Inchieste | Quotidiano | Categorie: Fatti

A4 vende Serenissima Costruzioni alla Lci srl, ma a pagare sono 650 lavoratori... albanesi: export di malaffari da Verona via Puglia?

Di Piero Zanin Sabato 22 Aprile 2017 alle 11:11 | 0 commenti

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Poco più di mille km separano Tirana da Verona. Abbastanza perché l'eco di una notizia partita da laggiù arrivi spento in terra veneta. Le proteste di centinaia di lavoratori albanesi che attendono di essere pagati dopo aver svolto il loro lavoro per conto di un gigante del settore infrastrutture nostrano, qui da noi non riempiono le pagine dei giornali nazionali né creano scandalo, eppure ci sono e, tanto per cambiare, non trovano alcuna risposta dalle autorità italiane. La storia è quella dei contratti dei By-Pass autostradale di Fier e di Valona, opere volute dal governo albanese per rafforzare il sistema autostradale nel 2013 grazie a dei finanziamenti BERS.

Ad aggiudicarsi gli appalti, con un'offerta al ribasso rispetto alla base d'asta, è stata l'italiana Serenissima Costruzioni s.p.a., costola di A4 Holding, società che gestisce l'omonimo tratto autostradale e che è anche proprietaria della società Brescia-Padova Spa guidata dal sindaco di Verona Flavio Tosi.
Da più di 5 mesi le ditte subappaltatrici attendono di essere pagate, ma, grazie anche ad un complicato guazzabuglio di passaggi di proprietà e affari finanziari, le loro istanze restano lettera morta.
"Le ditte coinvolte tra Albania e Italia sono circa 20 - racconta l'avvocato Alessandro Paolini, che sta seguendo la vicenda in Italia - e approssimativamente sono 650 i lavoratori che attendono di avere rassicurazioni sui pagamenti."
Per capire cosa è successo occorre riportare l'attenzione in patria.

Serenissima Costruzioni è stata venduta ad una società pugliese, fornitrice a sua volta di Serenissima, la Lci Srl su ordine,  forse, del gigante spagnolo Abertis che ha preso il controllo di A4 Holding. Come si legge in un esposto alla Procura di Tirana l'operazione non è chiara, poiché la società acquirente pugliese non sembra avere la forza di mantenere gli impegni presi con le ditte incaricate dei lavori. Inoltre, sebbene la vendita sia stata confermata dal gruppo spagnolo ad un giornale locale, dell'atto di vendita a Verona non vi è traccia. Aziende e maestranze, comunque, non sono state a guardare: "Alle autorità italiane chiediamo che facciano piena luce sull'intera vicenda - spiega l'avvocato Paolini - ed in particolare sulla cessione delle quote di Serenissima Spa (da parte della A4 Holding) ad una piccola società che all'atto pratico si è mostrata finanziariamente non in grado di onorare gli impegni."

Nel complicato sistema di scatole cinesi e di accuse e contro accuse sono poche le cose certe. Partiamo da quelle più evidenti: in Albania i lavori non sono ancora completi, anche se alcuni stralci sono stati ultimati, con sommo disappunto di chi, come gli operatori turistici, ha investito in quel territorio in forte sviluppo. Il passante autostradale, infatti, è uno degli snodi chiavi per rendere più semplice l'arrivo sulle spiagge dei turisti e dare un facile accesso al porto di Valona. Lavoratori e aziende non hanno ancora ricevuto risposta dalle autorità italiane, poco sollecitate anche dai media che sembrano non volersi occupare della vicenda.

Questioni albanesi, si dirà, ma, a quanto appare dai possibili danneggiati, gli unici interlocutori che ne parlano, mentre gli altri sono muti, si tratta più che altro di malaffari di esportazione molto italiana.

Da Verona via Puglia...


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