Quotidiano | Categorie: Politica, giustizia

Cerimonia di apertura anno giudiziario, Luca Zaia: bene relazione Condorelli, gravi carenze di uomini e tecnologie

Di Note ufficiali Sabato 28 Gennaio 2017 alle 15:53 | 0 commenti

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“La relazione del Procuratore Condorelli è stata precisa, lucida, anche impietosa dove doveva esserlo, e cioè sulla grave carenza di personale e tecnologie degli uffici giudiziari, assolutamente condivisibile”. Così il Presidente Luca Zaia in una nota diffusa dalla Regione del Veneto. Intervenuto oggi 28 gennaio alla Corte d’Appello di Venezia alla cerimonia di apertura dell’anno giudiziario Zaia spiega nella nota: “Ogni anno rabbrividiamo di fronte a carenze di organico che assomigliano a un bollettino di guerra, nel Veneto anche di più che in altre Regioni con una sperequazione evidente, basti pensare che la Sicilia ha quattro Corti d’Appello e il Veneto una".

"Si parla tanto di Costituzione – ha aggiunto amaramente – ma siamo di fronte a una Costituzione di fatto non rispettata, in una realtà dove un processo su due va in prescrizione, finendo così per realizzare una giustizia per soli ricchi, quelli che possono permettersi i grandi avvocati, le perizie supplettive, tutte le costose azioni per arrivare alla prescrizione. Non va bene. Tutti i cittadini di fronte alla giustizia devono potersi trovare nelle stesse condizioni”.

“In questo quadro allarmante – ha fatto notare il Governatore – la Regione sta facendo tutto quanto in suo potere, e mi fa piacere che tutti gli interventi lo abbiano riconosciuto, a cominciare dal fatto che siamo stati i primi in Italia a mettere a disposizione gratis nostro personale amministrativo per fronteggiare dove possibile le carenze negli uffici giudiziari”.

Rispetto all’intasamento dei tribunali, tra le cui motivazioni il Procuratore ha citato anche il forte aumento dei ricorsi presentati dagli immigrati cui non è stato riconosciuto lo status di rifugiato, Zaia è stato netto: “Condorelli ha fatto bene a parlarne perché è un problema grave, con lo scandalo dei ricorsi già pronti in ciclostile e con costi giudiziari, quindi per la collettività, altissimi. Nel solo Veneto quest’anno un milione di euro. La soluzione – ha detto concludendo Zaia – è fermarsi al giudizio delle Commissioni per il riconoscimento dello status, che sono composte da tecnici super partes. Sia fatta un’istruttoria approfondita in sei mesi, ma ci si fermi lì, e dopo il pronunciamento chi ha diritto di asilo deve trovare la dovuta accoglienza, e chi no deve andare a casa”.

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