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Carlo Messina chiaro con VicenzaPiù su competenze danni a BPVi e Veneto Banca e su proprietà immobili come Palazzo Thiene e i politici confermano di essere ignoranti

Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile) Giovedi 12 Ottobre alle 09:51 | 0 commenti

In occasione dell'incontro di Carlo Messina con la stampa nazionale e locale a Vicenza martedì scorso, 10 ottobre, cui abbiamo pubblicato sia il video dell'intervento dell'Ad di Banca Intesa Sanpaolo sia quello delle risposte alle molte domande fatte dai colleghi presenti a Palazzo Leone Montanari, storica sede di rappresentanza in città dell'Istituto che ha acquisito le attività di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, estraiamo qui le domande fatte da noi su due argomenti che interessano i soci truffati, come ha ribadito Messina, ma anche alcuni (molti?) politici, locali e anche regionali, troppo spesso superficiali impegnati come sono a rincorrere le varie pance senza documentarsi e, comuqnue, costantemente inritardo sui problemi.

Ebbene abbiamo chiesto a Carlo Messina, dopo avergli dato atto che già a giugno 2016 e proprio a Vicenza aveva stigmatizzato come incredibile il comportamento dei vertci delle due banche (davanti a lui a conferirgli un Master Cuoa c'era Matteo Marzotto, membro del Cda di Gianni Zonin...) che oggi definisce "vergognosi", a chi competeranno, se mai saranno riconosciuti dal tribunale competente, quello delle imprese di Venezia, i danni arrecati dai precedenti amminsitratori e di chi sono gli immobili in capo a Immobiliare Stampa, come Palazzo Thiene, Palazzo Repeta e la ex direzione generale di BPVi.

Ebbene, come possono finalmente capire quanto da noi da tempo scritto sia alcuni colleghi locali "distratti" sia i nostri amministratori "ignoranti" (nel senso letterale ignorano quanto dovrebbero sapere o industriarsi di sapere), "eventuali danni - ha ribadito Messina spiegando anche compiutamente il 'contorno' dei fatti - saranno in capo alla liquidazione coatta amministrativa e tutto quanto è di Immobiliare Stampa è passato, insieme a questa società, sempre alla liquidazione perchè...".

Ecco quindi, confermata una speranza per i soci di recuperare qualcosa dalle Lca e ufficiliazzata una certezza in più: certi nostri politici, quando si appellano a donazioni riparatrici al Comune, senza concentrarsi sui risparmiatori, da parte di Intesa di Palazzo Thiene o della sede di via Btg. Framarin, parlano semplicemente a vanvera col supporto di chi non prova a filtare i loro proclami populisti. 

Ma questa è la solita storia di una Vicenza e di un Veneto che non cambiano.


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In Gianni Zonin fa così tanta scena muta in commissione d'inchiesta sulle banche che Casini prova a fare il suo ventriloquo

Giovedi 14 Dicembre alle 14:25 da Lucia
In La lettera di una socia di Veneto Banca per accelerare il "ristoro" ai risparmiatori truffati dalle banche venete
Leggendo la lettera di Flavia mi è venuto tornato alla mente l'articolo 47 della Costituzione, nel passaggio dove recita:

"La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme...".

Purtroppo, come molte altre volte succede in questo Bel Paese mal gestito, avviene il contrario.
La vicenda delle banche venete è purtroppo nota e non stanno nemmeno più in piedi gli alibi che vogliono colpevolizzare i soci ("se la sono cercata loro perché sapevano che era rischioso ... volevano fare gli squali e adesso piangono miseria ...") perché è stato dimostrato che non è così; il prezzo delle azioni è stato taroccato ed è una truffa bella e buona che le banche hanno fatto ai loro sottoscrittori.
Raggirati da funzionari bancari senza coscienza pilotati a loro volta dai direttori senza scrupoli, che sapevano benissimo di vendere azioni fuffa ... ma l'importante è vendere e far carriera (no?).
E via col valzer delle scuse del tipo "siamo una banca solida ... non abbiamo problemi etc".
Mentre si tentava di coprire la voragine bancaria con un fazzolettino di carta, Consob e Banca d'Italia si giravano dall'altra parte per non vedere.
Il finale vede trionfare le banche che hanno fatto lo "sforzo" di avere solo la parte sana.
Come se non bastasse, i funzionari "lupi" delle due banche si sono travestiti da "agnelloni" di Intesa San Paolo, e probabilmente continueranno a perdere il pelo ma non il vizio.
Tutto apposto dunque. No?
Direi che alla luce di questo non faccio fatica a credere alla lettrice quando dice "credere nella Giustizia è diventato molto, molto difficile, quasi impossibile". E' e rimane impossibile, cara Flavia.
Molto probabilmente in un altro Paese più civile la cosa avrebbe preso una piega diversa, a favore dei risparmiatori (penso ad es. alle class action, che da noi sono solo di facciata).

Credo purtroppo, cara Flavia, che la lettera inviata ai politici cada nel nulla.
Per il semplice motivo che se qualcuno avesse voluto davvero fare qualcosa PRIMA, l'avrebbe fatto.
Ora è troppo tardi. Ed è persino patetico che i politici si proclamino adesso paladini dei risparmiatori, a babbo morto.

Mi spiace infonderle amarezza Flavia, ma mi dica forse se non ne ho motivo.

Con augurio di poter essere smentito.

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