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Accoglienza profughi, Prima Noi: "Recoaro non è Abano Terme, l'adesione alla rete Sprar è un compromesso al ribasso"

Di Redazione VicenzaPiù Giovedi 18 Maggio alle 11:25 | 0 commenti

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"Quello che temevamo sta puntualmente accadendo. Tante iniziative di protesta per poi aprire all'accoglienza diffusa che nella sostanza va a sancire un matrimonio forzato tra Comune e Prefettura" - commentano così i rappresentanti del comitato spontaneo di cittadini PrimaNoi le parole del sindaco di Recoaro terme che nei giorni scorsi ha ufficializzato l'adesione del suo Comune alla rete Sprar, chiedendo ai suoi concittadini di offrire la disponibilità per accogliere in appartamenti una ventina di richiedenti asilo.

 

Per il comitato PrimaNoi è un compromesso che risulta comprensibile visto che i recoaresi stanno provando a rilanciare attraverso un azionariato diffuso il compendio termale di proprietà della Regione Veneto: "Molti recoaresi ci credono e giustamente stanno mettendo in campo tutte le loro risorse per un progetto che si pone l'obiettivo di rilanciare l'antica vocazione turistica del paese, operazione che mal si concilierebbe con un centro di accoglienza per 50 falsi profughi in pieno centro storico. Ciò che riteniamo grave e irricevibile è che la Prefettura lasci ai recoaresi la scelta di decidere con quale corda impiccarsi, perché aderire alla rete Sprar e all'accoglienza diffusa non è la soluzione ma una pia illusione che non fa altro che spostare il problema nel tempo" -spiegano dal comitato.

Per il comitato che si è costituito in varie realtà del vicentino e che a breve avrà un nucleo anche in valle dell'Agno, esiste un'assenza politica in tutta questa diatriba: "Il compendio termale è della Regione Veneto, riteniamo quindi che da Venezia qualcosa di più avrebbero potuto fare, invece ad oggi non ci risulta che una sola voce si sia alzata per provare a difendere le istanze dei recoaresi, costretti, obtorto collo, a negoziare da soli un patto al ribasso con i funzionari governativi, mentre realtà come Abano terme, in presidio permanente da 8 mesi, ha visto svariate volte la presenza di autorevoli rappresentanti politici regionali che si sono stretti agli aponensi in una battaglia campale per impedire che nella loro città arrivi anche un solo sedicente profugo" -hanno concluso gli esponenti di PrimaNoi.

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"La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme...".

Purtroppo, come molte altre volte succede in questo Bel Paese mal gestito, avviene il contrario.
La vicenda delle banche venete è purtroppo nota e non stanno nemmeno più in piedi gli alibi che vogliono colpevolizzare i soci ("se la sono cercata loro perché sapevano che era rischioso ... volevano fare gli squali e adesso piangono miseria ...") perché è stato dimostrato che non è così; il prezzo delle azioni è stato taroccato ed è una truffa bella e buona che le banche hanno fatto ai loro sottoscrittori.
Raggirati da funzionari bancari senza coscienza pilotati a loro volta dai direttori senza scrupoli, che sapevano benissimo di vendere azioni fuffa ... ma l'importante è vendere e far carriera (no?).
E via col valzer delle scuse del tipo "siamo una banca solida ... non abbiamo problemi etc".
Mentre si tentava di coprire la voragine bancaria con un fazzolettino di carta, Consob e Banca d'Italia si giravano dall'altra parte per non vedere.
Il finale vede trionfare le banche che hanno fatto lo "sforzo" di avere solo la parte sana.
Come se non bastasse, i funzionari "lupi" delle due banche si sono travestiti da "agnelloni" di Intesa San Paolo, e probabilmente continueranno a perdere il pelo ma non il vizio.
Tutto apposto dunque. No?
Direi che alla luce di questo non faccio fatica a credere alla lettrice quando dice "credere nella Giustizia è diventato molto, molto difficile, quasi impossibile". E' e rimane impossibile, cara Flavia.
Molto probabilmente in un altro Paese più civile la cosa avrebbe preso una piega diversa, a favore dei risparmiatori (penso ad es. alle class action, che da noi sono solo di facciata).

Credo purtroppo, cara Flavia, che la lettera inviata ai politici cada nel nulla.
Per il semplice motivo che se qualcuno avesse voluto davvero fare qualcosa PRIMA, l'avrebbe fatto.
Ora è troppo tardi. Ed è persino patetico che i politici si proclamino adesso paladini dei risparmiatori, a babbo morto.

Mi spiace infonderle amarezza Flavia, ma mi dica forse se non ne ho motivo.

Con augurio di poter essere smentito.

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