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Antonino Cappelleri, il procuratore di Vicenza sfiduciato per... incompetenza. Milano tranquillizza ma aiuterebbe un'ispezione a Vicenza, vero Moretti e Zanettin?

Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile) Giovedi 1 Giugno 2017 alle 17:55 | 0 commenti

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Non succede spesso che un procuratore capo venga bocciato due volte di seguito e sulle due inchieste più importanti sulla sua scrivania. Questo, però, è appena successo a Vicenza dove il dr. Antonino Cappelleri ha subito il no, sul caso di Borgo Berga, del Gip Massimo Gerace alla sua richiesta di demolizione delle costruzioni della cementificazione contestata, anche se il magistrato le definiva illegittime, per poi addirittura trovarsi il giudice a cui aveva fatto ricorso che non solo confermava il niet di Gerace, motivato da strane questioni di opportunità a "non demolire", ma addirittura benediceva la bontà degli edifici della Sviluppo Cotorossi che fa capo al gruppo Maltauro, quelle delle tangenti multiple e oggi incensato sulla stampa locale col suo nuovo, anonimo, brand ICM, che sta per Industrie Costruzioni Maltauro.

Ma dopo essere stato rimandato e poi bocciato dai giudici del tribunale che è stato costruito nella stessa area proprio da Sviluppo Cotorossi in questi giorni la Gip Barbara Maria Trenti ha bocciato di nuovo il povero Cappelleri sul secondo caso importante a lui affidato, anzi "sul" caso della inchiesta su chi, Gianni Zonin & c., avrebbe portato al disastro la Banca Popolare di Vicenza bruciando almeno 6 miliardi di euro nominali di 118.000 soci.

Se la dr.ssa Trenti ha, infatti, approvato la richiesta di sequestro cautelare fatta da Cappelleri per 106 milioni (a carico oggi di... ignoti), l'ha poi di fatto resa inattuabile, a detta dello stesso procuratore capo, sia per i soli 20 giorni concessi per una operazione complessa, sia perché, e questo è il peggio di tutta la storia viste anche le reazioni di politici e politicanti locali in odore di "zoninità", ha dichiarato la "non competenza" di Vicenza a favore della Procura di Milano per un ramo dell'inchiesta, quella che aveva determinato la richiesta di sequestro e che riguarda il possibile reato di "ostacolo alla vigilanza" commesso nei confronti della Consob che ha sede, appunto, a Milano.

Da questa decisione è nato un putiferio velenoso che ha spinto Cappelleri a definire l'atto di Trenti "abnorme", ha umiliato il procuratore che ha fatto ricorso contro un passaggio del Gip che lo ha stoppato, dopo che da tempo era costretto a difendersi dalle accuse di lentezza e ora lo ha sfiduciato quando aveva intrapreso una strada decisa.

Noi "sensitivamente", anche se non in punta di diritto, in cui non siamo competenti, preferiamo Milano come sede indipendente di indagine (Veneto Banca e Vincenzo Consoli non hanno avuto Roma come sede di "inquisizione" gradita a Bankitalia, senza che in Veneto si levassero voci alla Variati a rivendicare l'autonomia giudiziaria?).

Ma con noi, dalle reazioni arrivateci, sono (gran) parte dell'opinione pubblica (esclusi i suddetti politici e politicanti che forse temono che a Milano vengano fuori eventuali loro connivenze, dirette o anche solo indirette, che a Vicenza farebbero fatica ad emergere) e la massima parte dello stuolo di legali che segue i danneggiati, per tanti motivi... sensitivi ma soprattutto tecnici.

A Milano la competenza del team del procuratore Francesco Greco per questo tipo di reati è consolidata ed elevata, mentre lo stesso Cappelleri ha sempre lamentato le inadeguate risorse umane e tecniche di Vicenza.

E, soprattutto, a Milano, dove è in chiusura anche l'indagine che coinvolge per il caso MPS Alessandro Profumo e l'attuale amministratore delegato vicentino Fabrizio Viola, Gip e magistrati sono meno avvezzi a tutelare i banchieri, come invece è già successo a Vicenza, e più attenti ai danneggiati.

Ecco perché, al di là dei pur sostanziali tecnicismi, in molti, caro sindaco pluripotenziario Achille Variati e carissimo governatore Luca Zaia, non siamo per l'autonomia vicentina e veneta in questo giudizio.

Che, se ben condotto, potrebbe far giustizia della Vicenza e del Veneto peggiori.

In quanto a Cappelleri, che pure ha un senso di rapporti con la stampa che non ci piace, oggi non vorremmo essere nei suoi panni di procuratore sfiduciato per... incompetenza.

Ma, se fossimo in lui e se potessimo influire sull'avvocato Alessandra Moretti e sul suo collega nel CSM, Pierantonio Zanettin, non lavoreremmo come Variati perché il processo si faccia in... casa, ma perché il ministro Andrea Orlando con le autorità preposte disponga un'ispezione al Tribunale di Vicenza, disastrato logisticamente ma anche al centro di un terremoto senza precedenti.


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