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A4 Holding: breve storia triste di come il pubblico, la provincia a trazione Schneck, cede al privato e i cittadini pagano

Di Piero Zanin Giovedi 13 Luglio 2017 alle 09:36 | 0 commenti

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L'impresa privata batte la cosa pubblica 5 a 0. Verrebbe da dire questo analizzando la storia recente della partecipazione della Provincia di Vicenza ad A4 Holding la società che, tra le altre cose, controlla l'omonima autostrada. Chiariamo subito, giudicare un percorso lungo più di una decade con il senno di poi è troppo facile: serve un esercizio di indulgenza, di controllo del contesto. Quell "'intorno" che la fredda osservazione dei numeri, delle nude cifre, non può dare. Eppure il senso di sconfitta resta. L'Holding è controllata a distanza da privati, spagnoli per di più, che con le infrastrutture sanno o pensano di saper guadagnare. La Provincia di Vicenza, come il Comune altri enti pubblici del vasto territorio solcato dall'autostrada, hanno comprato, in particolare la prima, partecipazioni a tanto e le hanno rivendute a poco, ma soprattutto si sono trovate nella difficile situazione di dover vendere uno dei "gioielli della corona", perdendoci parecchi milioni. Soldi dei cittadini, mica loro.

Corsi e ricorsi storici 

La storia parte da lontano. Alle quote originarie suddivise tra gli enti che diedero il via libera alla costruzione dell'autostrada nel 1952, Vicenza, intesa sia come Comune che come Provincia, ha continuato ad aggiungere investimenti, aumentando la sua partecipazione nella Holding. La crisi economica e i  mutati equilibri politici-amministrativi hanno però portato le stesse azioni  ad essere vendute e/o svendute, con gli ultimi passaggi di proprietà avvenuti poco mesi fa fa dopo che due aste erano andate deserte.
Andiamo con ordine e soffermiamoci per il momento sul comportamento di contrà Gazzolle, per certi versi molto diverso da quello adottato dal Comune. E' il 2005 quando la partecipazione della Provincia di Vicenza nella società passa dal 5,25% del 1952 (corrispondente a 78.750 azioni) all'8,87%. Il valore nominale delle azioni schizza da 72,30 di euro per unità a 656,81. In quell'anno nasce Youtube, gli U2 pubblicano Al because of you e in Italia le radio vanno matte per Povia ( I bambini fanno Oh). In città contano i cognomi tedeschi: i cuori biancorossi battono al'impazzata per Stefan Schwoch, Enrico Hüllweck è primo cittadino e a palazzo Nievo comanda lo stesso Attilio Schneck che, curiosamente, dopo essere subentrato alla guida della Provincia a Manuela Dal Lago, nel 2008 ne prenderà il posto di presidente anche alla guida dell'Autostrada Brescia-Verona-Padova-Vicenza spa. Comprare quote di A4 Holding, comunque, sembra una mossa strategica, la società è in salute e continua a versare fior di quattrini nelle casse pubbliche. Si tratta comunque di una scelta di principio e per questo rischiosa perchè le azioni... ne sanno qualcosa i soci della BPVi: vendere anziché comprare avrebbe permesso un facile incasso. Una scelta che tragicamente si ripeterà.

Trascorrono gli anni, il centro destra perde la città che torna in mano al Pd, ma la Provincia continua ad "investire". Nel 2012 , Palazzo Nievo ancora guidato da Schneck, infatti, aderisce all'aumento di capitale sociale della Holding esercitando il diritto d'opzione per 24.997 nuove azioni al prezzo di 379,82 euro l'una, portando la partecipazione al 8.95%.  Schenck in questo caso appare come quel giocatore che per rifarsi di una perdita continua ad investire al tavolo. L'autostrada non è più quel giocattolo d'oro che fruttava soldi, le cose non vano bene come dimostra, per altro, il quasi dimezzato valore delle azioni ed infatti poco più di 12 mesi dopo cambia tutto.

La svolta 

Il 2013 è l'anno della svolta repentina. Le Province diventano il bersaglio principale di chi a livello nazionale vuole snellire la macchina statale. Servono soldi, serve fare cassa e così parte delle azioni comprate solo un anno prima finiscono in vendita. La Provincia liquida 20.000 azioni al prezzo di euro 515,05 l'una fissando la quota di partecipazione al 7,43%.
E' un passaggio da ricordare, anche per dare un segno alle polemiche politiche degli anni sucessivi. Detronizzato l'ex presidente della Provincia Attilio Schneck mantiene però la guida della società autostradale. Da quella posizione criticherà la decisione del suo successore, il già sindaco di Vicenza, Achille Variati che continua la vendita delle quote provinciali mentre, comunque piazza un suo uomo Costantino Toniolo ai suoi vertici dopo che l'esponente dell'NCD gli aveva dato una "spintarella" per scalare proprio Palazzo Nievo.
Battaglie e critiche politiche a parte, l'attuale primo cittadino in realtà seguiva una strada già segnata da circostanze che non dipendevano completamente da lui. Da Roma, infatti, si inverte la tendenza: lo Stato centrale con il decreto Salva Italia impone tra le altre cose la vendita di asset non strategici, proprio come le partecipazioni ad A4 Holding. Le Province devono vendere. La regole del mercato, però, sono spietate: comanda la domanda. Se sono in tanti a doversi liberare delle quote di partecipazione alla Holding, son molti meno quelli che desiderano comprare. Il prezzo di ogni quota cala drasticamente. Il gigante spagnolo Abertis inizia la sua scalata e rapidamente prende il controllo della società.

Un bilancio duro da digerire 

Arriviamo ai giorni nostri. Agli inizi dell'anno 2017 la Provincia indice due bandi di gara congiuntamente ad altri soci pubblici per la vendita dell'intero pacchetto azionario di 137.956 titoli ad un prezzo a base d'asta, della seconda procedura, pari ad euro 350,00 per azione. Entrambe vanno deserte e di conseguenza la Provincia aderisce all'offerta di Re.consult srl per la vendita di 100.000 azioni ad un prezzo di 300 euro ad azione .
La vendita complessiva di 30.000.000,00 di euro è articolata in due tranche di pari importo ciascuno degli anni 2017 e 2018. Al termine dell'attuale operazione di vendita la quota di partecipazione della Provincia nella società A4 Holding Spa sarà del 2,046% rappresentata da 37.956 azioni.
Conti alla mano la Provincia ha speso negli anni 45 milioni di euro in partecipazioni, continuando ad investire soldi che attraverso le diverse vendite non sono stati recuperati. Il conto non è completo, non basta infatti sommare i diversi aumenti di partecipazione per comprendere quanto l'autostrada sia costata ai cittadini e bisognerebbe anche conteggiare i mancati guadagni subiti non vendendo quando il guadagno ci sarebbe stato. Ad ogni aumento di capitale investito, infatti, c'era una possibilità diversa  che la Provincia non ha mai  preso in considerazione: vendere. Almeno sulla base di considerazioni finanziarie e non magari per difendere poltrone "autostradali" lo si poteva fare prima, meglio, quando sul mercato le azioni valevano molto e le aste non andavano deserte. Tra il 1995 e il 2015, A4 Holding ha riconosciuto 6.216.431,76 euro  di dividendi alla Provincia. Poca roba, rispetto alle entità degli investimenti compiuti dall'ente fino al 2012. Sembra allora chiaro, visti i nomi di chi negli anni del pubblico hanno guidato la holding, che investire in A4 non serviva a comprare una strada ma ad assicurarsi un comodo parcheggio. Tutto chiaro, peccato che a pagare fossero i cittadini. Allora, forse, benvenuto privato l'A4 è tutta tua.


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