Quotidiano | Categorie: Economia&Aziende

Achille Variati mantiene la bocca cucita su Borgo Berga e Popolare di Vicenza

Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile) Lunedi 20 Marzo alle 09:18 | 0 commenti

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Se la bugia berica impera, i silenzi di Achille Variati, sempre muto come un pesce, su fatti scomodi sono da Guinness dei primati e peggiori delle bugie, con le quali ci si deve confrontare prima o poi, mentre i silenzi sono sempre interpretabili. Il 4 febbraio, quando le sue bugie furono esposte da Luigi Ugone al pubblico ludibrio dei vicentini che affollavano le tribune del palasport di Via dei Cavalieri di Vittorio Veneto in occasione dell'assemblea di Noi che credevamo nella BPVi, Variati, a labbra strette dalla rabbia di fronte all'evidenze delle accuse nei suoi confronti che gli ricordavo scritte in "Vicenza. La città sbancata", ci ribadì che lui a fatica in passato ci rispondeva e che ora tornava all'amore assoluto per la bocca... cucita. Ma non rispondere non elimina le domande anzi alimenta i dubbi più cupi sulle risposte, che, se non date, non possono che essere negative per il muto di turno.

Ebbene ecco le ultime domande senza risposte, più volte, invano, richieste, e, quindi, "portatrici sane" di accuse al "quattropoltrone" (occupate in città, provincia, province italiane e Cassa Depositi e Prestiti) Achille Variati, che, dopo averci fatto ripetere dal suo Ufficio stampa il numero di azioni della ex Popolare vicentina in mano al Comune di Vicenza non ha preso posizione sulle altre due domande fatte a tutela dei cittadini e dopo l'appello del giudice Gerace a occuparsi dell'obbrobrio di Borgo Berga, per il quale è indagato anche un altro emulo del sindaco, il muto dg Antonio Bortoli, si è morso la lingua pur di non azzannare l'ecomostro made in Maltauro.

 

Le domande sulla BPVi e sulla "solidarietà" con i soci vicentini traditi

"Egregio sindaco, risulta che il Comune di Vicenza sia titolare di quote della Banca Popolare di Vicenza sottoscritte o acquistate nel tempo (ci è stato riferito il dato a bilancio di 2.256 azioni in carico a 10,55755319 euro ad azione, pari al costo medio di acquisto, e in carico da prima delle due ultime amministrazioni Variati).

1 - Chiediamo, quindi, di sapere se Lei e la Giunta vi siete attivati legalmente o direttamente con la BPVi per tutelare un bene comune, la cui disponibilità sarebbe comunque utile a un bilancio che soffre soprattutto, e non certo per insensibilità dell'amministrazione, nel settore del sociale. Se l'amministrazione si è attivata vorremmo sapere in che modo come pure vorremmo sapere i passi in essere o futuri dell'assessore al sociale, Isabella Sala.

2 - Chiediamo, infine, nel caso ciò non fosse ancora avvenuto, se l'amministrazione intenda costituirsi parte civile o associarsi nel modo consentito dalla legge ad eventuali azioni legali nel confronti della banca per la precedente gestione e ciò non solo pr tutelare una patrocino economico del Comune ma, soprattutto, per testimoniare la vicinanza reale al dramma vissuto dai cittadini".

 

La domanda su Borgo Berga e sul mostro anti Unesco

"Egr. sindaco Achille Variati, facendo riferimento all'articolo del GdV di mercoledì 1° marzo, il giudice Gerace scrive nella sua sentenza: "... È quindi «auspicabile l'adozione da parte del Comune di un piano di recupero, e... alla correzione delle irregolarità... apparendo maggiormente proficuo per convenienza e decoro... incoraggiare il completamento degli edifici» anche ai fini dell'estetica dell'area Chiediamo di conseguenza di sapere come si intenda ottemperare alle indicazioni del magistrato".


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"La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme...".

Purtroppo, come molte altre volte succede in questo Bel Paese mal gestito, avviene il contrario.
La vicenda delle banche venete è purtroppo nota e non stanno nemmeno più in piedi gli alibi che vogliono colpevolizzare i soci ("se la sono cercata loro perché sapevano che era rischioso ... volevano fare gli squali e adesso piangono miseria ...") perché è stato dimostrato che non è così; il prezzo delle azioni è stato taroccato ed è una truffa bella e buona che le banche hanno fatto ai loro sottoscrittori.
Raggirati da funzionari bancari senza coscienza pilotati a loro volta dai direttori senza scrupoli, che sapevano benissimo di vendere azioni fuffa ... ma l'importante è vendere e far carriera (no?).
E via col valzer delle scuse del tipo "siamo una banca solida ... non abbiamo problemi etc".
Mentre si tentava di coprire la voragine bancaria con un fazzolettino di carta, Consob e Banca d'Italia si giravano dall'altra parte per non vedere.
Il finale vede trionfare le banche che hanno fatto lo "sforzo" di avere solo la parte sana.
Come se non bastasse, i funzionari "lupi" delle due banche si sono travestiti da "agnelloni" di Intesa San Paolo, e probabilmente continueranno a perdere il pelo ma non il vizio.
Tutto apposto dunque. No?
Direi che alla luce di questo non faccio fatica a credere alla lettrice quando dice "credere nella Giustizia è diventato molto, molto difficile, quasi impossibile". E' e rimane impossibile, cara Flavia.
Molto probabilmente in un altro Paese più civile la cosa avrebbe preso una piega diversa, a favore dei risparmiatori (penso ad es. alle class action, che da noi sono solo di facciata).

Credo purtroppo, cara Flavia, che la lettera inviata ai politici cada nel nulla.
Per il semplice motivo che se qualcuno avesse voluto davvero fare qualcosa PRIMA, l'avrebbe fatto.
Ora è troppo tardi. Ed è persino patetico che i politici si proclamino adesso paladini dei risparmiatori, a babbo morto.

Mi spiace infonderle amarezza Flavia, ma mi dica forse se non ne ho motivo.

Con augurio di poter essere smentito.

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