Quotidiano | Categorie: Fatti

L'assalto al patrimonio della Fondazione Roi, M5S: "oggi alle 21 a Villa Lattes vi diciamo a che punto siamo con Cappelletti e Zaltron e Coviello". E il direttore di VicenzaPiù farà "importanti" nuove rivelazioni

Di Edoardo Pepe Venerdi 13 Ottobre alle 09:39 | 0 commenti

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Conosci le torbide vicende di Vicenza che non si possono raccontare? Eccone una, quella della Fondazione Roi, scrive il M5S nell'annuncio che rendiamo noto dell'evento di stasera, venerdì, alle 21 a Villa Lattes con l'intervento di Giovanni Coviello, autore del libro denuncia "Roi. La Fondazione demolita", Enrico Cappelletti, Senatore M5S e Liliana Zaltron, Consigliera M5S del Comune di Vicenza. La Fondazione Roi, voluta dal marchese Giuseppe Roi per finanziare il museo Chiericati e le attività culturali collegate, nasce con un patrimonio iniziale di quasi un centinaio di milioni di euro per poi arrivare a un centinaio di milioni di... euro con immobili e cassa.

Questo prima del flop della Banca Popolare di Vicenza. Si perché poi, nel 2009, la Fondazione si trasforma in una sorta di bancomat di denaro e favori. Presidente della Fondazione, in quel periodo, è "casualmente", Gianni Zonin, ormai noto alle cronache per le disastrose vicende della BPVI. Quanto accaduto alla Fondazione Roi ha a che fare con l'avidità dell'uomo, che non attendeva altro per approfittarne. Dalla cultura alle azioni BPVI, milioni di euro sono spariti nel nulla.

Vi raccontiamo, quindi, a che punto siamo di questa vicenda, stasera, venerdì 13 ore 21:00, presso Villa Lattes, Via Thaon di Revel 44 a Vicenza.


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In La lettera di una socia di Veneto Banca per accelerare il "ristoro" ai risparmiatori truffati dalle banche venete
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"La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme...".

Purtroppo, come molte altre volte succede in questo Bel Paese mal gestito, avviene il contrario.
La vicenda delle banche venete è purtroppo nota e non stanno nemmeno più in piedi gli alibi che vogliono colpevolizzare i soci ("se la sono cercata loro perché sapevano che era rischioso ... volevano fare gli squali e adesso piangono miseria ...") perché è stato dimostrato che non è così; il prezzo delle azioni è stato taroccato ed è una truffa bella e buona che le banche hanno fatto ai loro sottoscrittori.
Raggirati da funzionari bancari senza coscienza pilotati a loro volta dai direttori senza scrupoli, che sapevano benissimo di vendere azioni fuffa ... ma l'importante è vendere e far carriera (no?).
E via col valzer delle scuse del tipo "siamo una banca solida ... non abbiamo problemi etc".
Mentre si tentava di coprire la voragine bancaria con un fazzolettino di carta, Consob e Banca d'Italia si giravano dall'altra parte per non vedere.
Il finale vede trionfare le banche che hanno fatto lo "sforzo" di avere solo la parte sana.
Come se non bastasse, i funzionari "lupi" delle due banche si sono travestiti da "agnelloni" di Intesa San Paolo, e probabilmente continueranno a perdere il pelo ma non il vizio.
Tutto apposto dunque. No?
Direi che alla luce di questo non faccio fatica a credere alla lettrice quando dice "credere nella Giustizia è diventato molto, molto difficile, quasi impossibile". E' e rimane impossibile, cara Flavia.
Molto probabilmente in un altro Paese più civile la cosa avrebbe preso una piega diversa, a favore dei risparmiatori (penso ad es. alle class action, che da noi sono solo di facciata).

Credo purtroppo, cara Flavia, che la lettera inviata ai politici cada nel nulla.
Per il semplice motivo che se qualcuno avesse voluto davvero fare qualcosa PRIMA, l'avrebbe fatto.
Ora è troppo tardi. Ed è persino patetico che i politici si proclamino adesso paladini dei risparmiatori, a babbo morto.

Mi spiace infonderle amarezza Flavia, ma mi dica forse se non ne ho motivo.

Con augurio di poter essere smentito.

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