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Caos agli sportelli di Intesa Sanpaolo per i già tribolati clienti di BPVi e Veneto Banca. Tra bugie e fidi mancati c'è già chi chiude i conti

Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile) Sabato 30 Dicembre 2017 alle 16:01 | 0 commenti

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Oggi, 30 dicembre, addirittura il quotidiano locale evidenza, per conto del coordinamento sindacale Fabi, First-Cisl, Cgil Fisac, Ugl, Uilca, Unisin che a 20 giorni dalla migrazione informatica delle ex BPVi e Veneto Banca in Intesa Sanpaolo c'è "il caos agli sportelli: « Code interminabili agli sportelli, rallentamenti delle procedure, situazioni specifiche della clientela gestita anche dalla liquidazione coatta amministrativa, cattivo funzionamento di bancomat e home banking, problemi per le attività di Tesoreria (uno su tutti il pagamento dei ticket sanitari), criticità rispetto agli affidamenti delle imprese».

Su quest'ultimo aspetto, che contrasta con le solenni assicurazioni del Ceo Carlo Messina che i fidi multipli non sarebbero stati toccati, avevamo da tempo acceso i riflettori.
Banca Intesa Sanpaolo su questo argomento vitale per le imprese non ci risponde da tempo forse perché, insieme alla "parte buona" delle due ex Popolari Venete, ha anche rilevato la storica, pessima abitudine di Banca Popolare di Vicenza che dai tempi di Gianni Zonin, poi ben imitato da Francesco Iorio e, quindi, da Gianni Mion, non rispondeva alle nostre, evidentemente scomode, domande.

Ma almeno a una osservazione di nostri lettori, suoi clienti "obbligati" in quanto trasferiti d'imperio da BPVi e Veneto Banca, sul costo di 10 euro delle nuove card da utilizzare per accedere a tutti i servizi disponibili presso le casse veloci automatiche, il Gruppo Intesa Sanpaolo aveva prontamente risposto che invitava i possessori di vecchie card "a recarsi presso la propria filiale dove, a partire dal prossimo 11 dicembre, potranno richiedere l'emissione di una nuova carta, ove di loro interesse. Si segnala inoltre che ai clienti che richiederanno una carta prepagata Flash (nominativa o al portatore) entro il prossimo 31 marzo non sarà addebitato il costo di acquisto normalmente previsto per tale carta. In ogni caso già ora i prelievi con le carte prepagate emesse da Banca Popolare di Vicenza sono gratuiti sulle casse veloci automatiche del Gruppo Intesa Sanpaolo, se effettuati tramite il circuito BANCOMAT".
Ebbene se sempre il "non reietto" GdV, segnala, a nome dei sindacalisti degli impiegati, "il cattivo funzionamento di bancomat e home banking" e che per avere una nuova carta di credito aziendale un imprenditore è stato "rimandato a dopo le feste, «meglio dopo il 15 gennaio»", alcuni lettori ci segnalano ora che l'assicurazione data da Intesa Sanpaolo del costo zero per le nuove card per i vecchi clienti ereditati dai "bidoni" di BPVi e Veneto banca, non sarebbe poi così vera a meno che non ci sia un ginepraio di card. Ecco, in sintesi, cosa ci scrivono.
Il primo lettore ‘tipo': "Allo sportello di Banca Intesa l'operatore (che legge il suo giornale che ha paralo dell'argomento...), non accennando all'articolo, mi ha detto che non avrei pagato i 10 €  per la carta ma "solo" 0,50 cent al mese, quindi € 6 l'anno. All'inizio mi aveva parlato di € 10 l'anno ma non di 0,50 al mese".
Il secondo lettore ‘tipo': "Per avere la nuova carta mi è stato detto che il costo è di € 10 l'anno + € 0,50
al mese: quindi 16 euro l'anno per una semplice prepagata che prima non costava nulla".


Chiediamo a questo punto a Intesa Sanpaolo pubblicamente (invieremo subito anche una mail ma temiamo di finire sempre e per qualche strano motivo nella loro casella Spam) se veramente e per quali misteriose card esista il lettore che ci pare tanto un ET, quello da incontro, non, ravvicinato del terzo tipo, che possa avere la card gratis.
Se, poi, non andassimo in Spam la domanda sui fidi multipli è sempre viva confidando anche che chi applica le direttive di Carlo Messina non voglia fargli fare brutta figura.

Perché se di buone intenzioni è lastricato l'inferno, di bugie su card e fidi multipli sono stanchi i 2 milioni di famiglie e le 200 mila imprese che, con 1,5 milioni di conti correnti, detengono rapporti con la nuova banca che vorrebbero tanto che non imitasse la prima fin dal "buongiorno".

Altrimenti potrebbe diventare norma quello che dichiara al GdV un responsabile di filiale di Vicenza ("almeno fino a marzo «non se ne uscirà», i clienti sono stanchi, «iniziano a fioccare chiusure di conti»).

E allora sì che, finalemente, si capirebbe perchè così tanto ben di Dio, milioni di conti attivi, affidamenti di qualità e depositi, siano stati pagati solo 50 centesimi, il costo mensile di una sola carta bancomat da rinnovare...


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