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Banche, Romani (First Cisl): sui tagli al personale c'e' accanimento di Visco, maturi tempi per lavoratori in funzioni controllo

Di Redazione Economica VicenzaPiù Lunedi 5 Giugno 2017 alle 20:09 | 0 commenti

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È tempo di attuare l'articolo 46 della Costituzione. Lo chiede il sindacato dei bancari First Cisl. Quell'articolo della Carta "è la nostra stella polare, quella con cui si riconosce ai lavoratori il diritto a collaborare nella gestione delle imprese e noi siamo convinti che oggi si sia raggiunta, nel nostro sistema finanziario, la maturità per tradurre in pratica quell'articolo, avviando percorsi di partecipazione organizzativa e gestionale a partire proprio dalle funzioni di controllò. Così il segretario generale del sindacato, Giulio Romani, nel primo congresso dell'organizzazione nata dalla fusione tra Fiba Cisl e Dircredito. I lavoratori dovrebbero essere coinvolti anche nella gestione dei crediti deteriorati aggiunge il segretario generale di First Cisl.

Il sindacato propone di affidare il recupero degli npl a veicoli finanziari in cui distaccare i lavoratori della banca cedente del credito deteriorato; gli addetti della banca cedente sono i più adatti a gestire un recupero del credito in un orizzonte di medio-lungo periodo.
La "pretesa necessità di tagliare il personale" delle banche indicata dal Governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco la scorsa settimana nelle Considerazioni Finali viene criticata dal segretario generale First Cisl Giulio Romani. "È un accanimento nei confronti della categoria che francamente non si vorrebbe ascoltare nelle parole di un rappresentante delle istituzioni". Un leit-motiv quello di Visco sui tagli degli addetti che si ripete da anni aggiunge il leader del sindacato dei bancari al primo congresso dopo la fusione tra la Fiba e il Dircredito. Da parte di Visco, piuttosto, "sarebbe opportuna una maggiore determinazione nello stimolare le imprese bancarie a investire sul versante della riprogettazione del business, senza la quale, ne siamo certi, i tagli serviranno solo a ridurre le dimensioni delle banche e non certo a farle sviluppare".
La "pretesa necessità di tagliare il personale" delle banche indicata dal Governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco la scorsa settimana nelle Considerazioni Finali viene criticata dal segretario generale First Cisl Giulio Romani. "È un accanimento nei confronti della categoria che francamente non si vorrebbe ascoltare nelle parole di un rappresentante delle istituzioni". Un leit-motiv quello di Visco sui tagli degli addetti che si ripete da anni aggiunge il leader del sindacato dei bancari al primo congresso dopo la fusione tra la Fiba e il Dircredito. Da parte di Visco, piuttosto, "sarebbe opportuna una maggiore determinazione nello stimolare le imprese bancarie a investire sul versante della riprogettazione del business, senza la quale, ne siamo certi, i tagli serviranno solo a ridurre le dimensioni delle banche e non certo a farle sviluppare".


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Sabato 13 Gennaio alle 18:56 da kairos
In Lettura di Parolin e Formisano su Vittorio Emanuele II, Indipendenza Veneta Vicenza Città: irrispettoso ricordare a Vicenza "il re infingardo che sottomise Terre Venete"
A CAMMILLO CAVOUR


nel 1867.

___


O nell’ora del nembo e del periglio
Sempre invocato, che più grande appari
Quanto più gonfi il trepido naviglio
4Battono i mari;

Chiuse son l’Alpi allo stranier: clemente
Rise una volta a’ popoli fortuna:
Tutte al suo desco le città redente
8Italia aduna.

Più non cercar. Delle battaglie il nome
Oh non chiedere a’ tuoi: sovra qual onda,
Sovra qual campo; e se le nostre chiome
12Lauro circonda.

A’ vincenti terribile il vessillo
Parve d’Italia: i giovani guerrieri
Volâr sull’ erta, ma con noi, Cammillo,
16Tu più non eri.

[p. 180 modifica]

Invan crebber le file: invan da’ porti
Più possente navil sciolse il nocchiero;
Non valser tante prue, tante coorti
20Il tuo pensiero.

In picciol nido l’aure interrogando,
Con poco stame a lunga tela assiso,
E l’ovra della mente ardua velando
24Di facil riso,

Gli occhi alzasti; e di fanti e di cavalli
Alla muta parola obbedïenti
Dal Cenisio sull’itale convalli
28Sceser torrenti.

E pria sul lido del remoto Eusino
Fra le pugne agitata e fra le nevi
La morta face del valor latino
32Raccesa avevi.

A’ cupi genî del Tirren custodi
Serti offrivi non visto, e taciturna
La partenza pregavi e fida ai prodi
36L’aura notturna,

Quando dell’Etna alla fremente riva
I Mille veleggiavano; portavi,
Celando sotto il mar la man furtiva,
40Le balde navi.
[p. 181 modifica]


Sparver gli avversi troni; e del tuo spiro
Che percorrea de’ novi abissi il seno,
La possa irresistibile sentiro
44Adria e Tirreno.

Itali fummo. Ed esultavi allato
Del Re più degno in Campidoglio atteso,
Quando cadevi, e dell’Italia il fato
48Parve sospeso.

Ansio cadevi dell’Olimpo al piede,
Indomato Titano. Orfana ancora
Sull’orma tua, cui pari altra non vede,
52Italia plora.

Ode di pugne inauspicate il foro
Risonar tempestoso; ed ella intanto
A’ suoi mali non trova altro ristoro
56Che sdegno e pianto.

Dell’indugio si sdegna e de’ consigli
Con gioco assiduo sul fiorir recisi;
D’altre barriere, che di monti, i figli
60Piange divisi.

O nata a non perir, stirpe fatale!
O risorgente dalle tue ruine
Popolo, che ricigni or l’immortale
64Infula al crine;
[p. 182 modifica]


De’ secoli più grande e de’ tuoi guai,
Se come in altro dì non ti è concesso
Reggere il mondo, mostra almen che sai
68Regger te stesso.
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