Opinioni | Quotidiano | Categorie: Politica

Casa Pound Vicenza, striscione contro le misure anti-terrorismo: serviva proprio?

Di Libero Firmiani Venerdi 1 Settembre 2017 alle 11:02 | 0 commenti

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"E se fosse l'attesa dell'attentato l'attentato stesso?" Questo striscione è apparso ieri a Thiene, una presa di posizione della sezione vicentina di Casa Pound. Quesito interessante, posto con lo scopo di criticare le recenti misure anti-terrorismo volute dalle diverse amministrazioni della provincia per cui "...anche l'Italia ha chinato il capo al volere del califfo e, invece di chiudere le frontiere, ha intasato le strade delle nostre città di fioriere e barriere in cemento" come recita il comunicato dell'associazione di estrema destra. Le barriere collocate nelle piazze e nei parchi, a Vicenza anche a Campo Marzo e a Monte Berico, serviranno forse a poco in caso di un reale attentato, ma a che scopo criticarle? 

"L'importante è che se ne parli" recita un motto dell'ambiente della comunicazione ed è probabilmente questo l'unico scopo dello striscione. Chiariamo: che Casa Pound abbia un'opinione è legittimo, ma a che serve utilizzare una forma di comunicazione come lo striscione, affisso ovviamente con il solito raid notturno? A Nulla. Possibile che un'associazione, per quanto "estrema", diffusa in tutto il Paese non trovi di meglio per comunicare le sue posizioni? I blocchi di cemento per evitare le camionette del terrore forse non saranno efficaci, ma intanto meglio che ci siano, ma non sarebbe il caso di smetterla anche con i messaggi notturni lasciati nelle piazze e nei luoghi di ritrovo?  Servono solo a fare un gran rumore per nulla.

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