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Associazione allevatori: nel vicentino innovativo progetto per il benessere animale

Di Redazione VicenzaPiù Sabato 3 Ottobre 2015 alle 21:13 | 0 commenti

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Associazione allevatori del Veneto 

Prima presentazione ufficiale a Bressanvido, patria delle vacche da latte, di un nuovo modo di intendere il benessere animale. All’incontro sul tema “La selezione genomica, uno sguardo al futuro”, svoltosi nell’ambito della tradizionale Festa della Transumanza di Bressanvido (VI), nella Fattoria dei Fratelli Pagiusco.

Il docente di Scienze agrarie, alimentari ed ambientali dell’Università cattolica S. Cuore di Piacenza e responsabile tecnico di Aia, Riccardo Negrini ha evidenziato, di fronte ad una platea di centinaia di attenti allevatori provenienti da tutto il Veneto, che “una vacca produce quando sta bene, quindi è interesse dell’allevatore far sì che le condizioni in stalla siano le migliori, in quanto si traducono in immediata efficienza e qualità del prodotto”. Numerose le domande degli allevatori, che, interessati, hanno chiesto al relatore: “dobbiamo tornare sui banchi di scuola?”. Ed il direttore Negrini ha aggiunto: “la formazione è fondamentale, ma in questo caso si tratta di imparare a lavorare sfruttando la genomica, che consente di selezionare tori che riducono la trasmissione di molte patologie. In tal modo è possibile far reddito anche in questa fase in cui il latte viene pagato solo 35 centesimi al litro, quindi non si possono commettere passi falsi”. A questo, evidentemente, si aggiunge la rilevanza dei controlli funzionali: “senza controlli funzionali – spiega il presidente di Arav, Floriano De Franceschi, non ci sono dati che consentono di avere degli indici per correggere il tiro prima che si verifichino temute malattie”. Unanime il consenso degli allevatori, che hanno dimostrato grande apertura in un clima di straordinaria collaborazione. “Innovare e stare al passo con i tempi, cogliendo le opportunità che la scienza ci mette a disposizione – sottolinea il presidente De Franceschi – è fondamentale per garantire un futuro agli allevamenti veneti. Non è più il tempo di guardare al passato cercando dei punti di congiunzione con il futuro. I tempi sono mutati, l’economia è molto cambiata, ma il consumatore chiede sempre più qualità. E noi allevatori dobbiamo tenere ben presente che è il cittadino che regola la richiesta dei nostri prodotti”. Significativo, in tal senso, l’intervento del responsabile programmi genetici INSEME, Enrico Dadati, che intervenendo sul tema Genomica e programmi di miglioramento genetico nel bovino da latte, ha evidenziato che “la grande novità è la genomica, che negli ultimi cinque anni ha portato un cambiamento che ha completamente rimesso in discussione il modo di lavorare degli ultimi sessant’anni. Analizzare il miglioramento genetico di un allevamento, infatti, consente di crescere ad un tasso doppio rispetto a chi non utilizza questo metodo”. Parole cui fa eco anche il genetista dell’Ufficio ricerca e sviluppo Anafi, Jan-Thijs van Kaan: “la genomica porta un grande aumento del progresso genetico, con un salto per i giovani tori in cinque anni corrispondente ad un +140%. Questo risulta da una forte pre-selezione fatta in base agli indici genomici e ad una forte riduzione dell’intervallo generazionale. Inoltre, la genomica contribuirà al miglioramento della salute degli animali, riducendo le perdite”. Le conclusioni del convegno, moderato dal direttore di Arav, Adriano Toffoli, sono state a cura del direttore Sezione agroambiente della Regione Veneto, Riccardo De Gobbi, che ha sottolineato che il nuovo metodo di concepire il benessere degli animali, data la validità, entrerà a far parte del Psr Veneto.


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