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Bassanesi a Casa Italia: diario di un'avventura "olimpica"

Di Daniela Ceccon Sabato 4 Agosto 2012 alle 02:38 | 0 commenti

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Vi avviso subito: anche se si parla di Olimpiadi, questo articolo ha poco a che fare con lo sport.
Quella che vi racconto, invece, è un'avventura capitata quasi per caso, dove il protagonista si chiama Stefano Ceccon - sì, è proprio mio fratello - e a causa della quale, anziché visitare Londra, stiamo trascorrendo le nostre giornate a Casa Italia.
Qualche anno fa, dopo una laurea in ingegneria biomedica a Padova e diversi curriculum inviati in Italia e fuori, Stefano ha ricevuto una proposta per un dottorato dalla prestigiosa Brunel University di Londra.

Un veloce colloquio su Skype con il professore responsabile del progetto, l'invio della domanda (accettata) di borsa di studio e, poco tempo dopo, la partenza per Londra: da quasi tre anni mio fratello vive qui e in questi mesi sta scrivendo la tesi per il dottorato. Nel frattempo, assieme a un amico polacco conosciuto all'università, ha fondato una piccola società - Tribe Apps - che si occupa della creazione di applicazioni per Iphone. Il loro prodotto più importante si chiama London Crowd: si tratta di una mappa che fornisce all'utente in tempo reale la situazione del traffico di persone e auto nelle diverse zone di Londra, colorando di rosso le zone più affollate e di verde quelle più tranquille. Con un "tap" sulla singola zona è possibile visualizzare l'immagine della telecamera e verificare con i propri occhi la situazione. Alla base dell'applicazione c'è un algoritmo che elabora le immagini delle 350 telecamere comunali disseminate in città.

Uscita da pochi giorni, London Crowd ha raggiunto i duemila download nella versione gratuita, balzando al quarto posto fra le app di navigazione più scaricate nel Regno Unito. Grazie alla promozione su Facebook, in molti si sono interessati alla cosa e hanno cominciato a parlarne Londonist, Forbes online e BBC Persia. Da qui l'invito a Stefano da parte di Roberto Bonzio di Italiani di Frontiera a raccontare la sua storia in un piccolo spazio pubblico a Casa Italia, sede del Coni a Londra durante le Olimpiadi.
Quando si dice "trovarsi nel posto giusto al momento giusto".

 

Anziché visitare la città come da programma (sono pur sempre in vacanza, no?), abbiamo cominciato a passare il nostro tempo a Casa Italia: prima per questa mini-conferenza sui nuovi media organizzata da MedioEra, poi - una volta infiltratici nel blindatissimo terzo piano - a fare la conoscenza di giornalisti e personaggi di rilievo, dai responsabili di Casa Italia al direttore dell'Ice (Istituto nazionale per il commercio estero). Il mio ruolo - tutt'altro che irrilevante - è stato quello di possedere un Iphone con l'app scaricata, così da poterla mostrare ai presenti, suscitandone l'ammirazione.
Il risultato? Due giorni dopo è uscito un simpatico servizio su UnoMattina con Stefano a rappresentare i tanti "cervelli in fuga" e - cosa più importante a livello lavorativo - gli è stata offerta la possibilità di presentare l'applicazione a un incontro di investitori formato da rappresentanti di Banca Intesa, Microsoft, Shell e altri, fra i quali anche Saretta di Bifrangi, di cui si è molto parlato dalle nostre parti per il recente trasferimento in Texas della sua azienda di Mussolente.

 

Con il portafoglio pieno di biglietti da visita di personaggi che normalmente avrebbero richiesto chissà quale trafila per essere contattati, Stefano è diventato il rappresentante dei tanti giovani italiani che all'estero riescono a lavorare, creare e ad ottenere quelle opportunità che l'Italia spesso nega. In questa veste è stato intervistato anche da Curzio Maltese, che questa mattina gli ha dedicato un articolo su Repubblica, nella pagina sulle Olimpiadi:

Articolo su Stefano Ceccon - La Repubblica 3/8/2012 

Sì, siamo ancora a bocca aperta.


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Sabato 13 Gennaio alle 18:56 da kairos
In Lettura di Parolin e Formisano su Vittorio Emanuele II, Indipendenza Veneta Vicenza Città: irrispettoso ricordare a Vicenza "il re infingardo che sottomise Terre Venete"
A CAMMILLO CAVOUR


nel 1867.

___


O nell’ora del nembo e del periglio
Sempre invocato, che più grande appari
Quanto più gonfi il trepido naviglio
4Battono i mari;

Chiuse son l’Alpi allo stranier: clemente
Rise una volta a’ popoli fortuna:
Tutte al suo desco le città redente
8Italia aduna.

Più non cercar. Delle battaglie il nome
Oh non chiedere a’ tuoi: sovra qual onda,
Sovra qual campo; e se le nostre chiome
12Lauro circonda.

A’ vincenti terribile il vessillo
Parve d’Italia: i giovani guerrieri
Volâr sull’ erta, ma con noi, Cammillo,
16Tu più non eri.

[p. 180 modifica]

Invan crebber le file: invan da’ porti
Più possente navil sciolse il nocchiero;
Non valser tante prue, tante coorti
20Il tuo pensiero.

In picciol nido l’aure interrogando,
Con poco stame a lunga tela assiso,
E l’ovra della mente ardua velando
24Di facil riso,

Gli occhi alzasti; e di fanti e di cavalli
Alla muta parola obbedïenti
Dal Cenisio sull’itale convalli
28Sceser torrenti.

E pria sul lido del remoto Eusino
Fra le pugne agitata e fra le nevi
La morta face del valor latino
32Raccesa avevi.

A’ cupi genî del Tirren custodi
Serti offrivi non visto, e taciturna
La partenza pregavi e fida ai prodi
36L’aura notturna,

Quando dell’Etna alla fremente riva
I Mille veleggiavano; portavi,
Celando sotto il mar la man furtiva,
40Le balde navi.
[p. 181 modifica]


Sparver gli avversi troni; e del tuo spiro
Che percorrea de’ novi abissi il seno,
La possa irresistibile sentiro
44Adria e Tirreno.

Itali fummo. Ed esultavi allato
Del Re più degno in Campidoglio atteso,
Quando cadevi, e dell’Italia il fato
48Parve sospeso.

Ansio cadevi dell’Olimpo al piede,
Indomato Titano. Orfana ancora
Sull’orma tua, cui pari altra non vede,
52Italia plora.

Ode di pugne inauspicate il foro
Risonar tempestoso; ed ella intanto
A’ suoi mali non trova altro ristoro
56Che sdegno e pianto.

Dell’indugio si sdegna e de’ consigli
Con gioco assiduo sul fiorir recisi;
D’altre barriere, che di monti, i figli
60Piange divisi.

O nata a non perir, stirpe fatale!
O risorgente dalle tue ruine
Popolo, che ricigni or l’immortale
64Infula al crine;
[p. 182 modifica]


De’ secoli più grande e de’ tuoi guai,
Se come in altro dì non ti è concesso
Reggere il mondo, mostra almen che sai
68Regger te stesso.
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