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In video Federico Formisano fa un bilancio del consiglio comunale di Vicenza 2013-17: "confermata l'importanza del ruolo del consigliere comunale"

Di Comunicati Stampa Sabato 30 Dicembre 2017 alle 11:46 | 2 commenti

Pubblicato il 28 dicembre alle 16.32, aggiornato il 30 alle 11.46 con video integrale della conferenza stampa del presidente del Consiglio comunale di Vicenza. Federico Formisano, presidente del consiglio comunale dal 2013, sfoglia un registro con le pagine ingiallite su cui un sapiente impiegato ha trascritto con pennino e inchiostro i nomi dei consiglieri comunali del 1897 e fin dalle prime righe si leggono nomi di illustri vicentini: Paolo Lioy, Antonio Fogazzaro, Giuseppe Zanella, Roberto Zileri Dal Verme, Guido Piovene Porto Godi. Accanto al grande libro un manifesto ricorda che alle prime elezioni comunali del 1892 gli elettori erano appena 4.304.

"La storia della nostra città ci insegna che la figura del consigliere comunale è sempre stata ritenuta di primaria importanza tanto che tale ruolo, come si legge nei documenti storici, è stato ricoperto da vicentini illustri" - sottolinea Formisano.

E dal passato si giunge al presente. Il presidente del consiglio comunale Federico Formisano ha tracciato un bilancio dell'attività del consiglio in questi ultimi 5 anni: "In anni in cui per motivi legislativi la giunta comunale ha potere decisionale su gran parte delle attività amministrative, vorrei sottolineare l'importanza del ruolo del consigliere comunale che, come dimostrato dalle presenze in consiglio, dal numero dei voti e dalle interrogazioni, interpellanze, mozioni e domande di attualità presentate si è manifestato attivo e partecipativo. I consiglieri rappresentano la città e garantiscono controllo e verifica attraverso indicazioni e suggerimenti. Pertanto il ruolo del consigliere non è certamente di secondo piano e deve essere svolto con la massima serietà."

"Proprio la diminuzione di competenze del consiglio a favore della giunta - ha continuato Formisano - ha determinato la tendenza verso la diminuzione del numero di sedute di consiglio rispetto al passato: se nel primo mandato di Variati, dal 2008 al 2013, il consiglio si è riunito 139 volte, dal 2013 al 2017 si contano 90 sedute, a cui se ne aggiungeranno poche altre nel 2018."

Nel solo anno 2017 sono state presentate 87 tra interrogazioni e interpellanze, sono state 26 le mozioni e 49 le domande di attualità. Se si osserva l'andamento dal 2013 al 2017 si vede come il 2014 ha registrato il maggior numero di interpellanze e interrogazioni presentate (115) e il maggior numero di mozioni (28) mentre è il 2016 ad aggiudicarsi il maggior numero di domande di attualità (57).

"E' importante sottolineare il ruolo dei consiglieri comunali di minoranza. Osservando i dati cito per esempio Francesco Rucco con 13 interrogazioni e interpellanze presentate nel solo anno 2017 insieme a 12 domande di attualità, mentre Liliana Zaltron ha inoltrato 21 tra interrogazioni e interpellanze" - ha precisato Formisano.

Per quanto riguarda le presenze la consigliera Alessandra Marobin registra la percentuale del 98,9%, con un totale di 89 giorni di presenza su 90 complessivi, seguita da Renato Vivian e Giacomo Possamai (97,8% e 88 giorni).
"In generale le presenze della gran parte dei consiglieri comunale è superiore al 90%. Anche il sindaco Achille Variati registra presenze per il 90%, situazione rara se si osservano gli altri comuni d'Italia. Inoltre questo mandato amministrativo che si sta per concludere è uno di quelli in cui si registrano meno subentri: in 5 anni sono stati sostituiti solo 3 consiglieri" - ha spiegato Formisano.

Per quanto riguarda invece il numero di voti su un totale di 982 il presidente del consiglio Federico Formisano ha votato 940 volte (95,75%), seguito da Alessandra Marobin (94,9% e 932 voti) e Lorenza Rizzini (94,1% e 810 voti).

"In questo caso i consiglieri di minoranza figurano nella parte bassa della classifica ma questo non significa disinteresse e assenza dal consiglio: in alcuni casi si tratta di una precisa scelta di astensione dal voto" - ha concluso Formisano.

Andando indietro nel tempo, risulta curioso indagare le presenze in consiglio comunale dal dopoguerra in poi.
Tra i sindaci Achille Variati figura in carica per 15 anni, Giorgio Sala 13, Enrico Hüllweck 10 e Antonio Corazzin 11; rispettivamente gli anni di presenza in Comune aumentano se si considera che alcuni di essi hanno ricoperto anche altri ruoli: 25 anni per Variati, 22 per Sala, rimangono 10 per Hüllweck e 10 per Corazzin.

Tra gli assessori, invece, a condurre la classifica c'è Lino Zio con 25 (29 se si considerano altre cariche), seguito da Giovanni Cunico e da Ennio Tosetto 15 (rispettivamente 17 e 20 con altre cariche).

Tra i consiglieri comunali la palma della vittoria spetta a Federico Formisano con 20 anni (per 23 anni complessivamente in Comune) come Tonino Assirelli seguiti da Enrico Busa (20 anni in Comune).

Se si osserva la classifica complessiva sono 29 gli anni di presenze di Lino Zio che conduce la classifica, seguito da Achille Variati con 25 anni come Mario Giulianati. E poi Federico Formisano con 23 anni, Antonio Dalla Pozza, Claudio Cicero, Sante Bressan, Ennio Tosetto, Sergio Carta, Tonino Assirelli ed Enrico Busa con 20.

Ufficio Stampa Comune di Vicenza 

 

 


Commenti

Inviato Giovedi 28 Dicembre 2017 alle 18:55

Un plauso a Formisano per lo "spaccato storico" sui Consiglieri Comunali ed una cortesia. Potrebbe farci il favore di una graduatoria, quale risulta agli atti, dei periodi più turbolenti della storia del Comune magari partendo dai Comitati civici antiaustriaci nell'insurrezione del '48, poi gli anni della guerra 15-18 e quelli del 40-45, sino al corrente decennio con la gloriosa resistenza del No Dal Molin, il Borgo Berga, la BPVi, il Parco della Pace, la TAV ... tanti eventi, tanto carichi di ardore e passione civica, di speranze e delusioni?
Inviato Sabato 30 Dicembre 2017 alle 19:12

Pienamente convincente, Presidente Formisano, la sua relazione sull'attività ottima e abbondante, del Consiglio Comunale, nonostante l'eccezionalità dei numerosi accidenti insorti, peccato che oltre a quelli si siano aggiunti ora quelli della deludente vicenda del Calcio e del fondo immobiliare SGR. Veramente un decennio avverso, e qui stanno proprio le virtù dell'Amministrazione che chiude con bilancio a pareggio e con il bottino dei 16 milioni per la riqualificazione delle periferie. Grazie.
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Commenti degli utenti

Sabato 13 Gennaio alle 18:56 da kairos
In Lettura di Parolin e Formisano su Vittorio Emanuele II, Indipendenza Veneta Vicenza Città: irrispettoso ricordare a Vicenza "il re infingardo che sottomise Terre Venete"
A CAMMILLO CAVOUR


nel 1867.

___


O nell’ora del nembo e del periglio
Sempre invocato, che più grande appari
Quanto più gonfi il trepido naviglio
4Battono i mari;

Chiuse son l’Alpi allo stranier: clemente
Rise una volta a’ popoli fortuna:
Tutte al suo desco le città redente
8Italia aduna.

Più non cercar. Delle battaglie il nome
Oh non chiedere a’ tuoi: sovra qual onda,
Sovra qual campo; e se le nostre chiome
12Lauro circonda.

A’ vincenti terribile il vessillo
Parve d’Italia: i giovani guerrieri
Volâr sull’ erta, ma con noi, Cammillo,
16Tu più non eri.

[p. 180 modifica]

Invan crebber le file: invan da’ porti
Più possente navil sciolse il nocchiero;
Non valser tante prue, tante coorti
20Il tuo pensiero.

In picciol nido l’aure interrogando,
Con poco stame a lunga tela assiso,
E l’ovra della mente ardua velando
24Di facil riso,

Gli occhi alzasti; e di fanti e di cavalli
Alla muta parola obbedïenti
Dal Cenisio sull’itale convalli
28Sceser torrenti.

E pria sul lido del remoto Eusino
Fra le pugne agitata e fra le nevi
La morta face del valor latino
32Raccesa avevi.

A’ cupi genî del Tirren custodi
Serti offrivi non visto, e taciturna
La partenza pregavi e fida ai prodi
36L’aura notturna,

Quando dell’Etna alla fremente riva
I Mille veleggiavano; portavi,
Celando sotto il mar la man furtiva,
40Le balde navi.
[p. 181 modifica]


Sparver gli avversi troni; e del tuo spiro
Che percorrea de’ novi abissi il seno,
La possa irresistibile sentiro
44Adria e Tirreno.

Itali fummo. Ed esultavi allato
Del Re più degno in Campidoglio atteso,
Quando cadevi, e dell’Italia il fato
48Parve sospeso.

Ansio cadevi dell’Olimpo al piede,
Indomato Titano. Orfana ancora
Sull’orma tua, cui pari altra non vede,
52Italia plora.

Ode di pugne inauspicate il foro
Risonar tempestoso; ed ella intanto
A’ suoi mali non trova altro ristoro
56Che sdegno e pianto.

Dell’indugio si sdegna e de’ consigli
Con gioco assiduo sul fiorir recisi;
D’altre barriere, che di monti, i figli
60Piange divisi.

O nata a non perir, stirpe fatale!
O risorgente dalle tue ruine
Popolo, che ricigni or l’immortale
64Infula al crine;
[p. 182 modifica]


De’ secoli più grande e de’ tuoi guai,
Se come in altro dì non ti è concesso
Reggere il mondo, mostra almen che sai
68Regger te stesso.
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