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Acquisti natalizi, Ernesto Boschiero (Confcommercio Vicenza): "la crisi si fa ancora sentire"

Di Comunicati Stampa Giovedi 21 Dicembre 2017 alle 15:29 | 1 commenti

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I ristoranti sorridono già, i negozi sperano nel rush finale. Si potrebbe riassumere così, fino ad oggi, l'andamento commerciale delle festività natalizie 2017, secondo le informazioni raccolte dalla Confcommercio di Vicenza. "L'enogastronomia resta protagonista, confermando il trend degli ultimi anni - afferma Ernesto Boschiero, direttore della Confcommercio di Vicenza -. I ristoratori mettono in evidenza il buon andamento delle prenotazioni, con tanti locali che hanno già il tutto esaurito per il  classico pranzo di Natale, ma molto bene sono andate anche le cene pre natalizie tra familiari e colleghi di lavoro."

"L'interesse per il cibo - prosegue il direttore - è confermato pure dai buoni risultati dei negozi di alimentari, con incassi che in questi ultimi giorni sono in lieve crescita rispetto al 2016, ma con acquisti partiti un po' in ritardo; dunque si vedrà se alla fine il risultato sarà effettivamente di piena soddisfazione."

A Natale non si rinuncia, ovviamente, ai giocattoli (anche se qui gli operatori segnalano un lieve calo dello scontrino medio), così come i libri rimangono doni gettonati con vendite in linea rispetto al 2016, ma con la speranza, anche, di chiudere meglio. "Le somme i commercianti sono abituati a tirarle alla fine - commenta il direttore Boschiero -, perché la tendenza è sempre più quella del regalo dell'ultimo minuto e il libro, ad esempio, è uno di quegli articoli che rispondono appieno a questa esigenza, anche se c'è pure l'appassionato che sceglie accuratamente e per tempo i titoli." 

Pur con i dovuti distinguo, per le diverse politiche commerciali dei singoli negozi, "andamento lento" anche nelle vendite di altri articoli, che rimangono comunque sostanzialmente stabili rispetto al periodo natalizio dello scorso anno. Per abbigliamento, calzature, articoli di pelletteria, profumerie e in generale per le varie merceologie che vanno per la maggiore in questo periodo, l'auspicio è che l'ultimo weekend porti "sotto l'albero" un'accelerazione degli acquisti, anche se il direttore di  Confcommercio Vicenza non nasconde che "la disponibilità di spesa deve fare i conti con la tendenza al risparmio". "Il consumatore medio - è l'analisi di Ernesto Boschiero - non sente ancora la ripresa e perciò una quota di tredicesima, oltre ad essere stata usata per pagare altre spese, viene messa da parte per il futuro. Dunque in settori dove si sono sempre concentrate le vendite natalizie, siamo certamente distanti dai tempi d'oro e più in linea con quelli degli ultimi anni caratterizzati da una certa attenzione alla spesa. Secondo il nostro ufficio studi nazionale, sono 166 gli euro pro capite usati per i doni di Natale, il che conferma le indicazioni che ci arrivano dai nostri associati."

E se nel Capoluogo l'arrivo di turisti per la mostra su Van Gogh ha certamente aiutato, in particolare i pubblici esercizi, irrompe in questo Natale 2017 la crescita degli acquisti online. "I dati diffusi  recentemente dalla Confederazione rilevano che anche se il consumatore si rivolge prevalentemente alla rete distributiva tradizionale, comunque un 47% effettua anche alcuni acquisti su Intenet, contro il 28% di 5 anni fa; e il Vicentino non fa certamente eccezione in questo - conclude Ernesto Boschiero -. Chiaro che bisogna tenerne conto nelle politiche dei negozi tradizionali, che non possono ignorare la necessità di essere più digitali e di rispondere all'esigenza del consumatore di consultare anche la rete
prima di fare un acquisto."

 

Leggi tutti gli articoli su: Ernesto Boschiero, Confcommercio di Vicenza

Commenti

Inviato Venerdi 22 Dicembre 2017 alle 07:50

Purtroppo molti si possono permettere solo una passeggiata in centro, fra le vetrine del Corso Palladio, le luci di Piazza dei Signori, i prati di Campo Marzo. E non abbiamo ancora capito che per uscirne dobbiamo investire nel futuro e non arroccarci nei privilegi del passato.
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A CAMMILLO CAVOUR


nel 1867.

___


O nell’ora del nembo e del periglio
Sempre invocato, che più grande appari
Quanto più gonfi il trepido naviglio
4Battono i mari;

Chiuse son l’Alpi allo stranier: clemente
Rise una volta a’ popoli fortuna:
Tutte al suo desco le città redente
8Italia aduna.

Più non cercar. Delle battaglie il nome
Oh non chiedere a’ tuoi: sovra qual onda,
Sovra qual campo; e se le nostre chiome
12Lauro circonda.

A’ vincenti terribile il vessillo
Parve d’Italia: i giovani guerrieri
Volâr sull’ erta, ma con noi, Cammillo,
16Tu più non eri.

[p. 180 modifica]

Invan crebber le file: invan da’ porti
Più possente navil sciolse il nocchiero;
Non valser tante prue, tante coorti
20Il tuo pensiero.

In picciol nido l’aure interrogando,
Con poco stame a lunga tela assiso,
E l’ovra della mente ardua velando
24Di facil riso,

Gli occhi alzasti; e di fanti e di cavalli
Alla muta parola obbedïenti
Dal Cenisio sull’itale convalli
28Sceser torrenti.

E pria sul lido del remoto Eusino
Fra le pugne agitata e fra le nevi
La morta face del valor latino
32Raccesa avevi.

A’ cupi genî del Tirren custodi
Serti offrivi non visto, e taciturna
La partenza pregavi e fida ai prodi
36L’aura notturna,

Quando dell’Etna alla fremente riva
I Mille veleggiavano; portavi,
Celando sotto il mar la man furtiva,
40Le balde navi.
[p. 181 modifica]


Sparver gli avversi troni; e del tuo spiro
Che percorrea de’ novi abissi il seno,
La possa irresistibile sentiro
44Adria e Tirreno.

Itali fummo. Ed esultavi allato
Del Re più degno in Campidoglio atteso,
Quando cadevi, e dell’Italia il fato
48Parve sospeso.

Ansio cadevi dell’Olimpo al piede,
Indomato Titano. Orfana ancora
Sull’orma tua, cui pari altra non vede,
52Italia plora.

Ode di pugne inauspicate il foro
Risonar tempestoso; ed ella intanto
A’ suoi mali non trova altro ristoro
56Che sdegno e pianto.

Dell’indugio si sdegna e de’ consigli
Con gioco assiduo sul fiorir recisi;
D’altre barriere, che di monti, i figli
60Piange divisi.

O nata a non perir, stirpe fatale!
O risorgente dalle tue ruine
Popolo, che ricigni or l’immortale
64Infula al crine;
[p. 182 modifica]


De’ secoli più grande e de’ tuoi guai,
Se come in altro dì non ti è concesso
Reggere il mondo, mostra almen che sai
68Regger te stesso.
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