Quotidiano | Categorie: Fatti

Coordinamento Cristiani per la Pace e Servi di Maria contrari a Papa Giovanni XXIII protettore dell'esercito

Di Note ufficiali Giovedi 12 Ottobre alle 16:00 | 1 commenti

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Riceviamo dal Coordinamento Cristiani per la Pace la lettera-appello inviata da Fratel Antonio Maria Santini per la commissione Giustizia e Pace dell'Ordine dei Servi di Maria della Provincia di Lombardia e Veneto al Card. Robert Sarah, Prefetto della Congregazione per il culto divino, e al Card. Gualtiero Bassetti, Presidente della conferenza episcopale italiana, e pubblichiamo: " Come commissione Giustizia e pace dell'Ordine dei Servi di Maria della Provincia di Lombardia e Veneto ci uniamo alla "Lettera aperta a papa Giovanni", promossa da PAX CHRISTI e da autorevoli voci sottoscritta, per esprimere fermamente anche il nostro aperto dissenso circa la nomina di papa Giovanni a "Protettore presso Dio dell'esercito italiano".




"Francamente - continua la lettera - ci sembra che ci siano metodi evangelicamente più sani per onorare il culto divino, piuttosto che manipolare l'identità dei santi, deturpando il volto di un grande testimone e promotore di pace di questo nostro tempo. Per quanti hanno veramente a cuore la pace nel mondo di papa Giovanni rimane prima di tutto il pressante richiamo evangelico a rilanciare attraverso il dialogo a tutti i livelli la divina legge della cooperazione tra i popoli di tutte le religioni e di tutte le culture (in terris), abbandonando la via della competizione, della conflittualità e della guerra. La smobilitazione degli eserciti è naturale conseguenza (Is 2,4); la loro sacralizzazione, affidandogli un santo patrono, peccato grave."
"La motivazione addotta - prosegue il fratello - per siffatta nomina che san Giovanni XIII ha fatto il cappellano militare durante la prima guerra mondiale ci induce, ancora una volta, a chiedere con tutte le nostre forze che vengano radicalmente riviste le modalità del servizio pastorale nelle caserme, certamente possibile da parte dei sacerdoti anche dalle parrocchie e dai conventi, senza essere inseriti nella struttura militare con privilegi annessi e connessi e le connivenze che ne conseguono. Superate le due guerre mondiali, il cui contesto era tragicamente diverso, molti di noi sono almeno quarant'anni che continuano a dire che i cappellani militari sono uno degli insulti più gravi che si possa fare al Vangelo di Cristo. Fino a quando la nostra Chiesa, la Chiesa di Gesù Cristo, sapientemente animata dall'azione pastorale di papa Francesco, dovrà sopportare questo scandalo?"
"Il giorno, in cui i cappellani militari ritorneranno alle parrocchie - conclude la nota - e dalle parrocchie si provvederà al servizio pastorale nelle caserme, sarà un primo grande passo verso una maggiore coerenza con il Vangelo di pace. Allora anche papa Giovanni, nonostante l'ingrato compito affidatogli, tornerà finalmente a sorridere."


Commenti

Inviato Giovedi 12 Ottobre alle 18:20

Io credo che lo scandalo sia l'interpretazione unilaterale della "santità" che Il coordinamento dei cristiani per la pace mette in opera. Cosa devono coordinare i cristiani? Basterebbe leggere il Vangelo, il discorso delle beatitudini, senza interpretare a piacere e senza essere "coordinati" o comandati a bacchetta con critiche fuori luogo. Beati i Cappellani Militari, grazie. Cari ..(c)ristiani per la pace, meno politica e meno inquadramenti anti...! Amen.
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"La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme...".

Purtroppo, come molte altre volte succede in questo Bel Paese mal gestito, avviene il contrario.
La vicenda delle banche venete è purtroppo nota e non stanno nemmeno più in piedi gli alibi che vogliono colpevolizzare i soci ("se la sono cercata loro perché sapevano che era rischioso ... volevano fare gli squali e adesso piangono miseria ...") perché è stato dimostrato che non è così; il prezzo delle azioni è stato taroccato ed è una truffa bella e buona che le banche hanno fatto ai loro sottoscrittori.
Raggirati da funzionari bancari senza coscienza pilotati a loro volta dai direttori senza scrupoli, che sapevano benissimo di vendere azioni fuffa ... ma l'importante è vendere e far carriera (no?).
E via col valzer delle scuse del tipo "siamo una banca solida ... non abbiamo problemi etc".
Mentre si tentava di coprire la voragine bancaria con un fazzolettino di carta, Consob e Banca d'Italia si giravano dall'altra parte per non vedere.
Il finale vede trionfare le banche che hanno fatto lo "sforzo" di avere solo la parte sana.
Come se non bastasse, i funzionari "lupi" delle due banche si sono travestiti da "agnelloni" di Intesa San Paolo, e probabilmente continueranno a perdere il pelo ma non il vizio.
Tutto apposto dunque. No?
Direi che alla luce di questo non faccio fatica a credere alla lettrice quando dice "credere nella Giustizia è diventato molto, molto difficile, quasi impossibile". E' e rimane impossibile, cara Flavia.
Molto probabilmente in un altro Paese più civile la cosa avrebbe preso una piega diversa, a favore dei risparmiatori (penso ad es. alle class action, che da noi sono solo di facciata).

Credo purtroppo, cara Flavia, che la lettera inviata ai politici cada nel nulla.
Per il semplice motivo che se qualcuno avesse voluto davvero fare qualcosa PRIMA, l'avrebbe fatto.
Ora è troppo tardi. Ed è persino patetico che i politici si proclamino adesso paladini dei risparmiatori, a babbo morto.

Mi spiace infonderle amarezza Flavia, ma mi dica forse se non ne ho motivo.

Con augurio di poter essere smentito.

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