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Acque Vicentine, Liliana Zaltron (M5S): "merita un approfondimento il contratto di locazione della sede in viale dell'Industria a Vicenza"

Di Note ufficiali Giovedi 12 Ottobre alle 09:57 | 0 commenti

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Liliana Zaltron, consigliere comunale a Vicenza del Movimento 5 Stelle, ci ha fatto pervenire questo comunicato che pubblichiamo: "A seguito della commissione consiliare "Controllo e Garanzia", nella quale si è discussa la fusione di Acque Vicentine con Alto Vicentino Servizi, siamo venuti a conoscenza che Acque Vicentine paga, per la sede in viale dell'Industria, un affitto di circa 300.000 euro annui. Riteniamo necessario approfondire la questione."

Per questo motivo - continua Zaltron - abbiamo inoltrato la seguente richiesta di accesso agli atti.

Premesso che:

- Acque Vicentine, nel corso del 2011 ha spostato la propria sede da contrà San Biagio a viale dell'Industria in un immobile, come apprendiamo dalle risposte alle nostre domande, di proprietà di Servizi per Vicenza Srl con sede a Bolzano Vicentino;

- che la ricerca della nuova sede è stata autorizzata dall'assemblea di coordinamento nel dicembre 2008;

che nel marzo 2009 è stato pubblicato l'avviso di ricerca immobile per la nuova sede;

- che il consiglio di amministrazione nell'ottobre 2009 ha analizzato le proposte pervenute;

- che il consiglio di amministrazione nel dicembre 2009 ha deliberato il contratto di locazione;

- che i costi di ristrutturazione sono stati pari a € 2.700.000,00;
- che non è previsto rientro dei costi sostenuti per il recesso anticipato;

 la sottoscritta Liliana Zaltron, in qualità di Consigliere Comunale, chiede di ottenere copia della seguente documentazione:

- il bando per l'avviso di ricerca immobile per la nuova sede;

- il verbale di aggiudicazione dal quale si possa evincere quante e quali ditte sono state invitate ed il risultato della gara;

- in alternativa l'elenco delle ditte invitate e di quelle che hanno risposto;

- il contratto di locazione con Servizi per Vicenza srl;

- il dettaglio dei costi di ristrutturazione distinto per voci di spesa, separando gli importi a carico della proprietà e quelli a carico di Acque Vicentine;

- la quantificazione dettagliata di cosa si potrà recuperare e trasferire, sia in termini di materiale che di importi, nell'eventualità sorga la necessità di reperire una nuova sede per la nuova società prevista dalla fusione con AVS;

- le planimetrie dell'immobile, sede attuale di Acque Vicentine, con distinte le varie zone per destinazione d'uso (uffici, magazzini, ricovero veicoli, ecc.)."

 


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"La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme...".

Purtroppo, come molte altre volte succede in questo Bel Paese mal gestito, avviene il contrario.
La vicenda delle banche venete è purtroppo nota e non stanno nemmeno più in piedi gli alibi che vogliono colpevolizzare i soci ("se la sono cercata loro perché sapevano che era rischioso ... volevano fare gli squali e adesso piangono miseria ...") perché è stato dimostrato che non è così; il prezzo delle azioni è stato taroccato ed è una truffa bella e buona che le banche hanno fatto ai loro sottoscrittori.
Raggirati da funzionari bancari senza coscienza pilotati a loro volta dai direttori senza scrupoli, che sapevano benissimo di vendere azioni fuffa ... ma l'importante è vendere e far carriera (no?).
E via col valzer delle scuse del tipo "siamo una banca solida ... non abbiamo problemi etc".
Mentre si tentava di coprire la voragine bancaria con un fazzolettino di carta, Consob e Banca d'Italia si giravano dall'altra parte per non vedere.
Il finale vede trionfare le banche che hanno fatto lo "sforzo" di avere solo la parte sana.
Come se non bastasse, i funzionari "lupi" delle due banche si sono travestiti da "agnelloni" di Intesa San Paolo, e probabilmente continueranno a perdere il pelo ma non il vizio.
Tutto apposto dunque. No?
Direi che alla luce di questo non faccio fatica a credere alla lettrice quando dice "credere nella Giustizia è diventato molto, molto difficile, quasi impossibile". E' e rimane impossibile, cara Flavia.
Molto probabilmente in un altro Paese più civile la cosa avrebbe preso una piega diversa, a favore dei risparmiatori (penso ad es. alle class action, che da noi sono solo di facciata).

Credo purtroppo, cara Flavia, che la lettera inviata ai politici cada nel nulla.
Per il semplice motivo che se qualcuno avesse voluto davvero fare qualcosa PRIMA, l'avrebbe fatto.
Ora è troppo tardi. Ed è persino patetico che i politici si proclamino adesso paladini dei risparmiatori, a babbo morto.

Mi spiace infonderle amarezza Flavia, ma mi dica forse se non ne ho motivo.

Con augurio di poter essere smentito.

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