Quotidiano | Categorie: Politica

Buon anno, di elezioni, a Vicenza e dintorni

Di Italo Francesco Baldo Lunedi 1 Gennaio alle 10:05 | 0 commenti

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Buon anno! E speriamo proprio lo sia, considerato che a Vicenza ci saranno le elezioni amministrative, e nella Repubblica Italiana quelle politiche. Due appuntamenti importanti e decisivi che i cittadini sono impegnati per dovere civico a fare propri e a non lasciarli all'arbitrio di coloro che per troppo tempo si sono comportati come dei satrapi. È il satrapo un governatore che amministra a proprio arbitrio e rende i sottoposti dei "postulanti" che chiedono in continuazione qualche cosa, che "il capo" concede quando gli è opportuno e sempre in cambio di qualche cosa, soprattutto all'inizio "voti".

Questi sono ottenuti sia a livello personale che di associazione, movimento, ecc. mediante promesse ben acconce che illudono letteralmente coloro che le ricevono. Solo alcuni o solo qualche gruppo ottiene nel corso del mandato la realizzazione della promessa. Per il resto sono "promesse da marinaio".

Simile modo di condurre l'amministrazione e financo la politica centrale di uno Stato, quello Italiano, ha portato i cittadini non ad essere protagonisti della loro vita civile, ma a diventare spesso dei veri e propri "pitocchi", capaci solo di chiedere, chiedere, sperando almeno di ottenere qualcosa. Provate a vedere il comportamento di tante associazioni, anche quelle cosiddette di volontariato: non fanno altro che chiedere e chiedere, fanno progetti che costano 1000, sapendo bene che riceveranno al massimo 500 e poi si danno da fare per far figurare comunque 1000.
È tempo di cambiare, tornare ad essere cittadini protagonisti, abbandonando la questua e diventando protagonisti venendo in questo valorizzati proprio dai candidati alle elezioni. Ogni cittadino, infatti può essere autore di un vero cambiamento, che non è nelle illusioni ideologiche sparse a piene mani ancora oggi quando le ideologie sono morte e sepolte e vivono solo nelle teste dei nostalgici, ma nel pensare ed agire per il bene civile e prima di tutto rispettando le leggi, ma anche criticando quando sono assurde e confuse nella stesura e nella applicazione.

Accanto a ciò comportamenti civici facili anche da aversi e che non costano nulla al singolo, ma possono produrre comunque vantaggi, come ad esempio, la differenziazione dei rifiuti, la richiesta di pagamenti sempre in chiaro sia nel darli che nel riceverli, ecc.

Lo Stato non è di qualcun altro, ma di ogni cittadino, che chiede, ad esempio che i monumenti siano sempre ben trattati e non solo nella facciata (nella foto la base di una colonna di Palazzo Chiericati, ndr), ma anche nelle scale di accesso. L'esempio della Basilica Palladiana è emblematico: si fanno mostre e gli amministratori si sono "mostrati", ma sono stati incapaci nel tenerla tutta in ordine, vi sono scritte dal 2008 e mai rimosse, come lo sporco sui gradini. Molte sono le piccole cose che non sono curate e proprio da queste si valuta la capacità amministrativa. Accanto ci sono le scelte che debbono sempre essere a misura della città. Il Parco della pace, rendita elettorale di Variati giace, sarà l'incompiuta, ma senza il valore della famosa ottava sinfonia di Schubert.
Un cambiamento del modo di fare politica, questo ci si aspetta, basta con le ideologie, le illusioni, le promesse e i piccoli pagamenti a questo o a quello; una prospettiva ampia, che esca prima di tutto dall'usato modo (leggasi inciucio) che in questi dieci anni ha governato la città di Vicenza. Aria nuova, non rifritta come desiderano ancora oggi continuatori di Variati. Programmi su ciò che abbisogna e una richiesta di autentica compartecipazione, questo il modello nuovo di una democrazia che non sia vuota retorica. La democrazia è il sistema politico più accettabile, ma esige autentica responsabilità di tutti e in tutto e il coraggio prima di ogni cosa della verità, senza la quale non si realizza proprio la democrazia.
Dobbiamo, come cittadini, esigere dai candidati di ogni schieramento prima di tutto questo, poi si valuteranno i programmi e la vera capacità di realizzarli, perché al massimo prima di tutto, bisogna saper fare le piccole cose, quelle che costruiscono le maggiori.

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