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"C'era una volta lo scalpellino", il film documentario di Stefano Bortoli

Di Antonio Seganfreddo Martedi 1 Maggio 2012 alle 15:24 | 0 commenti

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Il vecchio mestiere dei tonezzani, raccontato dalle vite dei fratelli Guido e Orlando Longhi emigrati dall’Altopiano in Francia

Di Antonio Seganfreddo (curatore della fotografia e del video editing), da VicenzaPiù n. 233

Il film documentario “C’era una volta lo scalpellino” è stato scritto e diretto da Stefano Bortoli curatore del museo di prossima costruzione dedicato proprio alle figure degli scalpellini, lavoratori della pietra e figure storiche della comunità Tonezzana. 

Il documentario si sviluppa a partire da una breve storia dell'altopiano di Tonezza per poi fare un viaggio attraverso la vita degli scalpellini raccontata attraverso documenti storici e ricostruzioni cinematografiche della loro attività inserita nei primi anni del 1900. Il viaggio poi apre una lunga parentesi sulla figura dei fratelli Guido e Orlando Longhi, due tonezzani che come molti altri sono emigrati all'estero per cercare lavoro ed hanno fatto la loro fortuna in Francia dove si sono stabiliti Un'immagine del film per il resto della loro vita senza dimenticare la loro terra d'origine. A pochi mesi dalla sua morte si è riusciti a raccogliere una testimonianza toccante di Orlando Longhi il quale ha raccontato l'incredibile storia della sua vita di emigrato e poi di artista riconosciuto a livello nazionale. Il documentario oltre che ad essere un opera di ricostruzione ed indagine storica, vuole trasmettere i valori positivi che hanno caratterizzato la figura degli scalpellini e di una mentalità che ora fa parte della nostra storia. Ne parliamo col regista Stefano Bortoli.


Da dove nasce l'idea di fare "c'era una volta lo scalpellino"?
 
All’interno del progetto per il nascente museo dello scalpellino che sarà sito in Tonezza, si è pensato di produrre un documentario a carattere storico da proiettarsi al suo interno, con la conduzione del curatore che accompagna i visitatori in un viaggio attraverso al storia degli scalpellini di Tonezza.

 

In che modo e con quale stile è stato realizzato il documentario?

Basandosi sui format di divulgazione storico scientifica, ho pensato di proporre un film documentario nel quale io in prima persona ripercorrevo i luoghi della storia che si andava a raccontare, con degli inserti a carattere cinematografico nei quali degli attori recitavano uno spaccato della vita quotidiana di queste figure storiche, le quali lavoravano quotidianamente all’interno di cave di pietra.
 

Quali le locations del documentario?
 
come luogo centrale della produzione c’è stata Tonezza del Cimone per l’appunto, successivamente siamo saliti nella regione dell’Alsazia in Francia per raccontare la storia dei fratelli Longhi, due artisti tonezzani emigrati all’estero come molti altri italiani in cerca di fortuna. Per le scene di fiction girate all’interno della cava abbiamo trovato una location interessante in località Rubbio, gentilmente concessaci dai proprietari per effettuare le riprese.

   
Ci sono state delle difficoltà nella realizzazione?

 

Come in ogni buon lavoro che si rispetti ci sono sempre delle difficoltà e degli imprevisti, ecco perché cercando di prepararsi al meglio alla fine si riesce a superare gli ostacoli che  frappongono inevitabilmente durante il percorso produttivo.

 

Quanto conta il lavoro di squadra?
 
Sembra una frase banale: "l'unione fa la forza" ma sicuramente ha in se una verità fondata sulle capacità di ognuno. tutti quelli che hanno lavorato a questo progetto hanno messo a disposizione le loro conoscenze in campo
sia artistico che tecnico e per altri aspetti anche esperienze in campo logistico/organizzativo senza dimenticare il laborioso contributo burocratico e legale  per ciò che concerne la pre-produzione,
produzione e post produzione di un film. senza il contributo di ognuno non si sarebbe creato niente.
 
Progetti futuri?
 
Un film, in effetti un lungometraggio, dedicato ad una persona “speciale” conosciuta e stimata da migliaia di persone che nel corso della sua vita ha saputo dare speranza a intere generazioni.

 

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oggi alle 17:03 da Ercole_Dalmanzio
In Tav/Tac a Vicenza, i cittadini scrivono ai candidati presidente Veneto
Buongiorno, di seguito la replica dello staff di Jacopo Berti alla richiesta di chiarimenti:

“Buongiorno,

mi scuso intanto per la risposta precedente che mi rendo conto essere stata poco esaustiva su un problema che merita sicuramente un’analisi più approfondita. Cercherò quindi di chiarire nel modo più completo possibile la posizione del movimento 5 Stelle sul complesso tema dell’Alta Velocità.

Come ben sa, i volumi di traffico registrati negli ultimi vent’anni non solo dimostrano che tutte le infrastrutture come l’alta velocità sono assolutamente incapaci di autosostenersi (e soprattutto di autofinanziarsi), ma soprattutto che le attuali scelte progettistiche le rendono addirittura dannose, pensiamo ad esempio alla mancanza nella tratta Brescia Padova di una fermata nella zona del Garda, unodei poli turistici ad elevato interesse storico – naturalistico. Sono 11 i miliardi d’investimento pubblico tra Brescia e Vicenza : questi soldi possono essere spesi senza valutare quello che si chiama “costo opportunità”? Senza analizzare quali progetti si potrebbero attuare in alternativa e quali benefici questa alternativa produrrebbe? La realtà è che la distruzione delle regole per interessi elettorali e speculazioni urbanistiche continua anche in questo progetto, in spregio delle leggi che regolano queste opere. Quanto prodotto, ad esempio per Vicenza e territori contigui manca, dell’analisi delle alternative progettuali, cioè l’individuazione delle alternative dal punto di vista delle scelte tecnologiche, organizzative e finanziarie e, soprattutto, dell’analisi della fattibilità economica e sociale.

La nostra azione sul territorio, ma soprattutto quella dei nostri portavoce in Parlamento si è sempre caratterizzata per il forte contrasto allo spreco di risorse pubbliche, che ben potrebbero essere destinate ad altre opere di utilità sociale.

La nostra grande opera Veneta è la Banda Larga, con tutte le informazioni che ci servono oggi, vogliamo portare almeno la 100Mb a tutte le città e almeno la 30Mb alle zone rurali, questa dovrebbe essere la nostra “Grande Opera”.

La triste realtà del voto di scambio, dei comitati d’affari costiutuiti a scopi puramente elettorali, hanno portato alla realizzazione di opere ad elevato impatto per un territorio già pesantemente compromesso in spregio di qualsiasi regola e di qualsiasi normativa. Quello a cui assistiamo è il tentativo di mettere in atto l’ennesima succulenta operazione speculativa con il rischio di cantieri protratti per 30 anni a causa della scelta di lotti costruttivi non funzionali in varie parti della pianura padano – veneta, trascurando invece il potenziamento dell’attuale trasporto ferroviario regionale, i cui innumerevoli disservizi incidono negativamente sulla vita di migliaia di cittadini veneti.

Ma al di là di tutte le valutazioni (seppur necessarie), ritengo sia assolutamente indispensabile e prioritario che i cittadini vicentini siano messi nelle condizioni di esprimersi correttamente sia sull’opportunità ma anche sul merito.

Il Movimento 5 stelle ha fatto della democrazia diretta una delle sue battaglie principali, ed è assoluto dovere dell’amministrazione comunale, consultare la popolazione prima di mettere in cantiere qualsiasi opera, soprattutto se di fortissimo impatto su un territorio il cui equilibrio risulta già notevolmente compromesso.

Da parte nostra il massimo sostegno a quanti si battono per la salvaguardia del territorio veneto e ad ogni modo,la cittadinanza avrà il massimo impegno affinché venga riconosciuto loro il diritto di esprimersi, tutelandone la volontà ed esigendone il rispetto.

A presto

Staff M5S Veneto

Cordiali saluti
Ercole Dalmanzio

Domenica 24 Maggio alle 18:34 da Gianluigi
In Tav/Tac a Vicenza, i cittadini scrivono ai candidati presidente Veneto
L'iniziativa del Comitato di Vicenza Est è un esperimento interessante
per riportare gli interessi dei cittadini nel processo elettorale.

Achille Variati, che aveva iniziato il suo secondo mandato con aperture
alla partecipazione civica ed anche alle ragioni del No dal Molin, si avvia
al termine del terzo suo mandato facendo approvare al Consiglio Comunale
in periodo natalizio un progetto preliminare per la TAV/TAC commissionato
dai poteri forti della città. Questo progetto non è giustificato da esigenze
tecniche ferroviarie, ha costi altissimi senza copertura finanziaria, ed inoltre
priva la città della storica stazione centrale, che si trova in un luogo perfettamente
adeguato alle esigenze dei cittadini ed alla vocazione turistica della città.

Il metodo seguito dal Sindaco per ridisegnare l'assetto urbanistico della città
al di fuori di un piano regolatore è stato chiamato "metodo Renzi" ed appare
del tutto in consonanza con i metodi del governo nazionale nel ridisegnare lo
statuto del lavoro, della scuola e soprattutto nella sciagurata legge elettorale.
I simpatizzanti del PD Renziano sono certo ammirati dalla grande abilità ed
energia del capo del governo. Tuttavia non possono ignorare che una vera
mutazione costituzionale è stata imposta a colpi di sedute ad oltranza del
Parlamento dopo una partita a due con il capo dell'opposizione, liquidando
le voci di dissenso nello stesso PD.

L'aspetto più inquietante della legge elettorale è che dopo tre anni di governi
di eccezione, siamo arrivati ad un presidenzialismo del primo ministro con
un Parlamento indebolito e subordinato, una "signoria" ben vista dalla finanza
internazionale, ma senza il contrappeso ed il controllo di un Parlamento forte,

La città di Vicenza ha la sorte di verificare come in questo nuovo quadro politico
globale cambino anche le forme della decisione e della partecipazione nelle
scelte urbanistiche locali. Sarà certo ancora possibile ad architetti ed urbanisti
offrire consulenza tecnica, se sapranno conquistare la fiducia di chi governa.
Sarà ancora possibile ai cittadini fare azioni di testimonianza a favore dell'ambiente
e del paesaggio. Ma sarà più difficile trovare l'appoggio di forze politiche su scelte
in contrasto con gli interessi dei poteri forti.

Per questo anche è importante sperimentare nuove forme di discussione che
costringano i candidati a manifestare il loro punto di vista su decisioni cruciali
per il territorio e che consentano agli elettori di vedere con maggiore chiarezza
al di là della propaganda ed a comportarsi di conseguenza nelle urne.
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