Quotidiano | Categorie: Religioni

Arcivescovo di Praga sabato a Vicenza

Di Redazione VicenzaPiù Lunedi 15 Febbraio 2010 alle 18:23 | 0 commenti

Istituto di Storia Vicenza

SARA' L'ARCIVESCOVO DI PRAGA IL PRIMO OSPITE DELL'ANNO DELL'ISTITUTO DI STORIA DI VICENZA.

Cardinale Miloslav VlkIl Cardinale Vlk terrà la Lezione inaugurale nelle Gallerie di Palazzo Leoni Montanari sabato 20 febbraio alle ore 11. Il suo intervento sarà preceduto dai saluti del Sindaco Variati, del Presidente dell'Istituto Sen. Treu e del segretario generale prof. Cracco.

Si apre con una preziosa testimonianza l'attività 2010 dell'Istituto per le ricerche di storia sociale e religiosa di Vicenza che, com'è ormai consuetudine, è riuscito nell'impresa di portare nella città del Palladio una personalità di spicco: si tratta del cardinale Miloslav Vlk, arcivescovo di Praga e primate della Boemia che, sabato 20 febbraio, sarà il protagonista della Lezione inaugurale, ospitata presso la Galleria di Palazzo Leoni Montanari, in Contrà S.Corona a Vicenza.

L'incontro avrà inizio alle 10.30 con il saluto del sindaco, Achille Variati, cui farà seguito l'introduzione del presidente dell'Istituto di storia, sen. Tiziano Treu e un breve intervento del segretario generale dello stesso Istituto, prof. Giorgio Cracco, che fornirà alcune anticipazioni sul programma annuale.

Alle ore 11.00 è previsto l'intervento del cardinale Vlk, che tratterà un tema che sta molto a cuore all'intero Comitato scientifico dell'istituto di San Rocco: "La fede sommersa nei Paesi del Centro e dell'Est Europa". Con la testimonianza del card. Vlk, infatti, si dà avvio ad un progetto di ricerca che riprende alcuni spunti ed un convegno organizzato con grande lungimiranza, nel lontano 1990, subito dopo la caduta del Muro di Berlino, dal fondatore dell'Istituto, Gabriele De Rosa, scomparso l'8 dicembre scorso.

Il cardinale Vlk porterà la sua esperienza di prete negli anni del regime sovietico.

L'incontro è aperto al pubblico, fino ad esaurimenti dei posti disponibili.

 


Commenti

Ancora nessun commento.
Aggiungi commento

Accedi per inserire un commento

Se sei registrato effettua l'accesso prima di scrivere il tuo commento. Se non sei ancora registrato puoi farlo subito qui, è gratis.





Commenti degli utenti

Sabato 13 Gennaio alle 18:56 da kairos
In Lettura di Parolin e Formisano su Vittorio Emanuele II, Indipendenza Veneta Vicenza Città: irrispettoso ricordare a Vicenza "il re infingardo che sottomise Terre Venete"
A CAMMILLO CAVOUR


nel 1867.

___


O nell’ora del nembo e del periglio
Sempre invocato, che più grande appari
Quanto più gonfi il trepido naviglio
4Battono i mari;

Chiuse son l’Alpi allo stranier: clemente
Rise una volta a’ popoli fortuna:
Tutte al suo desco le città redente
8Italia aduna.

Più non cercar. Delle battaglie il nome
Oh non chiedere a’ tuoi: sovra qual onda,
Sovra qual campo; e se le nostre chiome
12Lauro circonda.

A’ vincenti terribile il vessillo
Parve d’Italia: i giovani guerrieri
Volâr sull’ erta, ma con noi, Cammillo,
16Tu più non eri.

[p. 180 modifica]

Invan crebber le file: invan da’ porti
Più possente navil sciolse il nocchiero;
Non valser tante prue, tante coorti
20Il tuo pensiero.

In picciol nido l’aure interrogando,
Con poco stame a lunga tela assiso,
E l’ovra della mente ardua velando
24Di facil riso,

Gli occhi alzasti; e di fanti e di cavalli
Alla muta parola obbedïenti
Dal Cenisio sull’itale convalli
28Sceser torrenti.

E pria sul lido del remoto Eusino
Fra le pugne agitata e fra le nevi
La morta face del valor latino
32Raccesa avevi.

A’ cupi genî del Tirren custodi
Serti offrivi non visto, e taciturna
La partenza pregavi e fida ai prodi
36L’aura notturna,

Quando dell’Etna alla fremente riva
I Mille veleggiavano; portavi,
Celando sotto il mar la man furtiva,
40Le balde navi.
[p. 181 modifica]


Sparver gli avversi troni; e del tuo spiro
Che percorrea de’ novi abissi il seno,
La possa irresistibile sentiro
44Adria e Tirreno.

Itali fummo. Ed esultavi allato
Del Re più degno in Campidoglio atteso,
Quando cadevi, e dell’Italia il fato
48Parve sospeso.

Ansio cadevi dell’Olimpo al piede,
Indomato Titano. Orfana ancora
Sull’orma tua, cui pari altra non vede,
52Italia plora.

Ode di pugne inauspicate il foro
Risonar tempestoso; ed ella intanto
A’ suoi mali non trova altro ristoro
56Che sdegno e pianto.

Dell’indugio si sdegna e de’ consigli
Con gioco assiduo sul fiorir recisi;
D’altre barriere, che di monti, i figli
60Piange divisi.

O nata a non perir, stirpe fatale!
O risorgente dalle tue ruine
Popolo, che ricigni or l’immortale
64Infula al crine;
[p. 182 modifica]


De’ secoli più grande e de’ tuoi guai,
Se come in altro dì non ti è concesso
Reggere il mondo, mostra almen che sai
68Regger te stesso.
Gli altri siti del nostro network