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Busato: Indipendenza Veneta, l'unica soluzione al declino irreversibile dell'Italia

Di Redazione VicenzaPiù Lunedi 9 Luglio 2012 alle 22:21 | 0 commenti

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Indipendenza Veneta  -  Osservavo in questi giorni alcuni miei amici che condividono da anni il mio pensiero per la parte di critica al sistema-Italia, non potendolo ovviamente difendere pena la disonestà intellettuale, ma che erano e restano freddi di fronte alla soluzione proposta, l’unica possibile, l’Indipendenza Veneta. C’è in loro una sorte di cordone ombelicale, di tabù infrangibile nell’andare contro l’idea di un’Italia unita e (sic!) indivisibile. Il loro limite nell’affrontare uno scenario di ovvia evoluzione geopolitica è d’altro canto il nostro limite nel saper comunicare che in realtà nulla si infrange.

L’attuale stato italiano ha saputo furbescamente prendersi in ostaggio il patrimonio culturale, artistico e un concetto del bello che in realtà va ben oltre l’esperienza stessa dello stato unitario. Anzi, a ben vedere proprio l’esperienza unitaria si è dimostrata per moltissimi aspetti incapace di reggere il confronto con i traguardi raggiunti quando di Italie ne esistevano più d’una. Io stesso amo l’Italia al punto che ne vorrei ben più di una, anche venti!
Il rinascimento italiano è forse l’epoca storica in cui massima è stata la nostra produzione artistica e letteraria. Sono stati molteplici gli sforzi di molta parte dell’intellighenzia italianista nel cercare di fondere nel concetto di Italia unita e indivisibile tutta la storia che in realtà non le appartiene. Uno sforzo simile fu fatto dal regime fascista e oggi ne viviamo una fase del tutto nuova, tanto pacchiana quanto simile a quella dell’infausto ventennio.
Il nuovo nazionalismo italiano nasce in questi ultimi anni per volontà iniziale di Carlo Azeglio Ciampi e oggi continuata dal salotto buono – ben rappresentato dall’efebo politico Montezemolo – che grazie alla mungitura delle aree produttive sfruttate dallo stato italiano miserrimo hanno vissuto di una rendita folle, privilegiata e totalmente parassitaria.
Ad esso negli ultimi anni ha contribuito, con un impegno finora inedito, proprio quella sinistra post-comunista che tanto aveva inveito negli scorsi decenni contro il nazionalismo fascista, salvo oggi riscoprirsi nuova interprete del nazionalismo della seconda ridicola repubblica, sperando di essere la levatrice della terza infausta messinscena repubblicana di uno stato italiano che cerca di sopravvivere a sé stesso e al proprio fallimento, reincarnandosi nella nuova repubblica dei comici. Beppe Grillo sarà l’ultimo per quanto breve re d’Italia che cercherà vanamente di illudere tutti che l’Italia sia una speranza storica che va divenendo realtà. Dopo di lui, il diluvio. Veneto.
Per chiudere il cerchio, il danno finale è stato fatto da una lega ignorante e inconcludente che ha fatto del razzismo e della xenofobia i propri deleteri cavalli di battaglia, per la propria incapacità culturale e politica di indicare la via all’indipendenza veneta.
Le minoranze che oggi non ne vogliono sentire, o che, per parafrasare il nostro presidente onorario Alessio Morosin, hanno intrapreso la strada della consapevolezza, se ne faranno una ragione, dato che la maggioranza dei veneti l’indipendenza la vuole, come hanno dimostrato i nostri sondaggi di inizio 2012. E se a gennaio eravamo il 53,3%, oggi possiamo stare certi che i favorevoli all’indipendenza veneta probabilmente saranno saliti quantomeno al 60%.
l’OCSE prevede un forte declino dell’economia italiano nei prossimi mesi E l’estate calda che stiamo vivendo non farà che aumentare i favorevoli all’indipendenza. Anche oggi l’OCSE ha mostrato come i peggiori indici macroeconomici di previsione dell’andamento dell’economia per il prossimo semestre siano proprio quelli dell’Italia. Anche l’attacco vile di Monti e Montezemolo al presidente di Confindustria Squinzi stanno a dimostrare come l’attuale classe pseudo-dirigente stia cercando la via di fuga delle polemiche e delle scuse, avendo ormai perso ogni controllo sulla situazione.
Poco importa quindi se una minoranza per quanto arrogante difende l’indifendibile: l’unica loro forza è il predominio mediatico di cui godono, grazie a un sistema orribile di finanziamento pubblico (con il furto dei nostri soldi) di giornali e tv, che assicura alla congrega minoritaria del privilegio e del parassitismo una visibilità che in realtà non meriterebbero.
La via democratica e pacifica all’indipendenza veneta ha bisogno ora di farsi forza dell’adesione di tanti veneti per bene e di buona volontà, che ci aiutino nel rendere sempre più forte la sola organizzazione politica che oltre a render noto il problema, ha indicato anche la soluzione (l’unica): Indipendenza Veneta.

Gianluca Busato
Indipendenza Veneta

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Martedi 27 Settembre alle 15:43 da pachiara9
In Variati ha detto no al Dal Molin poi costruito e critica Raggi per il no alle Olimpiadi a Roma che non si fanno: dissentiamo dal M5S ma il sindaco ha mai detto no al malaffare locale?
Marco Travaglio (interiore!). Come quasi sempre nomen omen. Travaglio esce studiato dai Gesuiti - come Berlusconi, tanto per fare un pò di colore - e da buon predestinato viene colpito subito dal travaglio interiore. Pensa che ti ripensa, matura rapidamente una chiara avversione per tutto quello che è cattolico e si scopre clericale e laico, in ciò forgiato dal suo mentore e maestro Montanelli, mica uno qualunque. Eccolo insomma galoppino al giornale di Montanelli che ne intravvede le doti giornalistiche: in effetti scrive chiaro e almeno si capisce quello che dice. Poi però anno dopo anno si intravaglia sempre più e da buon allievo gesuita matura un'avversione totale per i poteri più o meno forti, per i partiti e gli uomini di potere, facendo profferte amorose per la Magistratura italiana. Ora, la magistratura italiana, per chi l'ha assaggiata non è così male. E' semplicemente pessima nella sua struttura, organizzazione, arroganza e incapacità di giudicare bene e rapidamente, a parte casi particolari. Una vera e propria casta che si è sempre più staccata dal paese reale sino a diventare dominatrice assoluta all'interno dello Stato, condizionando spesso e volentieri la scena politica e sociale. Ad oggi un vero cancro inestirpabile. Ma il Marcuccio la ama e da anni ( lo seguo ab origine) sciorina la sua attività giornalistica come un giudice a latere: colpevoli, rimproveri, anatemi, etc. etc. Insomma è diventato un Roberspierre de noantri. Leggi il suo quotidiano malessere sul misfatto quotidiano e ti accorgi se non è vero. Lui vive e rinasce solo quando c'è qualcosa da colpire, da condannare, da intimidire. Ecco allora che il mio accostamento con tanto famoso creatore del terrore ci sta tutto.O meglio ci stava tutto. Fino a all'altra sera, quando di fronte allo scatenato e senza freni Bomba (come lo chiama lui) il nostro Marco Travaglio non è nemmeno riuscito a sostenerne lo sguardo, non lo mai guardato negli occhi, ma solo accusato. Per essere un piccolo Roberspierre, è stata una vera debacle!. Quanto al servizio doppio di cui sopra, non si capisce come mai Variati invece di guardare al disastro berico targato BPVI e altro, pensi alla Raggi. Non è che ha un debole per lei, ma non viene ricambiato.?
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