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Bulgarini d'Elci chiamato in causa per lo spazio AB23 concesso al Lemming ma chiuso ad altri "fotografi"... Risponda a questa domanda e a quella sulle "testate online" anonime per la bufala dell'Anfiteatro Berico

Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile) Domenica 6 Novembre 2016 alle 12:01 | 0 commenti

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Sulla questione dell'assegnazione, resa nota il 27 gennaio 2015, in pianta stabile al Teatro del Lemming dello spazio ora chiamato AB23, cioè l'ex chiesa dei Santi Ambrogio e Bellino di contra' Sant'Ambrogio 23, che già il 10 marzo 2015 era stata oggetto di una interrogazione a firma principale di Lucio Zoppello, consigliere comunale dell'NCD, interviene un cittadino, evidentemente un appassionato di arti fotografiche che si firma ma, in una città dominata dalla paura di tutto, chiede l'anonimato. La sua lettera, che pubblichiamo e che è di fatto indirizzata all'assessore alla crescita (nome infausto in questo periodo...), la  giriamo all'interessato senza seguire le lentissime vie dell'Ufficio stampa del Comune.

La collega responsabile di quel servizio comunale, che, tra l'altro andrebbe fornito a tutti i consiglieri e non solo all'Amministrazione e ai membri di Giunta, a tutt'oggi  non ci risponde, intatti e per suo conto, a una nostra protesta del 26 ottobre sulla denuncia altrettanto "anonima" di Jacopo Bulgarini d'Elci contro innominate testate online incorse nella cosiddetta "bufala dell'Anfiteatro Marittimo Berico" e sulle sue fantasione connessioni col possibile ritiro a Vicenza da parte dell'Unesco della sua prestigiosa qualifica quale "'Patrimonio mondiale dell'Umanità"

Sulla vicenda, decretò il vice di Achille Variati, "siamo di fronte ad una bufala colossale. E sorprende come alcune testate on line - rinunciando clamorosamente all'idea di una conduzione giornalistica responsabile che ha l'obbligo deontologico di verificare le fonti - stiano rilanciando in modo assolutamente acritico questa non-notizia che farebbe sorridere se non fosse gravemente lesiva dell'immagine della nostra città e del suo patrimonio. Quello vero...".

Contro la dichiarazione che non distinguendo tra i generici "siti giornalistici che hanno pubblicato tali sciocchezze - quasi fossero aggregatori casuali di informazioni -..." e quelli che, automaticamente, Bulgarini sarebbe costretto, se facesse il nome degli altri, ad ammettere come titolari di "una conduzione giornalistica responsabile"  anche quando criticano, con nomi e cognomi, chi secondo gli stessi va criticato, protestammo il 26 agosto e sollecitammo più volte una risposta, ancora non arrivata neanche con un semplice "verificheremo e risponderemo".

Non sappiamo se l'Ufficio stampa comunale non si cura molto del vice mentre è solerte col "capo", vista la rapidità con cui ci ha fatto pervenire negli stessi giorni la risposta propria, prima, e, subito dopo, quella del sindaco di Vicenza, un maestro di comunicazione, da laurea ad honorem (anche se queste lauree portano sfortuna talvolta a chi, come Gianni Zonin, ne sia insignito) sull'assenza di "convocazioni" preferenziali di certe testate al suo sopraluogo in stazione da guardiamo dei profughi (nel frattempo il cattolico, da campagna elettorale, Achille Variati ha letto le parole di Papa Francesco su Banche e profughi?).

Non sapendolo e non volendo pensare che il ritardo per la prima risposta alla nostra denuncia contro la "denuncia anonima" del coraggioso vice sia a lui imputabile, pubblichiamo, come anticipato, la lettera a cui non mancherà di dare una risposta visto che il nostro lettore si aggiunge ad altri fotogarfi "dilettanti", ma non per questo non professionali, che lamentano che non sia possibile vendere calendari e guide all'Ufficio Iat e al Teatro Olimpico "con scuse assurde per avere il monopolio esclusivo delle immagini di Vicenza chiedendo persino di pagare per pubblicare le foto di Chiericati e Olimpico da pubblicare...".

Immaginiamo che il vice sindaco non avrà scuse, ma motivazioni legate e leggi e diritti comunali ma attendiamo i suoi chiarimenti essendo lui la "fonte" a cui deontologicamente rivolgersi. 

Grazie, vice sindaco nonchè collega iscritto all'Ordine dei Giornalisti, OdG a cui abbiamo inviato in copia la nostra protesta ancora inevasa: lo abbiamo fatto seguendo l'esempio dell'Ufficio stampa che fu solerte a segnalare allae repriemnda dell'ordine la nostra satira sul sindaco quaquaraquà. Che è ancora là...

Il direttore

 

Gentile direttore, la chiesa sconsacrata di S. Ambrogio e Bellino è uno spazio pubblico (AB23) che fino a qualche anno fa ospitava mostre aperte al pubblico organizzate dall'amministrazione. L'assessore alla crescita, Jacopo Bulgarini d'Elci, ha consegnato le chiavi della struttura un paio d'anni fa al Teatro del Lemming, che, in base a quanto letto anche nel comunicato del Comune di Vicenza, avrebbe dovuto produrre spettacoli di un certo livello e interagire con le realtà artistiche della città: "A Vicenza il Teatro del Lemming - disse il vicesindaco - avrà infatti in gestione per tre anni lo spazio di AB23 e avrà dall'amministrazione comunale un contributo annuo di 25 mila euro non solo per organizzare spettacoli, visto che sarà allestita una sala da 99 posti, ma anche e soprattutto per fare formazione, ospitare altre compagnie, produrre spettacoli, con l'obiettivo di creare in sinergia con le altre forze del territorio un Centro di produzione per la ricerca teatrale unico nel Veneto..."
A tale proposito la compagnia, che riceve un rimborso spese annuo di 25 mila euro per tre anni, da quanto ci risulta ha finora prodotto un solo spettacolo presentato all'Olimpico. Ne sa qualcosa? Uno spazio del genere sarebbe ideale per ospitare le mostre delle 6 Associazioni fotografiche: i fotografi dilettanti (della domenica) che operano in città sono circa 2000 appassionati. Ci risulta , purtroppo, che l'assessore alla crescita abbia un rapporto privilegiato con il Centro Cultura Fotografica con cui ha già realizzato varie mostre e altre iniziative. Non troviamo documentazione in merito che giustifichi tale privilegio. Ne sa qualcosa? Nessuna invidia, per carità, ma da due anni abbiano ricevuto solo promesse non mantenute.
Buona giornata
Lettera firmata
 


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nel 1867.

___


O nell’ora del nembo e del periglio
Sempre invocato, che più grande appari
Quanto più gonfi il trepido naviglio
4Battono i mari;

Chiuse son l’Alpi allo stranier: clemente
Rise una volta a’ popoli fortuna:
Tutte al suo desco le città redente
8Italia aduna.

Più non cercar. Delle battaglie il nome
Oh non chiedere a’ tuoi: sovra qual onda,
Sovra qual campo; e se le nostre chiome
12Lauro circonda.

A’ vincenti terribile il vessillo
Parve d’Italia: i giovani guerrieri
Volâr sull’ erta, ma con noi, Cammillo,
16Tu più non eri.

[p. 180 modifica]

Invan crebber le file: invan da’ porti
Più possente navil sciolse il nocchiero;
Non valser tante prue, tante coorti
20Il tuo pensiero.

In picciol nido l’aure interrogando,
Con poco stame a lunga tela assiso,
E l’ovra della mente ardua velando
24Di facil riso,

Gli occhi alzasti; e di fanti e di cavalli
Alla muta parola obbedïenti
Dal Cenisio sull’itale convalli
28Sceser torrenti.

E pria sul lido del remoto Eusino
Fra le pugne agitata e fra le nevi
La morta face del valor latino
32Raccesa avevi.

A’ cupi genî del Tirren custodi
Serti offrivi non visto, e taciturna
La partenza pregavi e fida ai prodi
36L’aura notturna,

Quando dell’Etna alla fremente riva
I Mille veleggiavano; portavi,
Celando sotto il mar la man furtiva,
40Le balde navi.
[p. 181 modifica]


Sparver gli avversi troni; e del tuo spiro
Che percorrea de’ novi abissi il seno,
La possa irresistibile sentiro
44Adria e Tirreno.

Itali fummo. Ed esultavi allato
Del Re più degno in Campidoglio atteso,
Quando cadevi, e dell’Italia il fato
48Parve sospeso.

Ansio cadevi dell’Olimpo al piede,
Indomato Titano. Orfana ancora
Sull’orma tua, cui pari altra non vede,
52Italia plora.

Ode di pugne inauspicate il foro
Risonar tempestoso; ed ella intanto
A’ suoi mali non trova altro ristoro
56Che sdegno e pianto.

Dell’indugio si sdegna e de’ consigli
Con gioco assiduo sul fiorir recisi;
D’altre barriere, che di monti, i figli
60Piange divisi.

O nata a non perir, stirpe fatale!
O risorgente dalle tue ruine
Popolo, che ricigni or l’immortale
64Infula al crine;
[p. 182 modifica]


De’ secoli più grande e de’ tuoi guai,
Se come in altro dì non ti è concesso
Reggere il mondo, mostra almen che sai
68Regger te stesso.
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