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Che differenza di bevande al festival Biblico: venerdì a Schio un aperitivo...

Di Fedele Chiesa Giovedi 18 Maggio alle 21:53 | 0 commenti

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Se non sai che fare.... venerdì 19 il festival Biblico propone alle 18 a Schio (VI) l'aperitivo dal titolo "Buon viaggio, che sia un'andata o un ritorno", momenti musicali a cura della band del Campus di
Schio
, con racconti e testimonianze di giovani che hanno vissuto esperienze di viaggio. Un momento decisivo per la Fede cristiana questo aperitivo, che non prevede il piatto forte, ma come è d'uso solo uno spritz o un bicchiere di prosecco, o semplicemente "un goto de vin" o qualche analcolico, ormai raro negli Happy hour, sentendo narrazioni di viaggio. Certo anche san Pietro, san Paolo come attestano gli Atti degli Apostoli, parte della Bibbia, raccontavano i loro viaggi, ma i loro erano viaggi di apostolato per diffondere la Buona Novella (Evangelo) e convertire i giudei e i pagani, nessun cenno nei libri sacri agli atei e ai miscredenti/indifferenti, che sono prodotti della modernità.

Dunque non viaggi di piacere, di istruzione antropogeografica o scientifici, e tra tutti ricordiamo quello di Saulo (At. 26,14), dove ebbe il famoso incontro che cambiò tutta la sua vita. Forse durante l'aperitivo, che per fortuna quest'anno non è "biblico" come lo fu lo "spritz" nel 2015, i racconti saranno quelli edificanti, come si usava un tempo, dopo i pellegrinaggi, gli unici veri "viaggi "spirituali che i credenti compiono, oltre a quelli dell'anima.

Ma la modernità prende il sopravvento, tanto che nella rivista "Famiglia Cristiana" del 3 agosto 2012 si affermava che l'aperitivo è un momento di convivialità che piace soprattutto d'estate in vacanza. Un momento per sorseggiare un cocktail in compagnia, non necessariamente alcolico. Certo non ci si ricorda di quanto dice San Paolo I Corinti (3-4), quella lettera così volgarmente insultata al teatro Olimpico di Vicenza e che il sindaco Variati trovavo il blasfemo spettacolo da approfondire. L'apostolo parla di bevanda in questi termini: "Tutti mangiarono lo stesso cibo spirituale, [4] tutti bevvero la stessa bevanda spirituale: bevevano infatti da una roccia spirituale che li accompagnava, e quella roccia era il Cristo."
Se fosse così, allora a Schio andrò anch'io, sperando nell'evangelico "bicchier d'acqua!

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"La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme...".

Purtroppo, come molte altre volte succede in questo Bel Paese mal gestito, avviene il contrario.
La vicenda delle banche venete è purtroppo nota e non stanno nemmeno più in piedi gli alibi che vogliono colpevolizzare i soci ("se la sono cercata loro perché sapevano che era rischioso ... volevano fare gli squali e adesso piangono miseria ...") perché è stato dimostrato che non è così; il prezzo delle azioni è stato taroccato ed è una truffa bella e buona che le banche hanno fatto ai loro sottoscrittori.
Raggirati da funzionari bancari senza coscienza pilotati a loro volta dai direttori senza scrupoli, che sapevano benissimo di vendere azioni fuffa ... ma l'importante è vendere e far carriera (no?).
E via col valzer delle scuse del tipo "siamo una banca solida ... non abbiamo problemi etc".
Mentre si tentava di coprire la voragine bancaria con un fazzolettino di carta, Consob e Banca d'Italia si giravano dall'altra parte per non vedere.
Il finale vede trionfare le banche che hanno fatto lo "sforzo" di avere solo la parte sana.
Come se non bastasse, i funzionari "lupi" delle due banche si sono travestiti da "agnelloni" di Intesa San Paolo, e probabilmente continueranno a perdere il pelo ma non il vizio.
Tutto apposto dunque. No?
Direi che alla luce di questo non faccio fatica a credere alla lettrice quando dice "credere nella Giustizia è diventato molto, molto difficile, quasi impossibile". E' e rimane impossibile, cara Flavia.
Molto probabilmente in un altro Paese più civile la cosa avrebbe preso una piega diversa, a favore dei risparmiatori (penso ad es. alle class action, che da noi sono solo di facciata).

Credo purtroppo, cara Flavia, che la lettera inviata ai politici cada nel nulla.
Per il semplice motivo che se qualcuno avesse voluto davvero fare qualcosa PRIMA, l'avrebbe fatto.
Ora è troppo tardi. Ed è persino patetico che i politici si proclamino adesso paladini dei risparmiatori, a babbo morto.

Mi spiace infonderle amarezza Flavia, ma mi dica forse se non ne ho motivo.

Con augurio di poter essere smentito.

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