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CorVeneto: Tav a Vicenza, un anno per decidere e poi cantieri fino al 2024

Di Rassegna Stampa Mercoledi 2 Novembre 2016 alle 09:19 | 0 commenti

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Un anno per definire l’attraversamento Tav a Vicenza e trasformare gli scontri sul progetto in un accordo che porti alla conferenza dei servizi. E sette anni per vedere l’alta velocità ferroviaria in Veneto arrivare fino alle porte di Vicenza. Dopo la promessa del ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio di dare il via libera alla Tav in Veneto entro fine 2106 – inizio 2017 – ora è l’amministratore delegato di Rfi, Maurizio Gentile, a dettare i tempi di un’infrastruttura che il Veneto attende – e discute – da decenni.

Gentile ha spiegato al Sole 24Ore che, dopo l’apertura l’11 dicembre del tratto Treviglio-Brescia, «entro qualche mese» apriranno i cantieri per portare verso Est la Tav, su entrambi i lotti Brescia-Verona e Verona-Bivio Vicenza, costo di poco inferiore ai 3 miliardi di euro il primo, di 3,6 il secondo. I lavori «Dureranno sette anni», ha sostenuto Gentile, assicurando che «entro il 2025» i treni ad alta velocità arriveranno ad Altavilla Vicentina, alle porte di Vicenza. Resta il nodo-Vicenza, che da quattro mesi attende un accordo Governo-Regione-Rfi-Comune che ratifichi quanto deciso da Vicenza: il mantenimento dell’attuale stazione e una fermata in Fiera sia per la Tav che per il Sistema metropolitano, costo 804 milioni, meno della metà della soluzione precedente con le due stazioni in Fiera e a Borgo Berga, per 1,7 miliardi. «Le discussioni con il Comune per l’attraversamento di Vicenza – ha spiegato ancora Gentile – sono state lunghe e complesse, ma molte costruttive. Possiamo chiudere il ragionamento su Vicenza nel 2017 per redigere il progetto definitivo e aprire la Conferenza dei servizi». A restare perplesso è Franco Miller, consigliere delegato alle Infrastrutture di Confindustria Veneto: «Possiamo credere che davvero le opere fra Brescia e Verona partano nei primi mesi del 2017, ma la tratta è suddivisa in quattro lotti e non è detto quale sia il primo. Il nostro dubbio continua a rimanere su quello più ad Ovest, il percorso che dovrà superare Brescia, rispetto al quale una decisione sul tracciato non c’è. E il mondo non finisce a Brescia». «Per quel che ci riguarda – interviene il presidente di Confartigianato, Luigi Curto, tra gli autori della lettera al ministro Delrio proprio sulla Tav del coordinamento delle associazioni imprenditoriali Arsenale 2022 – l’unica cosa certa è che la Tav arriverà a Verona. Se per Vicenza Gentile spiega che si risparmieranno 500 milioni possiamo dedurre che l’attraversamento sotterraneo non ci sarà. Ma allora da che parte si va, se nell’attuale stazione lo spazio per due binari in più non c’è?».
Di Gianni Favero, da Corriere del Veneto


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