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Cgil, Cisl e Uil di Vicenza confermano l'importanza del percorso di alternanza scuola-lavoro

Di Note ufficiali Venerdi 22 Settembre alle 18:06 | 0 commenti

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Nell'anno scolastico passato sono stati almeno 400 i ragazzi di Istituti scolastici della città coinvolti da Cgil Cisl Uil di Vicenza nel loro percorso di alternanza scuola-lavoro. Quello dell'alternanza, prevista dalla Legge 107 del 2015, è tema caro al sindacato che ci crede molto, pur non nascondendosi alcune difficoltà applicative. In verità va detto che già negli anni passati si erano fatte molte esperienze, ma in maniera volontaria. Oggi, invece, l'alternanza per 200 o 400 ore negli ultimi tre anni scolastici, diventa obbligatoria e riguarda tutti i tipi di scuola superiore, licei e istituti professionali.

Per questo CGIL CISL UIL insieme alle Istituzioni preposte (Regione Veneto e Ufficio scolastico regionale in primis) e alle Associazioni datoriali regionali, hanno firmato accordi che esplicitano valore, modalità e ruoli per rendere lo strumento più efficace possibile. Il sindacato intende portare un proprio contributo specifico, in particolare, su tre temi:

· salute e sicurezza del lavoro, per formare alla cultura della prevenzione e sicurezza di lavoratrici e lavoratori e, prima ancora, di studentesse e studenti;

· diritti e doveri nei luoghi di lavoro per capire cosa prevedono Costituzione, Leggi e contratti;

· mercato del lavoro e orientamento, per portare a conoscenza degli studenti le caratteristiche socio-economiche della provincia, i fabbisogni professionali, gli accessi al lavoro.

CGIL CISL UIL di Vicenza, inoltre, mettono a disposizione le proprie strutture sindacali in tutta la provincia come "Enti ospitanti" per l'accoglienza degli studenti.

Ma leggiamo nello specifico le parole dei portavoce dei tre sindacati vicentini. 

Iniziamo da Marina Bergamin (Cgil): "E' nostra convinzione che un buon lavoratore sia imprescindibile per produrre un buon lavoro. E che, quindi, siano essenziali non solo addestramento e capacità tecnico/intellettuali ma anche consapevolezza di sé, dei propri diritti e dei propri doveri, del mondo che cambia".

Da parte sua il rappresentante della Cisl, Riccardo Camporese afferma: "Fare incontrare il lavoro e la scuola, i ragazzi e le imprese, i ragazzi e il sindacato, è il modo migliore per fare crescere la cultura del lavoro ma soprattutto offre a tutti i soggetti coinvolti la possibilità non solo di interagire , ma di migliorarsi gli uni con gli altri. La conoscenza è fonte di per sé di innovazione e di progresso. Il sindacato si pone al servizio dei ragazzi e delle ragazze che affrontano questa esperienza".

Infine, Grazia Chisin, segretaria della Uil, sostiene nella nota: "ASL , è un momento formativo importante, durante questo percorso gli studenti apprendono la conoscenza dei contesti lavorativi. E' un valore aggiunto che arricchisce sotto il profilo professionale, culturale ed educativo e incrementa le competenze trasversali. Il contributo del sindacato sta nella volontà di portare un proprio contributo specifico nel realizzare percorsi in alternanza sulle materie proposte. L'esperienza sviluppata nel sindacato durante il primo anno di ASL è stata positiva nell'insieme. Oggi c'è la necessità di confrontarci con tutti gli attori coinvolti per migliorare e mettere in condizione lo studente di avere un progetto formativo il più possibile attinente al percorso di studio intrapreso."

 

 


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"La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme...".

Purtroppo, come molte altre volte succede in questo Bel Paese mal gestito, avviene il contrario.
La vicenda delle banche venete è purtroppo nota e non stanno nemmeno più in piedi gli alibi che vogliono colpevolizzare i soci ("se la sono cercata loro perché sapevano che era rischioso ... volevano fare gli squali e adesso piangono miseria ...") perché è stato dimostrato che non è così; il prezzo delle azioni è stato taroccato ed è una truffa bella e buona che le banche hanno fatto ai loro sottoscrittori.
Raggirati da funzionari bancari senza coscienza pilotati a loro volta dai direttori senza scrupoli, che sapevano benissimo di vendere azioni fuffa ... ma l'importante è vendere e far carriera (no?).
E via col valzer delle scuse del tipo "siamo una banca solida ... non abbiamo problemi etc".
Mentre si tentava di coprire la voragine bancaria con un fazzolettino di carta, Consob e Banca d'Italia si giravano dall'altra parte per non vedere.
Il finale vede trionfare le banche che hanno fatto lo "sforzo" di avere solo la parte sana.
Come se non bastasse, i funzionari "lupi" delle due banche si sono travestiti da "agnelloni" di Intesa San Paolo, e probabilmente continueranno a perdere il pelo ma non il vizio.
Tutto apposto dunque. No?
Direi che alla luce di questo non faccio fatica a credere alla lettrice quando dice "credere nella Giustizia è diventato molto, molto difficile, quasi impossibile". E' e rimane impossibile, cara Flavia.
Molto probabilmente in un altro Paese più civile la cosa avrebbe preso una piega diversa, a favore dei risparmiatori (penso ad es. alle class action, che da noi sono solo di facciata).

Credo purtroppo, cara Flavia, che la lettera inviata ai politici cada nel nulla.
Per il semplice motivo che se qualcuno avesse voluto davvero fare qualcosa PRIMA, l'avrebbe fatto.
Ora è troppo tardi. Ed è persino patetico che i politici si proclamino adesso paladini dei risparmiatori, a babbo morto.

Mi spiace infonderle amarezza Flavia, ma mi dica forse se non ne ho motivo.

Con augurio di poter essere smentito.

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