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BPVi e Veneto Banca in LCA, CorVeneto: due uffici Sga in Veneto, parte la gestione dei crediti difficili

Di Rassegna Stampa Venerdi 12 Gennaio alle 09:28 | 0 commenti

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Ex popolari, Sga apre due uffici in Veneto per gestire i crediti difficili. Il distacco del personale da Intesa Sanpaolo alla Società gestione attivi del Tesoro dovrebbe essere ufficializzata la prossima settimana. Ma è già stato annunciato ai sindacati nell'incontro dell'altro ieri. Così a quasi sette mesi dal decreto di liquidazione di Banca Popolare Vicenza e Veneto Banca del 25 giugno, entra finalmente nel vivo la gestione dei 18 miliardi tra sofferenze e crediti deteriorati delle due venete, rimasti fin qui in una pericolosa situazione di limbo.

Si parla in tutto di centomila posizioni, di due banche che lavoravano per l'80% in Veneto, 50mila a sofferenza e 45 mila a incaglio. Di queste, 20 mila riguardano famiglie e ditte individuali e 25 mila tra imprese micro e più strutturate.

Dunque Intesa ha comunicato il distacco di 65 persone per un anno a Sga, pescate dopo le selezioni tra i i team delle due banche che già seguivano le ristrutturazioni dei crediti. I team resteranno in Veneto, con la creazione di due uffici nelle due ex sedi centrali di Vicenza e Montebelluna, che faranno capo a un coordinamento a Milano. Segno che dopo la chiusura della due diligence per definire il perimetro delle attività transitate ad Intesa, il decreto del Tesoro che trasferisce i crediti dalle due liquidazioni alla Sga è in arrivo. Forse già lunedì secondo alcuni; o comunque entro fine mese, visto che l'avvio della gestione è attesa dal 1° febbraio.

A questo punto il quadro si sta chiarendo. Il primo elemento definito, con la due diligence, riguarda i 4 miliardi di crediti in bonis ad alto rischio, che Intesa avrebbe potuto retrocedere alle liquidazioni. Ma che continuerà invece a gestire, pur trattenendo la garanzia dello Stato e il diritto a restituirli entro tre anni, se il processo di gestione risultasse troppo complicato. Poi sta andando a fuoco anche la dimensione di quanto sarà gestito da Sga e quanto affidato a service esterni. Secondo indiscrezioni, dovrebbero essere affidati all'esterno la metà dei 18 miliardi complessivi, e in particolare 7 miliardi di sofferenze e 2 di inadempienze probabili. Andranno alle società invitate da Sga alla procedura competitiva chiusasi il 29 dicembre. Tra loro anche Banca Finint, come ha riconfermato ieri il presidente Enrico Marchi: «Siamo interessati a gestire i crediti deteriorati. Stiamo lavorando sugli incagli, vero termometro della situazione. Molte aziende sono in tensioni di liquidità, ma hanno margini interessanti di guadagni, che rischiano di chiudere o esser vendute all'estero. Spero si possa intervenire con fondi, investitori istituzionali o imprenditori con liquidità».

Definita la partecipazioni, Kpmg e Fonspa stanno organizzando quanto sarà affidato all'esterno. Probabilmente i pacchetti di minor entità, mentre Sga dovrebbe trattare direttamente le posizioni maggiori. Mettendo al centro la gestione degli incagli, i crediti delle aziende in difficoltà ma ancora vive, che si spera di riportare in bonis. In questo caso mantenere i gestori sul territorio è positivo. Resta che la soluzione si poteva attrezzare più rapidamente, soprattutto se il tempo trascorso non è servito a trovare soluzioni per il nuovo credito.

Intanto un mese dopo, tengono ancora banco i problemi della migrazione informatica degli sportelli ex venete in Intesa. Il responsabile Banca dei Territori, Stefano Barrese, ha definito ieri «compiuto» il processo, aggiungendo che «qualche disagio c'è stato sia per i clienti che per alcuni dipendenti. Ma in breve contiamo di portare alla normalità l'attività straordinaria delle filiali ex venete. Manterremo la task force». I disagi a macchia di leopardo ci sono ancora e la questione è stata affrontata l'altro ieri con i sindacati, che secondo una nota, hanno fatto il quadro dei disservizi (malfunzionamento bancomat, mancato accredito di stipendi e tredicesime, linee di credito non caricate alle imprese). Intesa ha confermato la proroga di parte della task force e un nuovo incontro martedì prossimo.

di Federico Nicoletti, da Il Corriere del Veneto


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nel 1867.

___


O nell’ora del nembo e del periglio
Sempre invocato, che più grande appari
Quanto più gonfi il trepido naviglio
4Battono i mari;

Chiuse son l’Alpi allo stranier: clemente
Rise una volta a’ popoli fortuna:
Tutte al suo desco le città redente
8Italia aduna.

Più non cercar. Delle battaglie il nome
Oh non chiedere a’ tuoi: sovra qual onda,
Sovra qual campo; e se le nostre chiome
12Lauro circonda.

A’ vincenti terribile il vessillo
Parve d’Italia: i giovani guerrieri
Volâr sull’ erta, ma con noi, Cammillo,
16Tu più non eri.

[p. 180 modifica]

Invan crebber le file: invan da’ porti
Più possente navil sciolse il nocchiero;
Non valser tante prue, tante coorti
20Il tuo pensiero.

In picciol nido l’aure interrogando,
Con poco stame a lunga tela assiso,
E l’ovra della mente ardua velando
24Di facil riso,

Gli occhi alzasti; e di fanti e di cavalli
Alla muta parola obbedïenti
Dal Cenisio sull’itale convalli
28Sceser torrenti.

E pria sul lido del remoto Eusino
Fra le pugne agitata e fra le nevi
La morta face del valor latino
32Raccesa avevi.

A’ cupi genî del Tirren custodi
Serti offrivi non visto, e taciturna
La partenza pregavi e fida ai prodi
36L’aura notturna,

Quando dell’Etna alla fremente riva
I Mille veleggiavano; portavi,
Celando sotto il mar la man furtiva,
40Le balde navi.
[p. 181 modifica]


Sparver gli avversi troni; e del tuo spiro
Che percorrea de’ novi abissi il seno,
La possa irresistibile sentiro
44Adria e Tirreno.

Itali fummo. Ed esultavi allato
Del Re più degno in Campidoglio atteso,
Quando cadevi, e dell’Italia il fato
48Parve sospeso.

Ansio cadevi dell’Olimpo al piede,
Indomato Titano. Orfana ancora
Sull’orma tua, cui pari altra non vede,
52Italia plora.

Ode di pugne inauspicate il foro
Risonar tempestoso; ed ella intanto
A’ suoi mali non trova altro ristoro
56Che sdegno e pianto.

Dell’indugio si sdegna e de’ consigli
Con gioco assiduo sul fiorir recisi;
D’altre barriere, che di monti, i figli
60Piange divisi.

O nata a non perir, stirpe fatale!
O risorgente dalle tue ruine
Popolo, che ricigni or l’immortale
64Infula al crine;
[p. 182 modifica]


De’ secoli più grande e de’ tuoi guai,
Se come in altro dì non ti è concesso
Reggere il mondo, mostra almen che sai
68Regger te stesso.
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