamo opportuno ed utile ai risparmiatori delle banche popolari venete ed a quanti altri interessati alla vicenda del crackdelle due banche, informare e ribadire che il sig. Patrizio Miatello e l'associazione Ezzelino III da Onara  non fanno  parte del Coordinamento Associazioni Banche Popolari Venete don Enrico Torta. Le iniziative del sig. Patrizio Miatello sono a titolo personale e non sono concordate con il "Coordinamento Associazioni Banche Popolari Venete don Enrico Torta".
Di questa "scomunica", sia pure di parte, di Ugone e Arman nei confronti di Miatello non ha, evidentemente, tenuto conto il sottosegretario all'Economia, Pier Paolo Baretta, che in passato si era incontrato a Roma, alla nostra presenza discreta e "testimoniale", con Ugone dalla cui associazione poi ha ricevuto non poche solcitazioni esplicite (critiche?) e che, lo riferisce una sua nota, oggi, 12 ottobre, ha incontrato anche Ezzelino III da Onara tra i comitati e associazioni delle due banche venete e delle quattro banche in liquidazione (nel foto puzzle Variati, Gentiloni, Baretta, Ugone, Arman, don Torta e Miatello)..

A rappresentare associazioni e comitati erano, infatti, presenti il professor Rodolfo Bettiol (Ezzelino III da Onara), Patrizio Miatello (Ezzelino III da Onara Veneto Banca e Popolare di Vicenza), Fabio Bello (ex Azionisti Veneto Banca - coordinamento Don Torta), Milena Zaggia (Vittime Salva Banche e No Salvabanche), Alberto Dolcetti (Azzerati Cari Ferrara), Elena Bertorelli (Casa del Consumatore), Renato Dalla Stella (Casa del Consumatore), Alfredo Belluco (Confedercontribuenti Veneto), Riccardo De Angelis (ex-azionisti Banca Etruria), Massimo Campanella (Adusbef), Enrico Schenato (Altroconsumo), Ignazio Conte (Codacons) e Giovanna Mazzoni (ex-azionisti Cari Ferrara).

Oltre un'ora di confronto, si legge nella nota che da qui in poi pubblichiamo integralmente, diverse proposte sul tavolo e la disponibilità del Governo a verificare i margini di eventuali interventi. Sono i risultati del primo incontro del tavolo tecnico tra il sottosegretario all'Economia, Pier Paolo Baretta, e i rappresentanti delle associazioni e dei comitati dei risparmiatori delle due banche venete (Banca Popolare di Vincenza e Veneto Banca) e delle quattro banche in liquidazione (Carife, Banca Etruria, CariChieti e Banca Marche), che si è tenuto ieri pomeriggio presso la sede del Ministero dell'Economia e delle Finanze.

 

 

Le associazioni e i comitati hanno posto all'attenzione del Governo i seguenti temi: istituzione di un fondo per le vittime dei reati bancari, con particolare attenzione a risparmiatori e imprese che hanno dovuto acquistare quote delle banche popolari per ottenere mutui e finanziamenti; ripristino dei fondi per i cosiddetti casi sociali; individuazione più puntuale delle responsabilità di tutti coloro che hanno provocato misselling; utilizzo del meccanismo delle minusvalenze anche per gli ex-azionisti; formalizzazione di un tavolo tecnico; gestione degli Npl.

 

Il sottosegretario si è impegnato affinché il Governo verifichi le possibilità tecniche e la fattibilità di alcune delle proposte avanzate nel corso della riunione e ha condiviso l'opportunità che associazioni e comitati siano auditi dalla Commissione di inchiesta sulle banche, al fine di verificare eventuali scorrettezze contabili negli Npl e/o applicazione illecita delle norme che regolano il rapporto bancario. Ha anche sottolineato l'importanza della risposta di Banca Intesa alle richieste del Governo di istituire un fondo per gli ex azionisti-risparmiatori più deboli.

 

"Si tratta di un primo incontro di un percorso - ha sottolineato il sottosegretario in chiusura - che il Governo è disposto a proseguire per lavorare alla soluzione delle problematiche emerse".


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nel 1867.

___


O nell’ora del nembo e del periglio
Sempre invocato, che più grande appari
Quanto più gonfi il trepido naviglio
4Battono i mari;

Chiuse son l’Alpi allo stranier: clemente
Rise una volta a’ popoli fortuna:
Tutte al suo desco le città redente
8Italia aduna.

Più non cercar. Delle battaglie il nome
Oh non chiedere a’ tuoi: sovra qual onda,
Sovra qual campo; e se le nostre chiome
12Lauro circonda.

A’ vincenti terribile il vessillo
Parve d’Italia: i giovani guerrieri
Volâr sull’ erta, ma con noi, Cammillo,
16Tu più non eri.

[p. 180 modifica]

Invan crebber le file: invan da’ porti
Più possente navil sciolse il nocchiero;
Non valser tante prue, tante coorti
20Il tuo pensiero.

In picciol nido l’aure interrogando,
Con poco stame a lunga tela assiso,
E l’ovra della mente ardua velando
24Di facil riso,

Gli occhi alzasti; e di fanti e di cavalli
Alla muta parola obbedïenti
Dal Cenisio sull’itale convalli
28Sceser torrenti.

E pria sul lido del remoto Eusino
Fra le pugne agitata e fra le nevi
La morta face del valor latino
32Raccesa avevi.

A’ cupi genî del Tirren custodi
Serti offrivi non visto, e taciturna
La partenza pregavi e fida ai prodi
36L’aura notturna,

Quando dell’Etna alla fremente riva
I Mille veleggiavano; portavi,
Celando sotto il mar la man furtiva,
40Le balde navi.
[p. 181 modifica]


Sparver gli avversi troni; e del tuo spiro
Che percorrea de’ novi abissi il seno,
La possa irresistibile sentiro
44Adria e Tirreno.

Itali fummo. Ed esultavi allato
Del Re più degno in Campidoglio atteso,
Quando cadevi, e dell’Italia il fato
48Parve sospeso.

Ansio cadevi dell’Olimpo al piede,
Indomato Titano. Orfana ancora
Sull’orma tua, cui pari altra non vede,
52Italia plora.

Ode di pugne inauspicate il foro
Risonar tempestoso; ed ella intanto
A’ suoi mali non trova altro ristoro
56Che sdegno e pianto.

Dell’indugio si sdegna e de’ consigli
Con gioco assiduo sul fiorir recisi;
D’altre barriere, che di monti, i figli
60Piange divisi.

O nata a non perir, stirpe fatale!
O risorgente dalle tue ruine
Popolo, che ricigni or l’immortale
64Infula al crine;
[p. 182 modifica]


De’ secoli più grande e de’ tuoi guai,
Se come in altro dì non ti è concesso
Reggere il mondo, mostra almen che sai
68Regger te stesso.
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