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Audizione di Carmelo Barbagallo, Il Fatto: le 16 domande sull'amico banchiere Zonin per il capo della Vigilanza di Ignazio Visco

Di Rassegna Stampa Mercoledi 1 Novembre 2017 alle 10:03 | 0 commenti

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Ieri ennesima autoassoluzione del governatore, domani il capo degli ispettori di Bankitalia e il dg della Consob saranno torchiati in parlamento
Ieri, nel consueto sermone alla giornata mondiale del risparmio, il governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco ha intonato il solito ritornello. I banchieri italiani, ai bei tempi blasonati e riveriti come Gianni Zonin della Banca Popolare di Vicenza e Vincenzo Consoli di Veneto Banca, vengono descritti come mariuoli di mano lesta, abilissimi a farsi beffe della vigilanza: "Operazioni poste in essere rapidamente per eludere i controlli, per aggirare regole e limiti possono compromettere la stabilità dell'intermediario (in italiano la banca, ndr). I fenomeni più gravi sono stati individuati per tempo e tempestivamente segnalati all'autorità giudiziaria".

Avendo appena ottenuto la conferma per un secondo mandato di sei anni, Visco è giustamente soddisfatto di sé. E sulla struttura di vigilanza guidata da Carmelo Barbagallo dà un giudizio laconicamente estasiato: "Sui comportamenti delle singole banche la supervisione è ferma e intensa". Più immobile che ferma, verrebbe da dire alla luce dei risultati. Ma per fugare ogni dubbio c'è un'occasione d'oro. Domani la commissione parlamentare d'inchiesta sulle banche audirà proprio Barbagallo, in coppia con il direttore generale della Consob Angelo Apponi.

Ecco alcune domande che i 40 commissari potrebbero rivolgere a Barbagallo, ma anche ad Apponi, sul caso delle due banche venete dal quale il presidente Pier Ferdinando Casini ha deciso di partire.

Banca Popolare di Vicenza
1) È vero ciò che ha detto il presidente Zonin ai magistrati, cioè che "all'esito della ispezione 2012 Bankitalia ha preso atto che i nostri crediti erano assistiti da importanti garanzie ipotecarie e, quindi, ha ritenuto che non vi fosse la necessità di rafforzare gli accantonamenti sui crediti"?
2) Come mai nella stessa ispezione del 2012 gli uomini guidati da Giampaolo Scardone non si sono accorti delle cosiddette "baciate" (acquisto di azioni finanziato dalla banca) per centinaia di milioni?
3) Come mai a ottobre 2014 (comunicazione del 26 ottobre, ndr) la Banca d'Italia ha detto che la banca di Zonin aveva superato i cosiddetti stress test mentre la Bce ha detto che non li aveva superati?
4) Perché solo il giorno della "promozione" la Banca d'Italia ha chiesto a Zonin spiegazioni sul riacquisto di azioni proprie non autorizzato?
5) Come mai l'ispezione sulle "baciate" è partita a febbraio 2015, cioè ben un anno e mezzo dopo la asserita scoperta di analogo grave fenomeno nella vicina Veneto Banca?
6) Come mai la vigilanza ha fatto fuori nella primavera 2015 il direttore generale di Vicenza Samuele Sorato lasciando al suo posto Zonin?
7) Perché la Banca d'Italia ha vietato a Zonin di fare nuove acquisizioni il 4 giugno 2008 e ha revocato il divieto il 2 novembre 2011?
8) Perché - visto l'esito "parzialmente sfavorevole" dell'ispezione 2012, in cui, pur non vedendo le "baciate", sono state rilevate criticità nella gestione del credito - dal 2013 la Banca d'Italia ha scelto Zonin come salvatore delle banche in difficoltà, in particolare di Etruria e Veneto Banca?
9) Il leader delle Fondazioni bancarie Giuseppe Guzzetti e il capo del Fondo Atlante Alessandro Penati hanno denunciato che i prospetti informativi per l'aumento di capitale di Vicenza della primavera 2016 erano falsi. Infatti pochi mesi dopo che Atlante aveva versato il miliardo e mezzo l'amministratore delegato Francesco Iorio è stato cacciato, e il suo successore Fabrizio Viola ha diagnosticato un buco di 3 miliardi. Domanda per Barbagallo e anche per Apponi: Bankitalia e Consob hanno già "tempestivamente segnalato all'autorità giudiziaria" o ci faranno sapere tra qualche anno, come d'abitudine?
10) Perché la Banca d'Italia ha notificato la procedura sanzionatoria a Zonin e soci il 10 luglio 2016, oltre il limite di 90 giorni dall'accertamento delle violazioni, ponendo così le premesse per l'annullamento delle multe da 3,6 milioni?

Veneto Banca
1) Il 5 novembre 2013 Barbagallo scrive alla procura di Treviso una lettera in cui illustra le risultanze della ispezione a Veneto Banca. Il giorno dopo la procura apre un fascicolo d'indagine. Su che base è stato aperto il fascicolo, visto che la lettera di Barbagallo non indica ipotesi di reato?
2) Perché trascorre un anno dalla lettera prima che Consoli venga indagato per ostacolo alla vigilanza? Ha rilievo il fatto che sia proprio l'anno durante il quale Bankitalia lo pressa perché consegni la banca a Zonin?
3) Consoli è accusato di ostacolo alla vigilanza per aver detto alla Banca d'Italia di avere un patrimonio di 2 miliardi anziché di 1,6 miliardi "come rettificato" dagli ispettori. Come mai però il bilancio 2013 di Veneto Banca indica 2 miliardi di patrimonio di vigilanza e nessuno contesta a Consoli il falso in bilancio?
4) Nella lettera alla procura Barbagallo dice di aver ordinato a Consoli e compagnia di fondere Veneto Banca con una banca più sana e sparire dalla circolazione. Perché Consoli rimane alla guida di Veneto Banca per quasi altri due anni, fino al luglio 2015?
5) Consoli è accusato di aggiotaggio per aver sopravvalutato il valore delle azioni di Veneto Banca, poi andate in fumo per totali 5 miliardi di euro. Perché Bankitalia e Consob non hanno avvertito i soci di Veneto Banca del fatto che le loro azioni erano pericolosamente sopravvalutate a causa di un reato in corso?
6) Perché la Banca d'Italia, che oggi rivendica di aver denunciato Consoli a novembre 2013, ha ritenuto di tenere tutto sotto la protezione del segreto d'ufficio per anni senza far sapere niente ai 75 mila soci di Veneto Banca che alla fine hanno perso tutti i loro soldi, cioè 5 miliardi?

di Giorgio Meletti, da Il Fatto Quotidiano


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