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All'assemblea Anci l'incontro promosso dal sindaco Achille Variati tra il ministro Giuliano Poletti e una delegazione di lavoratori della Lovato Gas

Di Comunicati Stampa Giovedi 12 Ottobre alle 16:10 | 0 commenti

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Pubblicato alle 17.48, aggiornato alle 16.10. "Quando gliel'ho chiesto, ha subito accettato di incontrare i lavoratori della Lovato Gas, dimostrando grande interesse per la situazione che ha promesso di approfondire una volta tornato a Roma". Questo il commento del sindaco di Vicenza Achille Variati all'incontro da lui promosso, anche su mandato del consiglio comunale, tra il ministro del lavoro e delle politiche sociali Giuliano Poletti e una delegazione di lavoratori della Lovato Gas.

Il ministro Poletti non ha esitato ad incontrare i lavoratori prima di prendere posto all'assemblea Anci in Fiera a Vicenza, ascoltandoli con grande attenzione.

Oltre al sindaco Achille Variati, hanno preso parte all'incontro il prefetto Umberto Guidato e il consigliere comunale Tommaso Ruggeri.

La delegazione sindacale della Lovato GAS di Vicenza era composta dalle due RSU (Simona Parisi e

Giuseppina Lunghi), dal segretario generale della Cgil di Vicenza Giampaolo Zanni e dal segretario FIOM Morgan Prebianca

Nell'incontro il segretario generale della Cgil ha illustrato la situazione della Lovato GAS e dopo avergli comunicato la sofferenza delle lavoratrici e dei lavoratori ed anche la preoccupazione di tutto il territorio, ha chiesto l'intervento del Ministro per impedire la delocalizzazione degli impianti e la conseguente perdita di posti di lavoro.

Il segretario della Fiom ha spiegato lo stato della trattativa con l'azienda che ha aperto la procedura di mobilità per quasi tutti i dipendenti e ha sottolineato come sia inaccettabile che si chiuda un'azienda sana e produttiva per ragioni di carattere finanziario del gruppo.

Le RSU hanno consegnato una lettera al Ministro e chiedendo a nome di tutti i dipendenti (110 che da un mese presidiano lo stabilimento 24 ore al giorno) che incontri la proprietà e il management dell'azienda per per fare in modo che ritorni sui propri passi e faccia vivere un'azienda che da 60 anni produce e garantisce occupazione e reddito.

La delegazione sindacale ha ringraziato il Ministro per aver voluto incontrare i rappresentanti dei lavoratori ed ha ringraziato il Sindaco e il Prefetto per il loro fattivo interessamento.

Infine la delegazione sindacale ha dichiarato che il presidio e la lotta dei lavoratori e lavoratrici della Lovato Gas continueranno fino a quando non arriveranno notizie positive circa il futuro dell'azienda vicentina.


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"La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme...".

Purtroppo, come molte altre volte succede in questo Bel Paese mal gestito, avviene il contrario.
La vicenda delle banche venete è purtroppo nota e non stanno nemmeno più in piedi gli alibi che vogliono colpevolizzare i soci ("se la sono cercata loro perché sapevano che era rischioso ... volevano fare gli squali e adesso piangono miseria ...") perché è stato dimostrato che non è così; il prezzo delle azioni è stato taroccato ed è una truffa bella e buona che le banche hanno fatto ai loro sottoscrittori.
Raggirati da funzionari bancari senza coscienza pilotati a loro volta dai direttori senza scrupoli, che sapevano benissimo di vendere azioni fuffa ... ma l'importante è vendere e far carriera (no?).
E via col valzer delle scuse del tipo "siamo una banca solida ... non abbiamo problemi etc".
Mentre si tentava di coprire la voragine bancaria con un fazzolettino di carta, Consob e Banca d'Italia si giravano dall'altra parte per non vedere.
Il finale vede trionfare le banche che hanno fatto lo "sforzo" di avere solo la parte sana.
Come se non bastasse, i funzionari "lupi" delle due banche si sono travestiti da "agnelloni" di Intesa San Paolo, e probabilmente continueranno a perdere il pelo ma non il vizio.
Tutto apposto dunque. No?
Direi che alla luce di questo non faccio fatica a credere alla lettrice quando dice "credere nella Giustizia è diventato molto, molto difficile, quasi impossibile". E' e rimane impossibile, cara Flavia.
Molto probabilmente in un altro Paese più civile la cosa avrebbe preso una piega diversa, a favore dei risparmiatori (penso ad es. alle class action, che da noi sono solo di facciata).

Credo purtroppo, cara Flavia, che la lettera inviata ai politici cada nel nulla.
Per il semplice motivo che se qualcuno avesse voluto davvero fare qualcosa PRIMA, l'avrebbe fatto.
Ora è troppo tardi. Ed è persino patetico che i politici si proclamino adesso paladini dei risparmiatori, a babbo morto.

Mi spiace infonderle amarezza Flavia, ma mi dica forse se non ne ho motivo.

Con augurio di poter essere smentito.

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