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Alfano: "Non è questione settentrionale, ma specificatamente veneta"

Di Federica Raccanelli Martedi 29 Aprile 2014 alle 20:08 | 0 commenti

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Ieri pomeriggio il ministro dell'interno Angelino Alfano, a Grumolo delle Abbadesse, spende parole incisive per il territorio veneto. Il ministro crede fermamente in un Veneto che ha saputo mantenere la bellezza del suo territorio, con il suodore della fronte. In occasione della presentazione della lista europea Ncd-Udc del NordEst spinge l'accelleratore sul valore della serietà azzardando un paragone tra loro e Berlusconi  "il presidente da sempre accusa gli altri per le cose che non si riescono a fare".

Angelino Alfano elogia il Veneto per quanta strada ha fatto dall'unità d'Italia ad oggi, quanto benessere siano stati in grado di mantenere, parla di "talento, sudore e perseveranza". Da qui incalza con ciò che poi si dimostrerà il punto di maggior forza del suo discorso, la "questione veneta". Il ministro pone l'accento di come il Veneto senta lo stato ostile, sul disagio in cui versa e di come è grave la responsabilità dello Stato se non interviene nella situazione. La "questione veneta" secondo Alfano ha la sua importanza considerata la posizione territoriale, tra due regioni a statuto speciale. Giustifica come causa della burocrazia la tendenza delle imprese ad trasferire le loro attività all'estero. Altro punto che tocca Alfano è l'accattonaggio, la povertà, dice non deve essere nascosta ma "il mendicante non deve diventare un manovale della criminalità organizzata". Il ministro propone di guardare il mendicante non dimenticando mai che alle sue spalle può esserci non la povertà ma un'organizzazione criminale, dice anche che siamo un popolo accogliente ma che non possiamo accogliere tutti gli immigrati che pensano di attraversare il Medditerraneo ed approdare nel nostro Paese. La Comunità Internazionale, come ha fatto cadere il regime in Libia, ora si occupi di proteggere il Medditterraneo dai frutti dell'instabilità della stessa. "Diamo l'asilo solo a quelli che se lo meritano, gli altri ritornino a casa!" afferma il ministro. 

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