Quotidiano | Categorie: Lavoro

A Natale un pensiero anche a chi muore sul e per il lavoro: 630 nel 2017 fino ad oggi, 1350 includendo chi muore andando al lavoro

Di Giorgio Langella Lunedi 25 Dicembre 2017 alle 10:46 | 0 commenti

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Scusate se anche in questo giorno di riposo (non per tutti) e di festa (non per tutti) ricordo che nel nostro paese si muore di lavoro e per il lavoro. Dall'inizio di quest'anno a oggi, 25 dicembre 2017, i morti per infortunio nei luoghi di lavoro sono 630 (sono oltre 1350 considerando i morti per infortunio con mezzi di trasporto). E' di ieri fa la notizia di un incidente avvenuto a Faenza (provincia di Ravenna) dove è morto un lavoratore ed è rimasto gravemente ferito un ragazzo in alternanza scuola-lavoro che sono precipitati da un cestello sospeso.

Non c'è tregua per chi vive del proprio lavoro. Tutti questi incidenti non possono essere un caso. Sono frutto di un lavoro reso sempre più precario e insicuro da leggi, norme e assenza di controlli che fanno sostanzialmente gli interessi padronali e non quelli dei lavoratori. Il lavoro non può e non deve essere asservito al profitto di qualcuno. E' un diritto di tutti lavorare in sicurezza e con retribuzione adeguata.
Oltre 1350 lavoratori morti (nei luoghi di lavoro o sui mezzi di trasporto) non sono una fatalità. Sono dovuti al fatto che, ormai, si considerala sicurezza nel lavoro un costo che può e deve essere abbassato. Tutto in funzione del profitto. Il lavoro deve tornare ad essere un diritto che garantisce la crescita personale e collettiva di lavoratrici e lavoratori. Tutti ci dobbiamo impegnare per un radicale cambiamento, per un sistema più giusto e umano.

Leggi tutti gli articoli su: Morti sul lavoro

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