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Boreale: arte e artigianato a villa Caldogno

Di Redazione VicenzaPiù Giovedi 31 Maggio 2012 alle 10:36 | 0 commenti

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Comune di Caldogno  -  Laboratori artistici, concerti, fotografia, letture ed animazione: tutto questo è "Boreale - esclusiva unicità - vetrina di lavori creativi". La rassegna, presentata da "La Boutique dei talenti" di Marelda Papogi e patrocinata dall'assessorato alla Cultura del Comune di Caldogno, in collaborazione con l'associazione "Faro Culturale", riunisce artisti e amanti della creatività per due interi week end: sabato 2 e 9 giugno e domenica 3 e 10 giugno alle Barchesse di Villa Caldogno.

«L'obiettivo della manifestazione - commenta Luisa Benedini, assessore alla Cultura del Comune di Caldogno - è quello di stimolare la creatività artigiana all'interno di una cornice prestigiosa come Villa Caldogno, che conferma così il suo ruolo di importante contenitore culturale in quello che sarà un suggestivo connubio tra arte, fantasia e tecnica». Ispirandosi al significato che l'espressione "aurora boreale" assume in lingua Sami, ovvero "luce che può essere udita", la manifestazione vuole riprendere la magia dello spettacolo di strisce colorate mosse dal vento che la natura mette in scena nel proprio teatro soprattutto in autunno e all'inizio della primavera. Ad aprire la rassegna sabato 2 giugno alle 10.30, l'introduzione degli organizzatori e l'intervento di Marelda Papogi che presenterà l'iniziativa e tutti gli artisti che esporranno le proprie opere nella sala conferenze degli annessi di Villa Caldogno. Il pomeriggio sarà animato dal laboratorio di psicomotricità "L'ambiente ludico favorisce l'apprendimento motorio dei bambini" tenuto da Monica Spiller e da quello creativo dell'artista Chiara Zucchetti per esplorare le proprietà della ceramica, al di là della sola tecnica che sta dietro agli oggetti realizzati con questo materiale. E sul finale, le note dei violoncelli del "Tetrachordcelloquartet" che si esibiranno alle 20.30. L'intera giornata di domenica 3 giugno sarà dedicata alla festa del Gruppo sociale "Il cerchio della vita" con laboratori no-stop in collaborazione con "La Boutique dei Talenti". Sabato 9 giugno alle 10.30 si inizierà invece con il Club Fotografico di Caldogno che intratterrà gli ospiti illustrando le proprietà delle immagini, capaci di fissare angoli sconosciuti o effetti di luce particolari che permettono di vedere il mondo che ci circonda in modo diverso e più completo. Alle 17.30 spazio a "Scatti di moda": lo stile della collezione sartoriale della stilista Paola Bruttomesso esaltata dal Club Fotografico di Caldogno. E alle 20.30 appuntamento alle barchesse di Villa Caldogno con "scriveREading": letture d'autori calidonensi a cura dell'associazione "Faro Culturale". Gran finale domenica 10 giugno con Augusto Battistini di Caldogno, in arte "El Marangon". Sarà protagonista del laboratorio "legno, arte sonora": un percorso appassionato attraverso l'intaglio ligneo, la scultura e la realizzazione di strumenti a percussione. A concludere la rassegna, alle 17, l'animazione di Radio Caldogno "On Air" con interviste di Giovanni Ranoldi. Durante tutto l'evento sarà possibile degustare il caffè della Torrefazione Artigianale Francioso. Espongono gli artisti: Alberto Lanzaretti, Alice Guerra, Antonietta Meneghini, Chiara Zucchetti, Daniela Paolucci, Elisabetta Portinari, Augusto Battistini, Maria Giacomello, Paola Bruttomesso, Paolo Bortoli, Romina Corato, Sergio Casarotto.
Orari di apertura al pubblico: sabato 2 e 9 giugno dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 22; domenica 3 giugno dalle 9 alle 19; domenica 10 giugno dalle 10 alle 22.
Per maggiori informazioni è possibile contattare l'ufficio Cultura del Comune di Caldogno allo 0444.901529 o consultare il sito internet www.comune.caldogno.vi.it. In alternativa, rivolgersi a Marelda Papogi al 335.5326435 o via e-mail all'indirizzo mareldapapogi@gmail.com.

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Da Una Voce Venetia

Vicenza, don Rigon non celebra più
la messa modernizzata di S. Rocco
Dopo mesi di interruzione ritorna mons. Tamiozzo con due (2) fedeli

La messa "tridentina" con commistione di riti alla chiesa di S. Rocco a Vicenza, voluta da mons. Cesare Nosiglia, oggi arcivescovo di Torino, non la celebra più don Pierangelo Rigon. In realtà questa messa non era stata più celebrata da agosto, e dopo il ritiro di don Rigon non era ripresa alla fine dell'estate.
Secondo informazioni provenienti dal rettore di S. Rocco, la celebrazione è ripresa domenica 14 novembre scorso, in cui l'ha detta mons. Giandomenico Tamiozzo, il primo celebrante incaricato da mons. Nosiglia. Alla funzione avrebbero preso parte solamente due fedeli, neanche tutti della diocesi vicentina.
Non è dato sapere se la celebrazione continuerà e con quali orari, nessuna informazione è stata data in proposito dalla diocesi, e alla chiesa di S. Rocco, sempre chiusa, continua a non esserci nessun avviso di questa messa, con conseguente impossibilità per eventuali interessati di averne conoscenza.
Certamente tale carenza di informazioni, come pure il modo con cui queste messe sono celebrate da mons. Tamiozzo e don Rigon - denunciato dall'associazione Una Voce Italia come sostanzialmente difforme rispetto al rito da seguire secondo il Messale Romano del 1962, e quindi concretante il rischio di "apparenti applicazioni di Motu proprio" (14 febbraio 2009), e da allora rimasto immutato - col tempo hanno praticamente nullificato la partecipazione dei cattolici.
Neppure hanno giovato comportamenti di apparente sostegno alla messa di S. Rocco da parte di determinati personaggi vicentini, concretantisi in una abbastanza patetica sorveglianza degli ingressi della chiesa per cercare di scoraggiare la partecipazione alla messa di persone appartenenti all'associazione Una Voce, anche per mezzo di aggressioni verbali (su episodi del genere disponiamo di dettagliate testimonianze).
Davanti al dato del ritiro di don Pierangelo Rigon, non sappiamo quanto abbiano potuto giovargli, specie in termini di immagine, all'inizio dell'estate certe difese d'ufficio a Vicenza e fuori, anche da parte di siti e blog, alcuni rigorosamente anonimi, professantisi "tradizionalisti" o a favore dell'antica messa, ma del tutto indifferenti a come la messa viene celebrata, perché ispirati a un vieto ma sempre attuale clericalismo, per cui tutto quello che un prete dice e fa è giusto perché è un prete, e non può mai essere messo in discussione.
Certamente a Vicenza si è creato un clima pesante quando il Giornale di Vicenza, con la lettera di un suo caporedattore, ha rifiutato ai richiedenti della messa tridentina di pubblicare una replica alla lettera di don Rigon uscita sul medesimo giornale il 6 luglio 2010: lettera che conteneva accuse e inesattezze (cfr. Su VicenzaPiù esce la nostra risposta a don Pierangelo Rigon. Quello che il Giornale di Vicenza non pubblica). Il rifiuto del diritto di replica fa capire il livello di correttezza che può avere un quotidiano, e non può che denotare anche un preoccupante abbassamento del livello generale di civiltà.
Per tutto ciò la diocesi di Vicenza può ringraziare molto l'arcivescovo Nosiglia, del quale con gioia ha salutato la definitiva partenza per prendere possesso dell'arcidiocesi di Torino, alla quale è stato eletto all'apice di una sfolgorante carriera che lo porterà alla berretta cardinalizia. GRAZIE MONS. NOSIGLIA.
Inserito il 21 novembre 2010
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