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Banche, palazzo Ferro Fini un incontro sulla crisi dei risparmiatori dell’area veneta e degli istituti bancari veneti

Di Redazione VicenzaPiù Venerdi 19 Maggio alle 17:35 | 0 commenti

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Si è svolto questa mattina a Venezia, presso palazzo Ferro Fini, sede del Consiglio regionale del Veneto, un incontro-dibattito sul tema "Come superare la crisi dei risparmiatori dell'area veneta e delle banche venete" organizzato da Confassociazioni. Scopo dell'incontro, la ricerca di un confronto fra tutti i soggetti e portatori di interessi che intendono trovare una soluzione di equilibrio, concreta e pragmatica, volta a minimizzare i danni subiti dal tessuto produttivo veneto in conseguenza della crisi delle principali banche venete. A fare gli onori di casa, il Presidente del Consiglio regionale del Veneto e l'Assessore regionale ai Servizi sociali. Presenti in sala, oltre ai rappresentanti delle diverse associazioni, anche il Presidente Bpvi Gianni Mion e il Presidente di Veneto Banca Massimo Lanza.

 

Il Presidente del Consiglio regionale, nel corso del suo intervento, ha ricordato che l'assemblea legislativa veneta "da subito ha tentato di comprendere quanto era accaduto nel crack finanziario, economico, etico e morale del sistema delle popolari venete, pur non avendo, il Consiglio regionale, i poteri ispettivi che la legge riserva solo alle Commissioni parlamentari di inchiesta, da noi invocate sin dallo scorso anno e delle quali si ritorna a parlare in questi giorni, sebbene tempi tecnici, l'approssimarsi della fine della legislatura e l'instabilità politica, non lascino molte speranze sull'effettiva operatività di questo strumento. Anche il grave ritardo con cui il Parlamento affronta il nodo del risparmio lascia molto perplessi: si ha quasi l'impressione che non si voglia fare chiarezza, non si voglia dare risposte a cittadini e risparmiatori. La mia è una impressione, non ho prove, ma tanti indizi". "La crisi bancaria, non solo in Veneto, è drammatica - ha proseguito il Presidente - e coinvolge l'intera classe dirigente, non solo la politica: anzi, nei consigli di amministrazione di queste banche sedevano quelli che fino a pochi mesi fa erano considerate le punte di diamante della società civile e dell'economia locale, spesso in conflitto con la politica verso la quale ostentavano alterità vantando una superiorità morale che poi è andata in fumo, come in fumo sono finiti i risparmi di migliaia e migliaia di famiglie. Nei giorni scorsi, per commentare i fatti drammatici di Capo Rizzuto con le inchieste sul coinvolgimento della camorra e persino dei preti anti-mafia nella gestione dell'accoglienza degli immigrati, ho usato una espressione forte, ricalcata sulla formula della benedizione papale: "Furbi et orbi". Credo che questa formula si possa applicare benissimo anche al caso delle nostre banche: furbi ce ne sono stati tanti, ma ci sono stati anche tanti, troppi, orbi, chi doveva vedere e non ha visto, chi doveva vigilare e non ha vigilato".

"Il tema della giornata - ha affermato Angelo Deiana, presidente di Confassociazioni - consiste nel cercare di trovare una piattaforma di soluzioni che affrontino il dramma del risparmio tradito e delle grandi banche venete. Il Veneto in questo momento rappresenta più del 10% del PIL italiano, è la seconda economia di questo paese e questo depaupero di risorse venete stava particolarmente a cuore a Confassociazioni, il cui scopo è fare rete: 282 associazioni professionali, più di 500.000 professionisti, e sono stati loro, i rappresentanti del territorio, in particolare Giorgio Granello, nostro responsabile per il Nord, che ci hanno chiesto se potevamo fare qualcosa. E noi abbiamo fatto rete, abbiamo chiamato il Governo, le Banche, le associazioni dei risparmiatori, degli azionisti e dei consumatori. L'obiettivo è quindi di iniziare un percorso: oggi è il primo passo di questo cammino, ai quali seguiranno ulteriori momenti sul territorio per trovare una soluzione da proporre al Governo, alle Banche e alla BCE".

"Il Governo - ha affermato il Sottosegretario all'economia e finanze Pier Paolo Baretta - è pronto ad intervenire con un finanziamento in conto capitale: abbiamo messo a disposizione 20 miliardi per Monte Paschi e per le Venete, e da questo punto di vista stiamo contrattando con l'Europa gli ultimi accorgimenti. È importante che ci sia un rimborso per i risparmiatori più vessati perché questa operazione crea fiducia, ma è necessario che il capitale veneto partecipi a questa operazione: è decisivo che le banche venete ripartano dal loro territorio".


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Leggendo la lettera di Flavia mi è venuto tornato alla mente l'articolo 47 della Costituzione, nel passaggio dove recita:

"La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme...".

Purtroppo, come molte altre volte succede in questo Bel Paese mal gestito, avviene il contrario.
La vicenda delle banche venete è purtroppo nota e non stanno nemmeno più in piedi gli alibi che vogliono colpevolizzare i soci ("se la sono cercata loro perché sapevano che era rischioso ... volevano fare gli squali e adesso piangono miseria ...") perché è stato dimostrato che non è così; il prezzo delle azioni è stato taroccato ed è una truffa bella e buona che le banche hanno fatto ai loro sottoscrittori.
Raggirati da funzionari bancari senza coscienza pilotati a loro volta dai direttori senza scrupoli, che sapevano benissimo di vendere azioni fuffa ... ma l'importante è vendere e far carriera (no?).
E via col valzer delle scuse del tipo "siamo una banca solida ... non abbiamo problemi etc".
Mentre si tentava di coprire la voragine bancaria con un fazzolettino di carta, Consob e Banca d'Italia si giravano dall'altra parte per non vedere.
Il finale vede trionfare le banche che hanno fatto lo "sforzo" di avere solo la parte sana.
Come se non bastasse, i funzionari "lupi" delle due banche si sono travestiti da "agnelloni" di Intesa San Paolo, e probabilmente continueranno a perdere il pelo ma non il vizio.
Tutto apposto dunque. No?
Direi che alla luce di questo non faccio fatica a credere alla lettrice quando dice "credere nella Giustizia è diventato molto, molto difficile, quasi impossibile". E' e rimane impossibile, cara Flavia.
Molto probabilmente in un altro Paese più civile la cosa avrebbe preso una piega diversa, a favore dei risparmiatori (penso ad es. alle class action, che da noi sono solo di facciata).

Credo purtroppo, cara Flavia, che la lettera inviata ai politici cada nel nulla.
Per il semplice motivo che se qualcuno avesse voluto davvero fare qualcosa PRIMA, l'avrebbe fatto.
Ora è troppo tardi. Ed è persino patetico che i politici si proclamino adesso paladini dei risparmiatori, a babbo morto.

Mi spiace infonderle amarezza Flavia, ma mi dica forse se non ne ho motivo.

Con augurio di poter essere smentito.

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