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Zaltron: "Tubature vecchie e bolletta salata": Acque Vicentine sotto accusa risponde

Di Pietro Zanella Martedi 14 Febbraio alle 10:42 | 0 commenti

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"I soldi per fare i lavori in questi anni sono stati accantonati, i cittadini di Vicenza hanno pagato bollette "salate" che Acque Vicentine ha inviato e, a chi non è riuscito a pagare, anche per morosità incolpevole, sono stati sigillati i contatori." Ha denunciato in Consiglio comunale Liliana Zaltron, rappresentate del Movimento 5 Stelle, dopo l'ennesimo scoppio di una tubatura in via dei Laghi. L'incidente è avvenuto nella notte tra il 19 e il 20 gennaio, quando un tubo in ghisa di 20 cm era saltato. I lavori di riparazione hanno portato alla chiusura del traffico per tutta la mattina seguente. Un "incidente" che secondo l'azienda fornitrice del servizio era dovuto "all'usura del condotto" posato negli anni '60.

Non una novità, effettivamente, il sistema di condotti dell'acqua spesso sente il peso del tempo. "Sempre questa fantomatica usura - ha puntualizzato Zaltron -, sempre la stessa risposta tutte le volte. Poi leggiamo che lo scorso anno Acque Vicentine ha effettuato 4.000 controlli, 1.700 interventi sulla rete, 23 chilometri di nuovi tubi e ha speso 14 milioni di euro per realizzare opere. E quindi? Come è possibile, con l'acqua più costosa della regione, che questi fenomeni continuino a verificarsi?
A settimane di distanza, è arrivata la risposta della società idrica: "Credo che non sia difficile capire come mai una rete così datata possa presentare dei problemi puntuali - sottolinea il presidente di acque Vicentine, Angelo Guzzo -. Passo dopo passo, noi stiamo intervenendo con lavori di sostituzione e manutenzione sui tratti più vecchi e usurati ma si tratta di un processo lungo e complesso. Oltre che costoso. Considerando che per la sostituzione delle reti di acquedotto servono in media 250 €/m, solo per intervenire su un quinto della rete servirebbero circa 25 milioni di euro. Cifra che raddoppia per gli interventi sulla fognatura".
"Proprio perché sappiamo l'importanza di questi interventi destiniamo agli investimenti e alle manutenzioni il 63% di quanto i cittadini pagano con la bolletta: sull'intero territorio di competenza questo si traduce, per quanto riguarda la manutenzione, in 1700 interventi e 23 km di nuovi tubi posati ogni anno - conclude Guzzo -. È solo tenendo alta la capacità di investire in opere e interventi che possiamo garantire la qualità del servizio che i cittadini chiedono e continuare l'impegno per rendere il sistema sempre più efficiente e sicuro"


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"La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme...".

Purtroppo, come molte altre volte succede in questo Bel Paese mal gestito, avviene il contrario.
La vicenda delle banche venete è purtroppo nota e non stanno nemmeno più in piedi gli alibi che vogliono colpevolizzare i soci ("se la sono cercata loro perché sapevano che era rischioso ... volevano fare gli squali e adesso piangono miseria ...") perché è stato dimostrato che non è così; il prezzo delle azioni è stato taroccato ed è una truffa bella e buona che le banche hanno fatto ai loro sottoscrittori.
Raggirati da funzionari bancari senza coscienza pilotati a loro volta dai direttori senza scrupoli, che sapevano benissimo di vendere azioni fuffa ... ma l'importante è vendere e far carriera (no?).
E via col valzer delle scuse del tipo "siamo una banca solida ... non abbiamo problemi etc".
Mentre si tentava di coprire la voragine bancaria con un fazzolettino di carta, Consob e Banca d'Italia si giravano dall'altra parte per non vedere.
Il finale vede trionfare le banche che hanno fatto lo "sforzo" di avere solo la parte sana.
Come se non bastasse, i funzionari "lupi" delle due banche si sono travestiti da "agnelloni" di Intesa San Paolo, e probabilmente continueranno a perdere il pelo ma non il vizio.
Tutto apposto dunque. No?
Direi che alla luce di questo non faccio fatica a credere alla lettrice quando dice "credere nella Giustizia è diventato molto, molto difficile, quasi impossibile". E' e rimane impossibile, cara Flavia.
Molto probabilmente in un altro Paese più civile la cosa avrebbe preso una piega diversa, a favore dei risparmiatori (penso ad es. alle class action, che da noi sono solo di facciata).

Credo purtroppo, cara Flavia, che la lettera inviata ai politici cada nel nulla.
Per il semplice motivo che se qualcuno avesse voluto davvero fare qualcosa PRIMA, l'avrebbe fatto.
Ora è troppo tardi. Ed è persino patetico che i politici si proclamino adesso paladini dei risparmiatori, a babbo morto.

Mi spiace infonderle amarezza Flavia, ma mi dica forse se non ne ho motivo.

Con augurio di poter essere smentito.

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